MINISTERO UNIVERSITA’ E RICERCA
(Fonte immagine Mur)
ROMA – La Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP), coordinata dall’Italia tramite il Ministero dell’Università e della Ricerca, ha tenuto a Bucarest la seconda edizione del suo Simposio biennale (website: 2nd Symposium: Full Sail Ahead Towards the Sustainable Blue Economy | Bluepartnership) alla presenza di circa 150 qualificati stakeholder. L’evento ha segnato il giro di boa del percorso settennale della Partnership e ha definito le priorità per la fase successiva. Nel discorso di apertura, a nome del Ministro Anna Maria Bernini, il suo Consigliere scientifico professor Fabio Fava ha illustrato un quadro politico volto a trasformare i risultati della ricerca in soluzioni operative durature, promuovendo una politica oceanica connessa, sensibile ai bacini e amministrativamente snella, in risposta a innovazione tecnologica, pressioni climatiche e mutamenti geopolitici. La Partnership, co-finanziata dalla Commissione Europea (Horizon Europe) e focalizzata su ricerca e innovazione nell’economia marina e marittima, riunisce 75 organizzazioni di 32 paesi e aggiorna costantemente la sua Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA). Con i primi due bandi congiunti sono stati cofinanziati 43 progetti; 153 pre-proposte del terzo bando sono in valutazione e sono previsti tre bandi congiunti all’anno fino al 2028. I progetti avviati hanno già prodotto risultati concreti, tra cui applicazioni di Digital Twin, piattaforme offshore multiuso, soluzioni sostenibili per pesca e acquacoltura e strumenti per il Marine Spatial Planning, contribuendo a ridurre il rischio ambientale e a creare nuove catene del valore per le comunità costiere. Il Simposio ha ribadito l’allineamento della SBEP con strumenti strategici europei quali la Ocean R&I Strategy, l’Ocean Pact, la Mission Ocean and Water e il Patto per il Mediterraneo, evidenziando però la necessità di semplificare e coordinare l’architettura istituzionale per evitare sovrapposizioni che frammentano gli sforzi. È stata inoltre sottolineata l’importanza di mantenere una dimensione regionale agile per rispondere alle specificità ecologiche, economiche e sociali dei cinque bacini europei: Mediterraneo, Atlantico, Mare del Nord, Baltico e Mar Nero. In vista del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, la SBEP, per voce del coordinamento italiano, ha lanciato un forte appello a tutti gli Stati membri affinché la parola “Oceano” torni a occupare un ruolo centrale nelle negoziazioni e affinché i nuovi strumenti di finanziamento siano valutati per la loro capacità di sostenere investimenti strategici e scale-up nel settore blu. Tra le ulteriori iniziative presentate dalla SBEP figurano il Bando di Accesso Transnazionale alle Infrastrutture di Ricerca (website: Sustainable Blue Economy Partnership Transnational Access Call to Research Infrastructures 2025 | Bluepartnership), con un portafoglio di 50 infrastrutture e tre progetti di eccellenza già attivati, l’azione TAP su “Building resilience of coastal and marine socio-ecosystems”, due portafogli tematici sulle risorse biologiche marine e cinque portafogli regionali programmati per il 2026, uno per ciascun bacino marino. Parallelamente al Simposio si è così avviato a Bucarest il processo di aggiornamento della SRIA attraverso tavoli multidisciplinari, incontri con i progetti cofinanziati e kick-off delle attività aggiuntive, rafforzando la comunità della Partnership. Dal 20 febbraio è inoltre aperta come ulteriore opportunità di accesso alle R.I. la nuova Rolling Transnational Access Call to Research Infrastructures 2026–2028. Il Simposio di Bucarest conferma il ruolo della Sustainable Blue Economy Partnership nel guidare la transizione di un settore frammentato verso una politica oceanica europea coordinata, capace di coniugare sostenibilità, competitività e resilienza delle comunità costiere.(Inform)