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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Firmato ad Amsterdam accordo di collaborazione tra INPS e SVB, l’istituto previdenziale olandese

ESTERI

Fava:  “Serve un nuovo patto europeo del welfare. Le grandi sfide sociali non si possono più affrontare da soli”

 

AMSTERDAM – È stato firmato oggi ad Amsterdam un accordo di collaborazione tra INPS e SVB, il Sociale Verzekeringsbank, l’Istituto previdenziale dei Paesi Bassi, per rafforzare la cooperazione sui grandi temi che stanno trasformando il welfare europeo, dalla crisi demografica all’evoluzione del lavoro, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi di protezione sociale. L’accordo è stato sottoscritto dal Presidente dell’INPS Gabriele Fava e dalla Presidente dell’SVB Diana Starmans. All’incontro ha preso parte anche una delegazione dell’UWV, l’istituto olandese per il lavoro, guidata dalla direttrice Astrid Hendriks. Per l’INPS erano presenti, insieme al Presidente Fava, il Direttore Generale Valeria Vittimberga, il Direttore centrale Audit e Antifrode Alessandro Romano e la dirigente della Direzione internazionale Valeria Bonavolontà.

L’intesa prevede cooperazione operativa, interoperabilità, condivisione di competenze, confronto sui casi complessi e costruzione di modelli comuni per affrontare le nuove fragilità sociali. “Il welfare europeo è entrato in una fase nuova della sua storia” ha dichiarato il Presidente Fava. “Oggi la sostenibilità dei sistemi sociali non dipende più soltanto dalle regole pensionistiche. Dipende dalla capacità di tenere insieme lavoro, demografia, innovazione, produttività, qualità dell’occupazione e coesione sociale. Nessun Paese europeo può affrontare questa trasformazione da solo, serve un percorso comune. Per questo ho proposto che l’Italia ospiti nel 2027 un grande incontro tra tutti gli istituti previdenziali europei. Un G27 del welfare e della previdenza capace di costruire una visione comune sulle grandi sfide del nostro tempo. Abbiamo costruito regole comuni per la moneta, per i mercati e per la finanza. È arrivato il momento di costruire una visione comune anche sul welfare, sul lavoro e sulla tenuta sociale dell’Europa. Perché non esiste competitività economica senza coesione sociale”. Al centro del confronto anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici e nei sistemi previdenziali. “L’intelligenza artificiale non serve a rendere le amministrazioni più fredde o più distanti. Serve a renderle più semplici, più vicine, più capaci di accompagnare le persone nei momenti delicati della vita. Digitalizzare non significa trasferire procedure online. Significa ripensare il welfare dal punto di vista umano. In Italia abbiamo avviato questo percorso attraverso il modello del welfare generativo, fondato sulla personalizzazione dei servizi, sull’anticipazione dei bisogni e su un approccio costruito intorno agli eventi della vita delle persone. È una visione che può diventare un riferimento europeo”. Durante l’incontro è stata inoltre condivisa la necessità di accelerare il confronto sulla revisione del Regolamento UE 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. “Demografia, transizione tecnologica, invecchiamento della popolazione, trasformazione del lavoro e sostenibilità sociale non possono più essere affrontati da singoli Stati in ordine sparso. Le istituzioni europee saranno giudicate non soltanto dalla loro capacità di governare l’economia, ma dalla capacità di non lasciare sole le persone dentro le grandi trasformazioni del nostro tempo. Oggi ad Amsterdam non abbiamo firmato soltanto un accordo tecnico. Abbiamo fatto un passo avanti verso una nuova idea europea di welfare”, conclude Fava. Il Direttore Generale INPS Valeria Vittimberga ha posto l’accento sulla necessità di costruire una vera infrastruttura europea del lavoro e della previdenza: “Dobbiamo passare da una cooperazione basata sulle regole a una cooperazione basata sui dati e sui processi”. Secondo il Direttore Generale occorre accelerare verso strumenti capaci di garantire tracciabilità delle carriere contributive in tempo reale, semplificazione amministrativa per cittadini e imprese e maggiore capacità predittiva delle istituzioni. L’Italia, ha spiegato Vittimberga, “è pronta a svolgere un ruolo propositivo nella costruzione di una banca dati europea interoperabile del lavoro fondata su standard comuni”. (Inform)

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