CULTURA
Il 27 ottobre a Roma un nuovo appuntamento del ciclo “Le Vie del Nobel
Un incontro per riscoprire l’eredità letteraria e la vocazione giornalistica del grande maestro del realismo magico
ROMA – A pochi mesi dall’inizio delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gabriel García Márquez (1927–2027), l’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana dedica al grande scrittore colombiano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1982, un nuovo appuntamento della rassegna “Le Vie del Nobel. Itinerari tra le grandi voci della letteratura latinoamericana”. L’incontro , ad ingresso libero, si svolgerà martedì 27 ottobre, alle ore 17.30, presso la Sala Fanfani dell’IILA, in via Giovanni Paisiello 24 a Roma, e offrirà l’occasione per ripercorrere l’opera, il pensiero e l’eredità culturale di uno degli autori più influenti del Novecento, esplorando anche la sua fondamentale vocazione giornalistica. Presentato da Matteo Lefèvre, l’incontro vedrà la partecipazione di Marco Ottaiano, docente dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Giulio Perrone, editore e scrittore, Elena Ritondale, della Sapienza Università di Roma, e Mary Villalobos, giornalista colombiana e autrice del recente volume Il giornalismo secondo García Márquez. Attraverso il contributo di studiosi ed esperti provenienti dal mondo accademico, editoriale e giornalistico, l’appuntamento proporrà un confronto a più voci sulla straordinaria modernità della scrittura di García Márquez, sul rapporto tra invenzione narrativa e testimonianza storica e sulla sua capacità di trasformare le vicende di un continente in storie universali.
Dal realismo magico alla cronaca, dalla costruzione di un immaginario letterario senza tempo all’osservazione diretta della realtà, l’incontro intende mettere in luce le molteplici sfaccettature di un autore che ha profondamente segnato la cultura contemporanea, esplorando il legame tra la sua produzione narrativa, il contesto storico e sociale dell’America Latina e l’esperienza giornalistica che ne ha accompagnato l’intera carriera. Nato il 6 marzo 1927 ad Aracataca, in Colombia, e scomparso a Città del Messico nel 2014, Gabriel García Márquez, affettuosamente conosciuto come Gabo, ha rivoluzionato la narrativa contemporanea, imponendosi come il più celebre interprete del realismo magico, una forma di racconto in cui realtà e immaginazione, storia e leggenda, quotidianità e meraviglia convivono senza soluzione di continuità. Con “Cent’anni di solitudine” (1967), il romanzo che racconta le vicende della famiglia Buendía nell’immaginaria città di Macondo, García Márquez ha dato vita a un universo letterario divenuto simbolo dell’identità e della memoria collettiva latinoamericana. Opere come Cronaca di una morte annunciata, L’autunno del patriarca e L’amore ai tempi del colera hanno successivamente consolidato una fama internazionale che supera ogni confine linguistico e geografico. Ma l’immaginazione di García Márquez ha sempre affondato le proprie radici nell’osservazione della realtà. Prima di diventare uno dei romanzieri più letti al mondo, Gabo è stato infatti un giornalista, e tale è rimasto per tutta la vita. Dalle prime cronache sulle testate colombiane alle grandi inchieste, dai reportage europei fino agli scritti dedicati alle trasformazioni politiche e sociali dell’America Latina, il giornalismo ha rappresentato per lui non soltanto una professione, ma una vera e propria scuola di scrittura, uno strumento per indagare il mondo e raccontarne le contraddizioni.
Proprio a questo aspetto, spesso oscurato dalla straordinaria notorietà del romanziere, è dedicato il nuovo libro “Il giornalismo secondo García Márquez” di Mary Villalobos, pubblicato da PaperFIRST e disponibile in libreria dal 2 ottobre. Nel volume, la giornalista colombiana, da oltre vent’anni corrispondente in Italia per importanti testate nazionali e internazionali, ricostruisce la formazione e la carriera del giovane García Márquez, alle prese con la povertà, la censura e le tensioni politiche della Colombia degli anni Cinquanta.
Dalle inchieste che lo portarono a scontrarsi con la dittatura del generale Gustavo Rojas Pinilla ai reportage realizzati in Europa, anche oltre la Cortina di ferro, fino alla sua instancabile attività di osservatore della realtà internazionale, il libro restituisce il ritratto di un autore che ha saputo fare del giornalismo un esercizio di libertà, rigore e responsabilità civile. Attraverso l’analisi delle cronache, la ricostruzione dei contesti storici e la ricerca delle fonti, Villalobos invita così a riscoprire il reporter che si cela dietro il mito letterario, offrendo una prospettiva originale sulla formazione e sull’evoluzione della sua scrittura. L’appuntamento si inserisce nel percorso di “Le Vie del Nobel. Itinerari tra le grandi voci della letteratura latinoamericana”, rassegna promossa dall’IILA e organizzata e coordinata da Felipe Joannon Ovalle e Matteo Lefèvre, nata per esplorare l’eredità letteraria, culturale e umana dei sei grandi autori latinoamericani insigniti del Premio Nobel per la Letteratura. Un progetto che coniuga approfondimento critico e alta divulgazione, coinvolgendo studiosi, traduttori, scrittori, giornalisti, professionisti dell’editoria e studenti universitari, in un dialogo aperto a pubblici e generazioni differenti. Inaugurato nel dicembre 2025 con un omaggio alla poetessa cilena Gabriela Mistral, prima personalità latinoamericana a ricevere il Nobel per la Letteratura nel 1945, il ciclo ha successivamente dedicato incontri a Octavio Paz e Pablo Neruda, offrendo al pubblico italiano nuove occasioni di conoscenza e rilettura di alcune delle voci più rappresentative della cultura ispanoamericana. Dopo Gabriel García Márquez, la rassegna proseguirà con gli appuntamenti dedicati a Miguel Ángel Asturias, il 24 novembre, e Mario Vargas Llosa, il 15 dicembre 2026. Realizzato dall’IILA con la partecipazione di docenti e studenti della Sapienza Università di Roma, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università Roma Tre, il progetto intende riaffermare il valore della letteratura come spazio di incontro tra culture e come strumento privilegiato per comprendere le trasformazioni storiche, sociali e politiche dell’America Latina, attraverso autori che hanno saputo rendere universali le storie, le inquietudini e le aspirazioni del proprio continente. (Inform)