ISTITUZIONI
“La tragedia di Marcinelle è il simbolo più tragico della grande storia dell’emigrazione italiana. Una storia fatta di lavoro, fatta di sacrificio, fatta di rispetto delle regole, fatta di integrazione, fatta di dignità. Una storia che anche le Istituzioni europee hanno deciso di onorare, scegliendo proprio la data dell’8 agosto per celebrare la ‘Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori”
(Fonte foto Presidenza del Consiglio)
ROMA – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Palazzo Chigi il Primo Ministro belga, Bart De Wever. “Sono molto soddisfatta – ha affermato Meloni al termine dell’incontro – dell’articolato colloquio che abbiamo avuto, dei molti temi che abbiamo potuto approfondire. A partire, ovviamente, dai rapporti che legano le nostre Nazioni, che sono rapporti profondi che si riflettono nelle relazioni economiche, negli scambi culturali, nella presenza delle nostre comunità. La storia ci ha unito in momenti importanti, purtroppo ci ha unito anche in momenti molto dolorosi. Lo scorso 8 agosto abbiamo celebrato il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, il simbolo più tragico della grande storia dell’emigrazione italiana. Una storia fatta di lavoro, fatta di sacrificio, fatta di rispetto delle regole, fatta di integrazione, fatta di dignità. Una storia che anche le Istituzioni europee – come si sa – hanno deciso di onorare, scegliendo proprio la data dell’8 agosto come data per celebrare la ‘Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori’. Perché quella tragedia è un monito per tutti, per riaffermare che il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, di diritti, di sicurezza. Con Primo Ministro De Wever – ha proseguito il Premier – ci siamo focalizzati ovviamente sui nostri rapporti economici. Sono rapporti particolarmente floridi. Nel 2025 il nostro interscambio è cresciuto ancora rispetto al 2024 e ha superato i 46,5 miliardi di euro. In Belgio operano oltre 300 imprese italiane, sono attivi molti grandi gruppi industriali, i nostri tessuti economici dialogano molto bene, eppure siamo entrambi convinti che si possa valorizzare ancora meglio la complementarità tra le nostre filiere. Penso all’energia, penso alle infrastrutture, penso ai trasporti, penso alla logistica, penso all’industria della difesa. Il Belgio è tra le Nazioni che stanno aumentando gli investimenti in questo settore, come del resto l’Italia. L’Italia anche qui è pronta a mettere a disposizione la sua cooperazione, la sua amicizia, le proprie competenze, le proprie eccellenze industriali. Credo che ci sia qui uno spazio molto ampio per rafforzare la nostra cooperazione, nell’interesse delle nostre due Nazioni, ma chiaramente anche dell’Europa nel suo complesso, perché stiamo lavorando per rafforzare la nostra autonomia per rafforzare le nostre capacità industriali e tecnologiche”. “Ci siamo ovviamente confrontati – ha poi aggiunto Meloni – sulle principali crisi in atto, a partire dall’Iran e dalla guerra in Ucraina, anche alla luce degli sviluppi di queste ore – avete visto gli incontri degli inviati americani prima a Mosca e poi a Kiev. L’Italia come sempre continua a fare la propria parte, insieme ai partner europei, per favorire un percorso negoziale verso una pace che deve essere giusta e duratura. Da qui, con il Primo Ministro De Wever, ci siamo soffermati anche sulle conseguenze di questo scenario sui nostri sistemi economici e sociali. È chiaramente sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti, sul costo dei fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando sui nostri cittadini e sulle nostre imprese. Siamo per questo d’accordo con il Primo Ministro De Wever che il prossimo Consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, i temi del costo dell’energia, che debba farlo anche con più coraggio e con maggiore concretezza. Lavoreremo insieme anche su questo punto”. “Non è mancato ovviamente – ha inoltre rilevato il Presidente del Consiglio – un confronto sul governo dei flussi migratori. Dopo un’estate che avete visto è stata molto movimentata, che chiama ancora una volta in causa la capacità europea di rispondere su questa materia, di rispondere alle crisi. Da questo punto di vista, io rimango fermamente convinta che sia possibile preservare nel migliore dei modi lo spazio Schengen solo se si difendono i confini esterni dell’Unione, solo se tutti gli Stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e nella lotta all’immigrazione clandestina di massa. Con Bart, che condivide con noi tanto il gruppo di lavoro sulla migrazione, del quale è membro, quanto quello in seno al Consiglio d’Europa, siamo d’accordo anche sul fatto che è fondamentale da questo punto di vista portare avanti il lavoro che abbiamo avviato per rendere più efficaci le interpretazioni e le attuazioni delle Convenzioni internazionali, a partire dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Anche qui, insieme, abbiamo sottoscritto la Dichiarazione di Chisinau, è un buon punto di partenza, dimostra quanto siamo riusciti in questi mesi, in questi anni, a collaborare. Abbiamo avuto uno scambio di idee su un altro tema cruciale che è il prossimo quadro finanziario pluriennale, quindi il bilancio pluriennale dell’Unione Europea. Il negoziato sta entrando nel vivo e chiaramente rimaniamo convinti che si debba arrivare a un risultato all’altezza delle nuove sfide che è chiamata ad affrontare. La posizione italiana la conoscete, parte soprattutto dal rapporto tra le politiche tradizionali, politica di coesione, politica agricola comune e la necessità di investire sulla competitività. Continuiamo a ritenere che le due cose non siano e non possano essere in contraddizione, perché riteniamo, anzi, che coesione e PAC siano la precondizione per poter rafforzare la competitività in Europa”. “Insomma, – ha concluso il Premier – tra Italia e Belgio davvero c’è un enorme lavoro comune e c’è anche una bella amicizia che abbiamo costruito in questi anni tra persone che sono entrambe molto schiette e che cercano però di offrire quella schiettezza anche per cercare di mettere a terra delle soluzioni ragionevoli e utili per le proprie Nazioni e per l’Europa nel suo complesso”. (Inform)