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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato in Senato il libro di Giorgia Miazzo “Migrazioni italiane in Europa. Storia e testimonianze delle comunità italiane tra Belgio, Francia, Svizzera e Germania”

ITALIANI ALL’ESTERO

Antonio De Poli (Udc): “Incontro importante per ricordare le storie, i sacrifici e le speranze di milioni di italiani che hanno lasciato il nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore, contribuendo con il proprio lavoro alla crescita economica, sociale e culturale dell’Europa contemporanea”

(Fonte immagine Seanto)

ROMA – Questa mattina, presso l’Aula Convegni del Senato della Repubblica, è stato presentato il libro della presidente del Centro Studi Grandi Migrazioni Giorgia Miazzo “Migrazioni italiane in Europa. Storia e testimonianze delle comunità italiane tra Belgio, Francia, Svizzera e Germania”. Promotore dell’evento Antonio De Poli, senatore e segretario nazionale dell’Udc .Il volume di Miazzo ripercorre la storia delle migrazioni italiane in Europa tra Ottocento e Novecento, raccontando il difficile percorso di milioni di connazionali che lasciarono l’Italia alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro. Una vicenda segnata dalla fatica dell’integrazione, dalla discriminazione e dallo sfruttamento, ma anche dalla capacità delle comunità italiane di contribuire profondamente alla crescita economica e alla trasformazione sociale dei Paesi di destinazione.

Particolare attenzione è dedicata alle grandi tragedie sul lavoro che coinvolsero gli emigrati italiani. La pubblicazione nasce infatti anche per commemorare il 70° anniversario del disastro minerario di Marcinelle, in Belgio, e il 120° anniversario della tragedia di Courrières, in Francia, senza dimenticare Mattmark, Izourt e gli altri incidenti nei quali persero la vita numerosi lavoratori italiani. Il libro dedica inoltre spazio al patrimonio orale e linguistico nato dall’incontro tra le comunità italiane e le società di arrivo, accompagnando la ricostruzione storica con un importante compendio fotografico realizzato grazie alla collaborazione con enti italiani ed esteri. A chiudere l’opera sono le testimonianze degli orfani di alcune vittime degli incidenti sul lavoro, che restituiscono la dimensione più intima e dolorosa delle conseguenze lasciate da quelle tragedie nelle famiglie. Alla presentazione in Senato sono intervenuti l’autrice Giorgia Miazzo e Gianluca Parise, Vicepresidente del Centro Studi Grandi Migrazioni. Hanno partecipato inoltre Angelo Pastrello di Editoriale Programma, Ghislaine Rossetto, associata del Centro Studi Grandi Migrazioni e figlia di un minatore italiano in Belgio, e Davide Castellucci dell’Associazione “Marcinelle per non dimenticare”. “Questo volume – ha spiegato Giorgia Miazzo – ha per me un valore etico e civile molto alto perché vuole riportare alla luce la forza, il coraggio e la dignità delle migrazioni italiane in Europa. L’Italia è una nazione costruita anche sui sacrifici di chi è partito e sul contributo che milioni di nostri connazionali hanno dato, attraverso il proprio lavoro, alla crescita del nostro Paese e dell’Europa. È fondamentale che questa memoria venga trasmessa alle nuove generazioni, affinché possano conoscere e comprendere questa parte della nostra storia”. “Un incontro importante per ricordare le storie, i sacrifici e le speranze di milioni di italiani che, nel corso del Novecento, hanno lasciato il nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore, contribuendo con il proprio lavoro alla crescita economica, sociale e culturale dell’Europa contemporanea”, ha commentato il sen. De Poli che , aprendo l’incontro a Palazzo Madama, ha rimarcato:  “La storia dell’emigrazione italiana non è soltanto una storia di partenze, sacrifici e lontananza. È’ una parte fondamentale della storia dell’Europa contemporanea. Milioni di nostri connazionali hanno contribuito, con il proprio lavoro e spesso pagando un prezzo altissimo, alla crescita dei Paesi nei quali sono arrivati. Ricordare oggi quelle donne e quegli uomini significa parlare di memoria, ma anche di dignità del lavoro, sicurezza e integrazione: temi che continuano a interrogare il nostro presente”. “L’Europa – ha sottolineato ancora De Poli – non è stata costruita soltanto attraverso i trattati e le istituzioni. È stata costruita anche nelle miniere, nelle fabbriche, nei cantieri e nelle grandi opere, attraverso il lavoro quotidiano di uomini e donne provenienti da Paesi diversi. Tra loro c’erano milioni di italiani. Conservare questa memoria significa rendere loro giustizia e ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, quanto sia prezioso il patrimonio di diritti e di tutele che abbiamo costruito nel tempo”.  “Ricordare chi è partito, chi ha costruito una nuova vita lontano dall’Italia e chi non ha più fatto ritorno  è un dovere delle istituzioni. La memoria diventa davvero un’eredità quando siamo capaci di trasmetterla. È questo il modo migliore per onorare il sacrificio dei nostri emigrati e consegnare la loro storia alle generazioni che verranno”, ha detto De Poli. Per De Poli “libri come quello di Giorgia Miazzo sono preziosi perché permettono di conservare e tramandare la memoria di chi è partito, di chi ha costruito una nuova vita lontano dall’Italia e di chi non ha più fatto ritorno. Sono preziosi anche per le tante comunità italiane che ancora oggi, in tutta Europa, mantengono vivo il legame con le proprie radici e con la storia del nostro Paese. Ricordare è un dovere e una responsabilità. Trasmettere questa storia alle nuove generazioni è il modo migliore per rendere vivo l’esempio di milioni di italiani che, con il loro lavoro e i loro sacrifici, hanno contribuito a costruire l’Europa”. (Inform)

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