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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Veneto nel mondo: cosa ci dicono i nuovi dati Istat sull’emigrazione

ITALIANI ALL’ESTERO

 

BELLUNO – Il 3 settembre 2026 l’Istat ha pubblicato il consueto aggiornamento annuale sugli italiani residenti all’estero, un documento che ogni anno permette di misurare la consistenza e le trasformazioni di quella che continuiamo a chiamare, con termine ormai storico, la “diaspora italiana”. Per un museo dedicato alla memoria dell’emigrazione veneta, questi numeri non sono solo statistica: sono la fotografia aggiornata di un fenomeno che ha attraversato generazioni e che continua, sia pure con caratteristiche molto diverse rispetto al passato, a legare il nostro territorio al resto del mondo.

UNA COMUNITÀ CHE SUPERA I 6,6 MILIONI

Al 31 dicembre 2025 gli italiani residenti all’estero sono 6 milioni 604mila, circa 183mila in più rispetto all’inizio dell’anno. È un dato in crescita, ma a un ritmo più lento rispetto al 2024 (+2,8% contro +4,6%). Una parte importante di questo rallentamento si spiega con la forte diminuzione delle nascite registrate all’estero da genitori italiani, scese in un solo anno da 26mila a poco più di 16mila (-37,1%). Su questo calo ha pesato anche la nuova normativa sulla cittadinanza, entrata in vigore nel 2025, che ha reso più selettiva la trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza (il cosiddetto iure sanguinis) ai figli nati fuori dai confini nazionali.

IL VENETO, TERRA DI PARTENZE ANTICHE E RECENTI

I dati Istat confermano quanto il territorio veneto sia ancora oggi profondamente segnato dalla storia migratoria. Al 1° gennaio 2025 gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) di provenienza veneta sono 616.684, pari al 9,6% del totale nazionale: il Veneto si colloca così al terzo posto tra le regioni italiane per numero di iscritti, preceduto solo da Sicilia (13,1%) e Lombardia (10,8%).

Ciò che distingue in modo particolare la collettività veneta è la sua distribuzione geografica: quasi la metà degli iscritti AIRE di origine veneta, il 49,5%, risiede oggi in America centro-meridionale. È una delle quote più alte fra tutte le regioni italiane, superata solo da Marche (53,9%), Liguria (52,6%) e Basilicata (51,5%). Si tratta della traccia statistica più evidente delle grandi ondate migratorie che, tra Ottocento e Novecento, portarono decine di migliaia di veneti verso Brasile e Argentina, i due Paesi che ancora oggi ospitano le comunità di origine italiana più numerose del continente americano.Il resto della collettività veneta all’estero si distribuisce tra Unione europea (23,2%) e altri Paesi europei (17,1%), a testimonianza di un secondo grande flusso migratorio, quello del secondo dopoguerra, diretto soprattutto verso Svizzera, Germania, Belgio e Francia.

I NUOVI PARTENTI DEL 2025

Il report Istat permette anche di osservare la mobilità più recente. Nel 2025 gli espatri con origine Veneto sono stati circa 11mila, pari al 10,1% del totale nazionale, seconda regione di partenza dopo la Lombardia (19,8%). Un dato che ricorda come l’emigrazione, pur profondamente trasformata nelle sue forme, non sia un fenomeno concluso: oggi riguarda soprattutto giovani in cerca di opportunità professionali, con un’età media degli espatriati di 34 anni a livello nazionale, ben diversa dalle famiglie intere che partivano un secolo fa.

UNA MEMORIA CHE SI RINNOVA NEI NUMERI

Il quadro tracciato dall’Istat restituisce bene la doppia anima dell’emigrazione italiana contemporanea, di cui il Veneto è un caso esemplare: da un lato le comunità storiche dell’America centro-meridionale, composte in larghissima parte da discendenti nati all’estero — a livello nazionale, solo il 30,3% degli italiani residenti all’estero è nato in Italia, e in Paesi come il Brasile la quota scende al 4,4% — dall’altro i flussi più recenti verso l’Europa, dove invece prevalgono ancora i nati in Italia. Sono numeri che, letti insieme alle storie raccolte nelle collezioni del Museo dell’Emigrazione Veneta, aiutano a comprendere come la partenza, ieri come oggi, resti uno degli elementi che più hanno contribuito a definire l’identità di questo territorio. (Inform)

 

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