ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Si è svolta a Roma presso l’Istituto Guimarães Rosa, la presentazione del volume di Antonella Rita Roscilli “Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile”. L’evento è stato presentato dall’Ambasciata brasiliana in Italia e l’Associazione di Amicizia tra Italia e Brasile. Il volume accompagna il lettore in un viaggio attraverso la grande emigrazione italiana verso il Brasile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ricostruendo i contesti sociali e politici che segnarono partenze e approdi oltreoceano. Il libro ricostruisce inoltre in modo completo, la vita di Zélia Gattai Amado, protagonista della cultura brasiliana del Novecento e moglie dello scrittore Jorge Amado, offrendo un’importante chiave di lettura del dialogo storico e culturale tra Italia e Brasile.
L’incontro è stato moderato dal Segretario generale dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile, Iara Bartira da Silva. Ha aperto il dibattito il Deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella Ripartizione America Meridionale. “Siamo alla vigilia del Giorno dell’Emigrazione italiana in Brasile, – ha esordito Porta – che si tiene il 21 febbraio, data scelta perché fu il giorno in cui il piroscafo di nome Sofia arrivò a Vitória. Fu il primo gruppo di coloni organizzati che diedero inizio alla grande emigrazione italiana. Non a caso oggi il Brasile ospita la più grande comunità italiana nel mondo”. Porta ha poi parlato dell’importante lavoro svolto dalla casa editrice Cosmo Iannone, ringraziandola per aver pubblicato, prima in portoghese e poi in italiano, questa opera scritta da un’italiana Antonella Rita Roscilli. “Questa storia è molto bella – ha proseguito il deputato – perché parla della storia della nostra emigrazione, che non è stata del tutto approfondita dalla storiografia. Si parla di più dei grandi imprenditori e della nascita del movimento sindacale, delle lotte operaie e contadine. Insieme a questa moltitudine di operai e contadini, c’erano però anche molte persone che andavano in Brasile per motivi politici, come ad esempio gli anarco socialisti, di cui Zelia Gattai parla nel libro che divenne una novella famosissima. Poi ci sono quelli di cui ci ha raccontato Antonella nel libro, i così detti ‘utopisti’ che andarono in Brasile non soltanto per cercare fortuna in America, ma per realizzare quello che non sono riusciti a fare in Italia, cioè un mondo ideale senza ingiustizie fatto di uguaglianza” . Porta ha infine ribadito come la presentazione di questo libro sia un modo ideale per celebrare l’inizio dell’emigrazione italiana in Brasile, in quanto Zelia Gattai è stata una scrittrice italiana figlia di emigranti italiani. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Norberto Lombardi, Direttore delle collane “Quaderni sulle migrazioni”, “Reti” e “I Memoriali” (Cosmo Iannone Editore). “Siamo molto felici ed orgogliosi – ha affermato Lombardi – che la nostra pubblicazione possa essere l’occasione per la celebrazione di un ricordo così significativo, come quello dell’emigrazione italiana in Brasile” per incentivare “non soltanto per un’evocazione ragionata, ma anche per un approfondimento che riguarda un flusso migratorio importante non solo dal un punto di vista numerico, intorno agli anni 20’ furono circa mezzo milione di italiani che si recarono in Brasile di cui circa il 40% tornarono in patria, ma soprattutto per quanto riguarda l’aspetto qualitativo di questa emigrazione. Tutto questo è rappresentato nel libro di Antonella Rita Roscilli”. Lombardi ha poi segnalato come, nel tempo della globalizzazione dove ogni luogo del mondo può essere centro e periferia, la casa editrice Cosmo Iannone abbia saputo espandersi attraverso la pubblicazione di quattro collane dedicate all’emigrazione italiana: “Quaderni sulle Migrazioni”, “Reti, Memoriali e Scritture Migranti che raccoglie le opere di scrittori provenienti da tanti Paesi nel mondo che raccontano in italiano le loro esperienze. Per Lombardi collocarsi nella rete delle migrazioni internazionali consente, sia di leggere in modo approfondito la contemporaneità per approcciare ai processi che riguardano tutto il mondo, sia di contribuire alla sprovincializzazione della cultura italiana. Lombardi ha poi sottolineato come il libro di Antonella Rita Roscilli consenta di approfondire, grazie ad una scrittura piana che favorisce la diffusione dei concetti, l’aspetto storiografico della nostra emigrazione attraverso un doppio binario, quello italiano e quello del versante sociale brasiliano. Dal canto suo Giorgio De Marchis, Ordinario di Letteratura portoghese e brasiliana (Università degli Studi Roma Tre), ha sottolineato come il volume di Rita Roscilli sappia unire la storia dell’emigrazione italiana in Brasile alla letteratura brasiliana attraverso la figura di Zélia Gattai. Una storia, quella della nostra diaspora in Brasile, che è stata plurisecolare, fra il 1887 e il 1902 arrivarono in Brasile circa 900mila connazionali, e che ha vissuto tre fasi: la prima emigrazione nelle colonie rurali del sud del Paese, una seconda fase con la dura permanenza dei nostri connazionali nelle fattorie nello Stato di San Paolo e poi un terzo momento con lo spostamento dalle campagne nella città di San Paolo. Un centro abitativo in ascesa dove oltre la metà dei negozi, circa 8700, finirono per essere gestiti da italiani. De Marchis ha anche ricordato la figura di Francesco Matarazzo, un grande imprenditore italiano che seppe costruire partendo da San Paolo un grande impero industriale. De Marchis si è anche soffermato sul percorso vissuto dai nostri connazionali in Brasile che negli ultimi tre decenni del 1800 erano ancora visti come stranieri, mentre le nuove generazioni intorno al 1930 si poterono dire avviati sulla via dell’integrazione. Il docente ha anche segnalato un periodo transitorio in cui la lingua dei nostri emigrati contribuì, mescolata con il brasiliano, alla nascita di una nuova letteratura brasiliana. Infine ha preso la parola l’autrice del libro Antonella Rita Roscilli. “Questo libro – ha spiegato – conclude una trilogia, che si è svolta nel giro di 10 anni, dedicata a Zelia Gattai Amado e alla sua opera. Un lavoro che nasce in primis dall’ascolto delle storie mi ha raccontato lei in prima persona”. L’autrice ha poi evidenziato di aver proseguito il suo lavoro di approfondimento di queste storie attraverso ricerche presso l’Archivio di Stato, dove ha trovato plichi riguardanti la famiglia Gattai, e l’Archivio di San Paolo dove si è documentata sui giornali d’epoca. “A seguire – ha aggiunto Roscilli – mi spostai a Santa Catarina, dove trovai il cugino di Zelia, Arnaldo Gattai, che mi ha raccontato molte storie della sua famiglia. Infine mi recai presso la Colonia Cecilia, dove conobbi i discendenti degli italiani, i quali, pur sentendosi brasiliani, mantengono memorie molto forti dei loro antenati e nel libro ho voluto portare queste testimonianze”. L’autrice si è poi soffermata sulla storia di Zelia Gattai, che dopo varie peripezie scrisse la sua opera più grande “Anarchici grazie a Dio” da cui è stata tratta una telenovela che ebbe molto successo in Brasile, a testimonianza del grande interesse che c’è in questo paese per l’Italia. “Io stessa porto avanti queste ricerche – ha continuato Roscilli- per amore verso il Brasile e verso l’Italia, perché ci sono tantissimi personaggi che non conosciamo o conosciamo poco, che andrebbero onorati. Ho voluto dedicare questo libro a tutti i migranti nel mondo, perché il discorso delle migrazioni riguarda tutti quanti”. L’autrice ha concluso la sua riflessione parlando delle onorificenze ottenute da Zelia Gattai da parte della Repubblica Italiana, tra cui il gonfalone della città di Firenze, e l’alto grado ufficiale della Stella della Solidarietà da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2008. (Lorenzo Morgia- Inform)