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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Trieste il forum del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC)

FARNESINA

(Fonte immagine Farnesina)

TRIESTE – Si è tenuto a Trieste il forum IMEC (Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa), organizzato dal Ministero degli Affari Esteri. Il forum, intitolato “Developing an Indo-Mediterranean Perspective through the IMEC Network”, ha visto l’intervento in apertura del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sottolineato come IMEC rappresenti il futuro per le economie dell’area del Mediterraneo, dei Balcani, dei Paesi africani e di quelli del Golfo, fino all’India. “Rappresenta un’opportunità sotto diversi punti di vista: avere un’infrastruttura che arrivi in Europa significa avere la possibilità di non essere sottoposti ai ricatti altrui”, ha spiegato Tajani facendo riferimento a quanto sta accadendo con il blocco del passaggio a Hormuz. “È un progetto che permetterà la crescita anche dell’area dell’Adriatico, sia da parte italiana che da quella balcanica”, ha aggiunto Tajani evidenziando che l’Italia conta molto sull’export, che rappresenta il 40% del nostro Pil. “I sogni si possono anche trasformare in realtà”, ha aggiunto il Ministro ricordando altri progetti come il Corridoio ferroviario Belgrado-Trieste e il Corridoio 8 che arriverebbe al mar Nero. Tajani non ha poi escluso la possibilità di coesistenza tra due terminali con base rispettivamente in Francia e in Italia: un terminale a Marsiglia e un terminale a Trieste. “L’India è una grande democrazia ed è un mercato sempre più grande: una realtà di straordinaria importanza”, ha poi sottolineato il Ministro esprimendo apprezzamento per l’accordo UE-India. E’ stata quindi evidenziata l’importanza rappresentata dai Paesi del Nord Africa, soprattutto quelli che si affacciano sul Mediterraneo, un’area che “deve diventare sempre più luogo di commerci”, ha precisato il Ministro auspicando che diventi sempre meno luogo di conflitti o di migrazioni irregolari. “Questo incontro vuol far capire anche al mondo imprenditoriale quanto per noi tutto ciò sia strategico. Abbiamo potenzialità straordinarie: parliamo di 700 miliardi di export entro il 2027”, ha poi rilevato Tajani riferendosi all’obiettivo che si è prefisso il Governo entro fine legislatura. Per quanto riguarda il progetto IMEC e quelli di altri corridoi, Tajani ha parlato di un sistema che può interconnettersi un po’ come una rete di comunicazione a fermate intermedie. “Deve diventare una straordinaria rete politica ed economica ma anche infrastrutturale”, ha aggiunto il Ministro definendo IMEC in particolare come uno strumento per migliorare le relazioni diplomatiche tra Paesi. India e Paesi del Golfo sono convinti della bontà di questo progetto ed è per tale ragione che, secondo Tajani, vanno accelerati i tempi di realizzazione, anche se saranno necessari anni di lavoro. Il Ministro ha infine auspicato il coinvolgimento di territori e regioni nello sviluppo di IMEC. Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, ha dal canto suo sottolineato come IMEC rappresenti un’occasione straordinaria non solo per l’Italia ma per l’Europa stessa anche in considerazione delle tensioni internazionali. “Avere alternative di collegamento logistico è fondamentale per l’economia di un Continente”, ha spiegato Fedriga lanciando l’attenzione sulla possibilità di nuove rotte alla luce della crisi attuale a livello globale: il tutto affinché il nostro mare, il Mediterraneo, non sia ridotto a una posizione marginale. “IMEC rappresenta un’alternativa seria nonché una strategia economica e un’importante decisione geopolitica di alleanza”, ha sottolineato Fedriga. E’ poi intervenuta la Ministra degli Esteri della Romania, Oana Toiu, che ha ricordato come molte delle rotte economiche incroceranno la Romania che a este è un po’ una sorta di frontiera dell’UE e di Shengen. “Il porto di Costanza è diventato fondamentale per il passaggio di merci: è una piattaforma logistica importante”, ha spiegato Toiu menzionando l’area portuale nel sud-est della Romania, che si affaccia direttamente al Mar Nero, auspicando un progetto di connettività sempre più ampio. Dal canto suo Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE, ha segnalato come il mondo dell’impresa abbia bisogno di stabilità e sicurezza: “è necessario creare infrastrutture che diano maggiori garanzie agli imprenditori”, ha spiegato Zoppa sottolineando che IMEC rappresenta un’alternativa valida e conveniente, certamente sotto il profilo logistico. Il Presidente dell’ICE ha poi ricordato come ad oggi l’Italia sia arrivata a 642 miliardi di euro di export nel mondo. Questo fa del nostro Paese una delle Nazioni che esportano di più; l’obiettivo resta quello dei 700 miliardi. Zoppas ha anche ripercorso la crescita dell’export italiano negli ultimi anni: nel 2019 eravamo a 480 miliardi e nel 2022 a 622 miliardi, nonostante la pandemia e l’inizio del conflitto in Ucraina. Per il Presidente dell’ICE inoltre , IMEC e altre infrastrutture possono rappresentare soluzioni a lungo termine anche sotto il profilo della competitività. Fra gli altri intervento segnaliamo quello di Leopoldo Destro, delegato di Confindustria, che ha ricordato come l’idea di IMEC prenda vita con un memorandum del 2023. “La consapevolezza alla base di quell’accordo era che, in un contesto internazionale sempre più frammentato e segnato da tensioni geopolitiche lungo le principali rotte, tutti i Paesi hanno bisogno di collegamenti più sicuri ed efficienti. Oggi quella convinzione è ancora più forte, per le fragilità messe in evidenza dall’attuale quadro mediorientale”, ha spiegato Destro vedendo in IMEC una piattaforma complementare per la resilienza delle filiere. “Il punto è non sostituire ma integrare il sistema degli scambi”, ha aggiunto Destro che vede partner affidabili nell’ India e nei aesi mediorientali coinvolti nel progetto. Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, ha ricordato che, all’indomani della firma dell’accordo IMEC, si parlava già della centralità di Trieste e dei corridoi che qui transitano. “Il Governo -ha aggiunto – non crede solo nell’IMEC ma nelle potenzialità dell’export”. Picchi ha inoltre segnalato come solo per il 2026 SACE possa contare su risorse pari a 74 miliardi: una parte per l’export e una parte per le imprese a livello domestico. “Il sogno di 700 miliardi di cui parlava il Ministro Tajani può essere realizzato, ma tutto questo non può essere possibile senza le imprese, che devono portare progetti da finanziare”, ha spiegato Picchi auspicando sempre maggiori sinergie di sistema. Antonio Villafranca, Vicepresidente ISPI, ha ricordato che gli scenari conflittuali a livello globale hanno mostrato di poter compromettere le catene di approvvigionamento delle risorse. “Quindi è necessario rinforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento: l’IMEC dovrebbe essere interpretato proprio in questo contesto”, ha aggiunto Villafranca mostrando con delle slide come questi progetti potrebbero impattare positivamente sulle rotte ed i commerci. “Costruire ponti è sempre stato nel DNA dell’Italia”, ha precisato Villafranca. Karim Dahou, in rappresentanza dell’OECD, ha definito IMEC come “una rete di reti” e non solo come un semplice corridoio. “Collegare le reti è molto importante e l’attuale contesto geopolitico ci ricorda quanto fragili possano essere le catene di approvvigionamento critiche”, ha spiegato Dahou sottolineando l’importanza della qualità e performance delle infrastrutture logistiche. “Stiamo progredendo allo sviluppo di questi corridoi, sviluppando una tabella di marcia”, ha aggiunto Dahou auspicando anche semplificazioni burocratiche, ad esempio in campo doganale, e una maggiore convergenza normativa internazionale. (Inform)

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