QUIRINALE
“Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti”
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ROMA – “Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell’interesse del Paese questa tendenza va invertita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , che ha aperto le celebrazioni della Festa del Lavoro 2026 con una visita allo stabilimento Piaggio di Pontedera (Pisa), uno dei simboli nel mondo della creatività e dell’operosità italiana. La scelta di celebrare il 1° maggio nei luoghi rappresentativi del lavoro in Italia, rinnovata anche quest’anno, si inserisce in una consuetudine ormai consolidata, avviata dallo stesso Presidente a Reggio Emilia nel 2023 e proseguita a Cosenza nel 2024 e a Latina nel 2025. Per Pontedera questa è stata la seconda visita di Mattarella: il Capo dello Stato era già stato in città nel 2018, in occasione delle celebrazioni per il 40° anniversario della scomparsa del Presidente emerito Giovanni Gronchi. “Nostri giovani lasciano l’Italia, altri arrivano. Il sistema produttivo reclama manodopera: c’è di che riflettere – ha aggiunto il Capo dello Stato – . Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle esigenze di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo”. “Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti”, ha ricordato Mattarella in un altro passaggio del suo intervento . “Domande e bisogni segnano le fisionomie delle società. La produzione di ricchezza e la sua distribuzione alimentano la qualità della vita, il benessere della comunità, realizzano i valori a cui si ispirano la nostra convivenza e la nostra cultura, caratterizzano la sostenibilità sociale del nostro modo di essere. Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione”. “Il lavoro- ha sottolineato il Presidente – è presidio della società. È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità. È dignità. È strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia. È il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse ‘fondata sul lavoro’ proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo”. “Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale -ha ricordato ancora Mattarella- La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla stessa convivenza. Le parti sociali – sindacati, imprese, associazioni – sono chiamate a contribuirvi con i loro valori. Il dialogo sociale – ha avvertito – non deve mai interrompersi”.
Il Capo dello Stato ha inoltre fatto cenno alla situazione dell’occupazione femminile in Italia. Essa è “cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato” ma “tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea”. “Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita” , ha avvertito Mattarella. Il Presidente della Repubblica non ha mancato di parlare di sicurezza sul lavoro, che “resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo”. “Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti”, ha detto il Capo dello Stato. (Inform)