LEGGE DI STABILITA’
“Se venisse confermata questa decurtazione i patronati, che difendono e promuovono i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti”
BUENOS AIRES – Per iniziativa del Cepa – Argentina (Acli- Inas- Inca- Ital Uil ) , si é svolto a Buenos Aires un incontro con la comunità italiana e rappresentanti della stampa volto ad informare sulle misure economiche previste nel Disegno di Legge di Stabilitá del 2015, tendenti a ridurre il fondo di finanziamento dei Patronati.
All’iniziativa, a cui hanno partecipato molti cittadini rende noto il comunicato del Cepa – Argentina – hanno aderito rappresentanti degli Organismi dei diritti umani in Argentina, e dell’Associazione di famigliari di cittadini italiani scomparsi durante l’ultima dittatura militare, la Sigra. Angela (Lita) Boitano, e Julio Morresi. I rappresentanti di detti organismi, hanno dato il loro sostegno e testimonianza di quanto importanti sono stati e sono i Patronati per l’azione di concreta solidarietà, supporto e di difesa dei diritti umani fondamentali delle persone.
Durante l’incontro, prosegue la nota congiunta , è stata ribadita la critica al Disegno di legge di stabilità per il 2015 che riducendo pesantemente le risorse che finanziano l’attività dei patronati, mette a rischio la loro operatività, soprattutto in Paesi come l’Argentina dove i patronati concorrono in misura rilevante ad integrare l’attività degli enti previdenziali , assistenziali, alla rete consolare ed a migliorare qualitativamente i servizi alle persone.
“Se venissero confermati, i tagli alle risorse dei Patronati, – puntualizza la nota – costituirebbero un attacco diretto contro i cittadini in quanto questi istituti, che difendono e promuovono i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti.. Tutti loro si troveranno a pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali a cui hanno diritto. L’uguaglianza di accesso ai diritti sarebbe nella pratica cancellata”.Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito come questa misura non produrrà né l’effetto di semplificazione né quello di sburocratizzazione annunciato dal Governo, e nemmeno un miglioramento della qualità del sistema previdenziale per i cittadini che, anzi,vedranno significativamente ridotti, sia sul piano quantitativo, che qualitativo i livelli di servizio oggi complessivamente erogati.
Per il Cepa Argentina questa presa di posizione del Governo, oltre a costituire una mancanza di considerazione verso i cittadini italiani residenti all’estero, mette poi a repentaglio il futuro occupazionale di quasi 10.000 lavoratori e lavoratrici in una fase di recessione economica e di disagio sociale che negli ultimi 5 anni ha visto raddoppiare nel nostro Paese la disoccupazione. “I Patronati del Cepa, – spiega infine il comunicato – intendono avviare su tutto il territorio Argentino una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, attivando iniziative per chiedere al Governo e al Parlamento di cancellare queste inique misure previste nella legge di stabilità per il 2015”. (Inform)