ESTERI
MADRID – La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) è presente a Navalia 2026 — la principale fiera internazionale dell’industria navale in Spagna, giunta alla sua decima edizione — con l’Area Italia (stand 4A34), uno spazio espositivo dedicato a sette imprese italiane di eccellenza del comparto navale e marittimo. La fiera, inaugurata oggi presso l’Instituto Ferial de Vigo (IFEVI), si svolge fino al 21 maggio 2026. L’Area Italia è stata inaugurata alla presenza delle autorità locali e istituzionali intervenute all’apertura della fiera, nonché del Segretario Generale della CCIS, Michela Dell’Acqua. Navalia è la fiera più importante del settore navale in Spagna e la terza in Europa. In questa decima edizione, la manifestazione ospita 602 espositori — in crescita rispetto ai 533 dell’edizione 2024 — con quasi 1.200 marchi rappresentati e delegazioni provenienti dai cinque continenti. Sono attesi circa 20.000 visitatori professionali nei tre giorni della fiera, confermando Vigo come hub strategico per l’industria navale a livello internazionale. La partecipazione a Navalia 2026 si inserisce nella consolidata attività della CCIS a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane in Spagna. Da anni la Camera organizza e gestisce spazi collettivi nelle principali fiere internazionali che si svolgono nel paese iberico, offrendo alle aziende partecipanti visibilità istituzionale, supporto logistico e organizzativo, accesso alla rete di contatti della Camera e assistenza commerciale specializzata. Sotto il marchio collettivo dell’Area Italia, sette aziende italiane di primo livello espongono i propri prodotti e servizi, rappresentando comparti chiave della filiera navale e marittima. Quattro di esse fanno parte del Consorzio Liguria Produce. La partecipazione italiana a Navalia 2026 riflette la forza strutturale di un settore che si conferma tra i più competitivi del Made in Italy a livello mondiale. Secondo i dati di Confindustria Nautica (rapporto Nautica in Cifre 2024, elaborato con Fondazione Edison), il fatturato dell’industria nautica italiana ha raggiunto nel 2024 il massimo storico di 8,6 miliardi di euro, con una crescita del +3,2% rispetto all’anno precedente. Il 70% della produzione è destinato ai mercati esteri, con un export pari a 5,9 miliardi di euro. Il settore conta circa 31.480 addetti diretti e contribuisce al PIL nazionale per 7,4 miliardi di euro (3,37% del PIL). Secondo i rapporti “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026” (Fondazione Symbola) e “Nautica in Cifre Monitor – Trend 2025/2026” (Confindustria Nautica / Fondazione Edison), l’intera filiera nautica italiana ha generato nel 2024 oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 168.000 occupati (+5,6%). Ogni euro di valore aggiunto generato dalla cantieristica attiva 5,2 euro lungo l’intera catena produttiva. L’Italia si conferma inoltre leader mondiale nella costruzione di superyacht, con il 50% della produzione globale (fonte: Global Order Book 2024, Boat International). La tendenza è in ulteriore crescita: nei primi nove mesi del 2025, l’export navale italiano ha già raggiunto i 9,3 miliardi di euro — superando l’intero dato annuo del 2024 — con una crescita del +51,6% (fonte: Centro Studi CIPNES su dati ICE-ISTAT e Ministero degli Affari Esteri). La Spagna rappresenta uno dei principali mercati di riferimento per l’industria navale italiana, grazie a una tradizione cantieristica profondamente radicata — in particolare in Galizia, dove la sola area della ría di Vigo conta circa 12.000 lavoratori diretti nell’industria navale, con un portafoglio ordini garantito almeno fino al 2028. Il settore navale è, insieme all’automotive, uno dei pilastri economici della regione. Navalia si conferma quindi una piattaforma B2B privilegiata per le imprese italiane che intendono consolidare o sviluppare relazioni commerciali in Spagna, sfruttando le sinergie con il network istituzionale e imprenditoriale della CCIS. (Inform)