FARNESINA
ROMA – L’Ambasciata d’Italia in Afghanistan non ha più sede a Kabul dal 2021 ed è stata trasferita a Doha, in Qatar, dopo la presa di potere dei Talebani. L’Ambasciatrice d’Italia per l’Afghanistan Sabrina Ugolini, è stata intervistata nell’ambito della rubrica “Viaggiare in sicurezza”, realizzata dalla Farnesina in collaborazione con Isoradio. L’Italia partecipa al Processo di Doha, promosso dalle Nazioni Unite, per affrontare la crisi afghana e favorire il rispetto degli obblighi internazionali. L’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri al mondo, segnato da decenni di conflitti e instabilità. “Oltre 22 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e circa il 41–42% della popolazione necessita di assistenza umanitaria per la sopravvivenza: è un Paese devastato da decenni di conflitti”, ha spiegato l’Ambasciatrice Ugolini. Dal 2021 i Talebani hanno instaurato un governo, considerato relativamente stabile ma non riconosciuto dalla comunità internazionale, con la sola eccezione della Federazione Russa. “Si tratta di autorità con le quali faticosamente intavoliamo un confronto nella speranza di far passare messaggi di moderazione e apertura”, ha sottolineato l’Ambasciatrice spiegando quindi quale sia l’approccio dell’Italia nei confronti delle autorità afghane al potere. Il principale contributo italiano consiste nel sostegno umanitario alla popolazione afghana, attraverso le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni della società civile italiana attive da anni nel Paese. Parallelamente, l’Italia partecipa ai gruppi di lavoro del Processo di Doha, incentrati su temi come lo sviluppo del settore privato e la lotta alla droga. Ci sono però anche piccole iniziative che non passano comunque inosservate e che contribuiscono ad avvicinare la popolazione civile locale: tra queste iniziative è stata ricordata quella relativa alla realizzazione di un parco pubblico a Kabul dedicato alle donne che, in base a un recente inasprimento delle norme talebane sulle libertà civili, altrimenti avrebbero difficoltà anche ad incontrarsi pubblicamente o in condizioni di sicurezza. L’Ambasciatrice ha inoltre rimarcato un dato preoccupante : ossia che oltre 2 milioni di ragazze afghane sono state de facto escluse dal sistema dell’istruzione. E’ stato anche ricordato come l’Unità di Crisi sconsigli di effettuare viaggi in Afghanistan. (Inform)