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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato alla Camera dei Deputati il libro di Eleonora Voltolina “Crescere expat: famiglie italiane in giro per il mondo”

ITALIANI ALL’ESTERO

Edito da Fondazione Migrantes e Tau Editrice

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Alla camera è stato presentato il libro “Crescere expat: famiglie italiane in giro per il mondo”, scritto da Eleonora Voltolina ed edito da Fondazione Migrantes e Tau Editrice. Il volume nasce dalla constatazione di dati numerici importanti: negli ultimi vent’anni oltre 1 milione 700mila italiani si sono iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero; nello stesso periodo i rimpatri sono stati la metà. 123mila persone sono partite nel corso del solo 2024, di cui15mila minorenni – bambini e ragazzi a seguito delle loro famiglie. Inoltre, almeno 25 mila nuovi piccoli italiani, il numero è incerto,  nascono ogni anno in giro per il mondo: sono soprattutto figli di persone recentemente espatriate. Nella prefazione di Crescere expat, Maria Chiara Prodi – Segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e a sua volta mamma italiana di stanza a Parigi – sottolinea come sia importante “tenere insieme dati aggregati e intimità delle esperienze”, andando a ricercare anche “alcuni ‘universali’, necessari per costruire finalmente delle autostrade di senso in cui ritrovarci e riconoscerci”. “Le comunità delle cittadine e dei cittadini italiani che risiedono all’estero sono e devono essere considerate come parte dinamica, attiva e imprescindibile dell’Italia” scrive nella postfazione mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes”.  L’evento è stato introdotto dal deputato Toni Ricciardi, vicepresidente gruppo Pd Camera  e eletto nella ripartizione Europa, che ha spiegato come la presentazione di questo volume cada in un momento nel quale la mobilità degli italiani all’estero, molti dei quali mettono su famiglia fuori dai confini nazionali, rappresenti una situazione di stringente attualità. “Una situazione che in questo palazzo del Parlamento ancora si fa fatica ad inquadrare adeguatamente”. Ricciardi ha espresso apprezzamento per il volume in questione, parte della collana “Quaderni Migrantes”, parlando dell’importante lavoro di ricerca che lo caratterizza. “Questo lavoro di ricerca ha le sue basi empiriche e scientifiche”, ha sottolineato il deputato che ha poi ricordato un’altra importante pubblicazione come il rapporto Italiani nel Mondo. La giornalista Rai Veronica Fernandes, moderatrice dell’evento, ha chiesto quindi a Ricciardi cosa questo libro possa insegnare alla politica italiana rispetto ai sistemi socio-culturali che vengono raccontati nelle esperienze di integrazione delle famiglie espatriate. “Intanto andiamo oltre alla parola ‘expat’: eravamo emigranti ieri e lo siamo oggi”, ha precisato il deputato sottolineando di non apprezzare anche l’espressione ‘fuga dei cervelli’ perché tuttora emigrano persone non necessariamente qualificate. Ricciardi ha poi criticato la nuova legge sulla trasmissione della cittadinanza all’estero che incide e limita il principio dell’automatismo della trasmissione, soprattutto per quanto riguarda la doppia cittadinanza . “Le identità plurime sono una ricchezza; si avvicinano le culture e ci si capisce meglio: io stesso sono doppio cittadino”, ha precisato Ricciardi sottolineando come non si possano costruire a tavolino le dinamiche future delle comunità all’estero. Il deputato ha poi evidenziato come prosegua negli ultimi venti anni la riduzione delle risorse per i corsi i corsi di lingua e cultura nel mondo.  Ricciardi ha anche espresso perplessità circa una certa dicotomia che si sarebbe creata idealmente negli ultimi tempi tra chi parte e chi resta come se si trattasse di due fazioni contrapposte. La giornalista Fernandes ha poi chiesto all’autrice Eleonora Voltolina come sia nata l’idea di questa ricerca. Voltolina ha raccontato di essere una cittadina Aire dal 2020 e di vivere in Svizzera. “Ho una bambina che, all’epoca nella quale ci siamo spostati dall’Italia alla Svizzera, aveva 7 anni e quindi era già scolarizzata in Italia. Ho vissuto in prima persona tutte le sfide di sradicare una famiglia per inserirsi in un sistema nuovo, anche linguistico”, ha aggiunto l’autrice. “Nel libro abbiamo voluto indagare le cose più usuali, ad esempio sul mantenimento dell’uso dell’italiano in famiglia, ma anche su temi forse affrontati per la prima volta”, ha proseguito l’autrice facendo riferimento alle visite degli amici all’estero o al rapporto da lontano tra i nonni e i nipoti ; insomma tutti temi legati alla lontananza dall’Italia. Circa 1.250 persone hanno partecipato alla ricerca rispondendo ad un questionario ricco di domande anche personali. Il volume raccoglie poi oltre 30 storie raccontate dagli stessi expat. Quindi ogni capitolo presenta prima le varie storie e poi la parte più scientifica con i dati della ricerca, dando al lettore la capacità di scegliere approcci di lettura diversi. Per quanto poi riguarda una specifica domanda fatta agli intervistati all’estero su quello che è presente nei Paesi di accoglienza e si vorrebbe “regalare” all’Italia  Voltolina ha spiegato come dalle interviste sia emersa la necessità di promuovere anche nel nostro Paese sia un’adeguata assistenza post parto, seguendo la famiglia anche dopo il rientro a casa dall’ospedale, sia un’estensione del congedo di paternità che consenta un’adeguata cura dei figli.  Nel suo intervento Mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore Generale Fondazione Migrantes) ha spiegato come il volume aiuti a capire in quale modo si possa far crescere una famiglia fuori dall’Italia tra difficoltà di cambiamenti, anche culturali. “Abbiamo accolto con gioia questa ricerca che ben si inserisce nello spirito della Fondazione Migrantes, all’insegna di tre parole chiave: studiare, informare e formare”, ha precisato Felicolo ricordando che le famiglie sono sempre più mobili e il percorso migratorio può svilupparsi anche in più Paesi. “In considerazione di questa mobilità il concetto di casa cambia: non è più un luogo fisico e statico ma un concetto fluido”, ha aggiunto il Monsignore sottolineando che gli aspetti di mescolanza culturale e linguistica che riguardano le famiglie italiane all’estero si riscontrano anche tra le famiglie straniere arrivate in Italia. Felicolo poi ha ricordato come, in occasione del Giubileo delle famiglie del maggio scorso, Papa Leone abbia sottolineato come siano le famiglie a generare il futuro dei popoli. “Parole preziose, queste del Santo Padre, quanto mai necessarie e attuali”, ha aggiunto Felicolo ricordando che il ruolo della famiglia è imprescindibile per la società. “Per noi la mobilità va intesa a 360 gradi”, ha aggiunto il Monsignore parlando di welfare, accompagnamenti e ricongiungimenti familiari. “La famiglia è luogo di sentimenti che dobbiamo accompagnare, sostenere e proteggere”, ha concluso Felicolo. (Inform)

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