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Right to Stay: con il Rettore Greco a Bruxelles gli atenei calabresi per contribuire alle politiche di contrasto all’emigrazione

SOCIETA’

L’iniziativa della Commissione europea, attraverso un piano di ascolto condiviso, punta a definire soluzioni strutturali per garantire il diritto di restare anche nei territori più fragili del continente

 

RENDE (Cosenza) Il sistema universitario calabrese è stato protagonista il 6 maggio nel dibattito europeo sulle politiche di coesione sociale e territoriale. Gianluigi Greco, Rettore dell’Università della Calabria, ha partecipato a Bruxelles, anche in rappresentanza dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, all’evento di lancio della strategia “Right to Stay”. La strategia della Commissione europea vuole garantire il “diritto a restare” a tutti i cittadini e le cittadine dell’Unione, elaborando un piano su misura per ciascuna regione. A illustrare nel dettaglio questa nuova azione è stato il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che ha avviato un programma di consultazione pubblica – destinato a orientare le future politiche di coesione europee – e ha annunciato un tour di ascolto nelle regioni più colpite dall’emigrazione giovanile. In questo contesto, è stata già concordata una visita istituzionale di Fitto all’Università della Calabria per il prossimo autunno, un’importante occasione per raccogliere spunti per la definizione della strategia direttamente nel territorio calabrese. Proprio in vista di questa giornata, gli atenei calabresi avevano redatto nelle scorse settimane un documento di proposta e indirizzo programmatico – esposto dal Rettore al Vicepresidente Fitto – che delinea il contributo scientifico e le azioni che gli atenei possono sostenere per la crescita regionale e per l’inversione del fenomeno migratorio. “Le università non sono solo luoghi di didattica o di ricerca – ha dichiarato il Rettore Greco –, ma possono anche agire da volano di sviluppo per il tessuto sociale e produttivo territoriale. La possibilità di contribuire attivamente alla definizione delle politiche del “Right to Stay” rappresenta un’opportunità preziosa per i nostri atenei e per l’intera Calabria, consentendoci di superare la logica degli interventi calati dall’alto. Questa occasione ci invita, inoltre, a riflettere sul valore della comunità accademica calabrese. Le nostre università possono configurarsi sempre più come una rete di incubazione diffusa di idee e progettualità, che può fungere da catalizzatore per attrarre investimenti e insediamenti produttivi”.

Il progetto della Commissione europea si avvale inoltre del contributo di Enrico Letta. L’ex Presidente del Consiglio ha chiarito che la libertà di circolazione, pilastro dell’Unione, deve essere accompagnata dalla “libertà di rimanere”. Senza una forte politica di coesione che garantisca servizi e lavoro di qualità, ha avvertito Letta, il mercato unico rischia di alimentare disuguaglianze che lasciano indietro intere comunità. Il coinvolgimento degli atenei calabresi nell’evento della Commissione europea è stato anche sostenuto dall’associazione L’Oro di Calabria, che ha partecipato ai lavori ribadendo il proprio impegno a sostenere  le iniziative e i progetti delle università.(Inform)

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