EVENTI
Tre giorni di visite guidate, conferenze, workshop, peer learning e video documentari
Il 20 novembre sarà proiettato “Non far rumore” ,docufilm sui bambini italiani immigrati come clandestini nella Svizzera del secondo dopoguerra
GENOVA – Proseguono le attività del progetto europeo “Moving Europe – Negotiating Legacies of Migration at the Museum” a cui il MEI partecipa insieme a EuroClio European Association of History Educators (Paesi Bassi), Migration Lab dell’Università di Hildesheim (Germania), Historijski Muzej Bosne i Hercegovine di Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina), Immigrantmuseet di Farum (Danimarca), Muzeum Emigracji di Gdynia (Polonia), Mångkulturellt centrum di Stoccolma (Svezia), e la Junge Islam Konferenz di Berlino. In questo progetto biennale, scuole, musei della migrazione e membri di comunità di migranti in sei paesi europei lavorano insieme per svelare le diverse esperienze e le eredità storiche della migrazione, specialmente quelle radicate nella storia coloniale europea, per comprendere meglio le complessità, l’impatto e le conseguenze della migrazione sui vari gruppi della società. Fino al 20 novembre educatori museali e docenti provenienti da 13 paesi d’Europa si incontreranno al MEI per tre giorni di visite guidate, conferenze, workshop, peer learning e video documentari.
Il programma: il 18 novembre visita guidata al MEI, curata dai Servizi Educativi; il 19 novembre Peer learning event: buone pratiche museali a confronto, racconto delle esperienze nazionali e internazionali dei docenti, workshop a cura di Clio92; il 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, i partecipanti del Peer learning event “Mediating Migration: Museum Strategies for Student Engagement” assisteranno alla proiezione del docufilm “Non far rumore” – realizzato per Rai Tre da Alessandra Rossi – che racconta la vicenda dei bambini italiani immigrati come clandestini nella Svizzera del secondo dopoguerra. Nel secondo dopoguerra più di 2 milioni di italiani emigrarono in Svizzera, dove la legge allora in vigore non prevedeva il ricongiungimento familiare. Di fatto era vietato per i lavoratori emigranti portare i figli con sé e tra il 1950 e il 1980 entrarono in Svizzera come clandestini dai 15 ai 30 mila bambini. Alla proiezione assisteranno anche le due classi del Liceo Statale “S. Pertini” di Genova, parte attiva del progetto europeo “Moving Europe – Negotiating Legacies of Migration at the Museum”. Dialogano con il pubblico la regista Alessandra Rossi, lo storico Toni Ricciardi e due testimoni di questa triste pagina dell’emigrazione italiana: Egidio Stigliano e Enrico Tittaferrante. (Inform)