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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Uzbekistan, importante scoperta a Djarkutan degli archeologi dell’Università del Salento

MISSIONI ARCHEOLOGICHE ITALIANE

La missione si inserisce in un programma di ricerca più ampio promosso dall’Ambasciata d’Italia

 

TASHKENT – Due bambini sono stati rinvenuti dalle più recenti indagini archeologiche italo-uzbeke a Djarkutan, il più importante insediamento della “Battriana settentrionale”. Uno dei due porta sul cranio i segni di un intervento neurochirurgico, per la prima volta documentati in tutta l’Asia Centrale, datati agli ultimi secoli del terzo millennio a.C. Si tratta, ad oggi, della più antica evidenza di un intervento chirurgico conosciuta in l’Asia Centrale. Il progetto di ricerca, avviato nel 2024 sotto la direzione congiunta del professor Enrico Ascalone per l’Università del Salento, del professor Alisher Shaidullaiev per l’Università di Termez, e del dott. Komil Rakhimov dell’Istituto Archeologico di Samarcanda, adotta un approccio che sfocia nell’interdisciplinarietà: archeobotanica, archeozoologia, antropologia fisica, paleogenetica, topografia e archeometria concorrono a restituire un quadro completo della vita e della morte a Djarkutan. La missione si inserisce in un programma di ricerca più ampio, promosso dall’Ambasciata d’Italia in Uzbekistan, che include le indagini nei siti iraniani di Shahr-i Sokhta e Jiroft, in collaborazione con il Research Institute of Cultural Heritage and Tourism in Iran. Un asse di ricerca che collega il Salento all’Asia Centrale attraverso la lunga storia delle civiltà del Bronzo e lungo quelle direttrici commerciali, che già nel terzo millennio a.C., riconoscevano itinerari che avrebbero anticipato i più recenti percorsi della via della seta.(Inform)

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