QUIRINALE
(Fonte foto Presidenza del Consiglio)
ROMA – “Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro al Quirinale con i candidati ai Premi “David di Donatello”. Presente il Ministro della Cultura Alessandro Giuli Il Capo di Stato ha ricordato che ricorre quest’anno l’ottantesimo di “Sciuscià”, di Vittorio De Sica, “punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano” e che nello stesso 1946 “nasceva la Repubblica”: “L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli che consentono di progredire”. “Il cinema – ha continuato Mattarella – ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione. Il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso. Ne è stato testimone eccellente e apprezzato. Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza. Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana nel mondo si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema”. “Il cinema è anche lavoro – ha rammentato il Presidente – L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa oltre centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili per realizzare i prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv. Una ricchezza culturale e sociale, dunque, com’è noto. Ma anche economica. Che -ha rimarcato Mattarella – può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico. Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino”. (Inform)