ESTERI
ROMA – La Commissione europea ha approvato l’iscrizione di quattro nuove indicazioni geografiche protette (IGP): Capocollo di Martina Franca dall’Italia, Čepinski kupus dalla Croazia, Miel des Landes dalla Francia e Café Antigua dal Guatemala. Il capocollo di Martina Franca – spiega la nota della Commissione – è un prodotto di salumeria ottenuto dalla porzione superiore del collo del suino, originario della Puglia (Italia). Si caratterizza per l’aroma e il sapore di affumicato, con sensazione acido-aromatica del vino cotto, tipico della tradizione popolare martinese. Le qualità distintive sono legate a un metodo di produzione artigianale di lunga data, in cui tutte le fasi sono eseguite a mano. Il Čepinski kupus è una coltura vegetale originaria della contea di Osijek-Baranja in Croazia. Derivato dalla varietà croata del cavolo bianco, il Čepinski, ha una testa compatta, uno stelo ben sviluppato, corto e arrotondato e un sapore di cavolo fresco molto pronunciato. L’intero processo produttivo avviene a mano, sulla base di competenze tramandate di generazione in generazione. Il Miel des Landes è un miele naturale originario dell’altopiano landese in Francia. Può essere sia uniflorale che millefiori. La particolarità risiede nella produzione di un’ampia varietà di mieli derivanti da una successione di flussi melliferi che sfruttano al meglio le risorse floreali incolte della zona. Le competenze degli apicoltori si riflettono nella gestione delle colonie adattate alla zona e nel controllo del tenore di acqua del miele. Café Antigua è un caffè originario della regione del dipartimento del Sacatepéquez in Guatemala, prodotto da Coffea arabica e Coffea canephora. Può riferirsi al caffè verde o torrefatto, in grani o macinato. Il Café Antigua è fine ed equilibrato nel gusto, con note aromatiche di miele, caramello, mela e noce tostata, un corpo molto pieno e un’acidità persistente senza essere piccante o amaro. La regione ha una forte tradizione secolare di coltivazione del caffè. Queste nuove denominazioni si uniscono alle oltre 3.900 denominazioni protette già elencate nella banca dati eAmbrosia. (Inform)