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Repubblica Ceca, Istituto Italiano di Cultura:  “Speciale Danza” a Praga dal 3 settembre al 4 ottobre

CULTURA

 

Grandi coreografi, grandi ballerini, grandi compagnie: un mese all’insegna della migliore danza italiana contemporanea

 

PRAGA – Grandi coreografi, grandi ballerini, grandi compagnie: a Praga un mese  (3 settembre- 4 ottobre) all’insegna della migliore danza italiana contemporanea

Si comincia il 3 ottobre, ore 18:30, con “Serata Spellbound”.Un  evento imperdibile con la magia della danza, alla luce del tramonto, in uno scenario unico: il giardino dell’Istituto Italiano di Cultura (Vlašská 34). Tre brevi pièce, diverse per ispirazione e tema, accomunate dall’inconfondibile stile coreografico di Mauro Astolfi, fondatore e guida, insieme a Valentina Marini, della compagnia Spellbound. Con “Serata Spellbound” lo spettatore viene accompagnato in un viaggio intimo, attraverso alcune tra le recenti creazioni della compagnia.  Si assisterà ai duetti  Ascent e Trust, e al terzetto al femminile, Miss Invasion, ultima creazione di Astolfi per la Compagnia in debutto a Praga, in Istituto, dopo l’anteprima dello scorso giugno al Dap Festival di Pietrasanta.

Spellbound, è una delle realtà più note del panorama italiano della danza contemporanea ed è reduce dal taglio del nastro dei trent’anni di storia, celebrati nel 2024. I suoi spettacoli, presenti nei cartelloni di innumerevoli teatri e festival, sono apprezzati e riconosciuti a livello internazionale, grazie ai tour che la compagnia compie regolarmente e che l’hanno portata ad esibirsi nei principali Festival di quattro continenti. Partecipazione gratuita previa registrazione obbligatoria su Eventbrite.

Si prosegue il 22 settembre, ore 20,  al Teatro Ponec (Husitská 899/24°) con “Let there be the light”, spettacolo del coreografo Simone Sandroni, messo in scena in collaborazione con artisti locali e già presentato in anteprima lo scorso giugno al Festival Tanec Praha. Quella del 22 settembre è la prima replica dello spettacolo in cartellone al Teatro Ponec.

Cosa esiste prima che nasca la luce, prima della creazione dell’opera? Da cosa scaturisce il primo lampo che attraversa l’ignoto? Da dove provengono gli echi, le immagini e i rumori che danno forma al mondo invisibile? Cosa accade esattamente prima della scintilla primaria? E se la ricerca della fonte non rivelasse la fine, ma l’inizio di molti percorsi  e ogni scoperta aprisse nuove strade? Dove comincia il miracolo? Dove affondano le proprie radici i mondi invisibili? Testo, coreografia, regia: Simone Sandroni. Soggetto, collaborazione artistica: Honza Malík. Creazione e interpretazione: The Performing Tribe comp. Disegno luci: František Fabián, Matouš Ondra, Robert Štěpánek. Progettazione suono: Václav Moule.

Simone Sandroni è coreografo e regista. Nel 1987 è stato membro fondatore della compagnia Ultima Vez di Bruxelles, con la quale ha lavorato fino al 1992. Nel 1993 a Bruxelles ha fondato la compagnia Ernesto. Nel 1996, insieme a Lenka Flory, ha fondato a Praga il gruppo di danza internazionale Déjà Donné, che si esibisce regolarmente in Europa, Nord America e Asia. Oltre ai propri spettacoli, ha creato numerosi lavori per festival, artisti indipendenti e scuole in Germania, Belgio, Svizzera, Italia, Canada, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Dal 2015 al 2022 è stato coreografo principale e direttore artistico della Bielefeld Theatre Dance Company in Germania, dal 2008 al 2016 ha lavorato come coreografo in residenza alla Bayerische Staatsoper e dal 1999 al 2002 al Luzernertheater in Svizzera.

Il 23 e il 24 settembre , ore 18:30, all’Istituto Italiano di Cultura una nuova affascinante creazione di Roberto Zappalà, direttore artistico e coreografo della Compagna Zappalà Danza e fondatore di “Scenario Pubblico”, Centro di rilevante interesse nazionale per la danza.

Come momento di ricerca,  “Performative Speech: studio sul fauno” ha anticipato un più ampio disegno creativo che ha accostato l’Après-midi d’un faune di Debussy al Boléro di Ravel e al Sacre du Printemps di Stravinskij. “Così come il racconto del poema di Mallarmé passa dal sonno al ricordo, in un “luogo mentale” dove realtà, sogno e desiderio si confondono, allo stesso modo lo spazio dove accade la danza – il mondo interiore del fauno – è un mondo altro dove esclusione, corteggiamento e erotismo trovano il proprio spazio espressivo. È un tappeto.  Stendere un tappeto, per tante popolazioni continua ad essere un gesto di notevole rilevanza simbolica e pratica. Equivale a portare il paradiso nell’inferno. Il tappeto separa due mondi, uno reale e un altro fatto di sogni e di desideri. Il tappeto separa e unisce al contempo la danza da quello che danza non è. Così come la struttura musicale di Debussy, definita dallo stesso musicista “ondulante, cullante, ricca di linee curve” è come un tappeto, con una linea sinuosa che richiama le decorazioni floreali.”

Idea e coreografia: Roberto Zappalà . Musiche: Claude Debussy . Danza e collaborazione: Samuele Arisci. Speech: Roberto Zappalà. Testi a cura di Nello Calabrò

Roberto Zappalà è direttore artistico e coreografo della Compagnia Zappalà Danza, che ha fondato nel 1990 a Catania e per la quale ha realizzato oltre 85 creazioni, tra queste “A. Semu tutti devoti tutti?” e “La Nona-dal caos, il corpo” hanno ricevuto il Premio Danza&Danza Produzione Italiana dell’Anno.

Diverse le collaborazioni con altre compagnie, tra queste Balletto di Toscana, la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Norrdans (S), ArtEZ Arnhem (NL), la Fondazione Theaterwerkplaats Generale Oost (NL), Goteborg Ballet/Opera di Goteborg (S), Staatstheater am Gaertnerplatz (DE). Nel 2011 realizza le coreografie della cerimonia di apertura dei Mondiali di Scherma. Nel 2016 cura il progetto “Parata Urbana” per il Défilée della Biennale di Lione.

Ha collaborato con registi d’opera quali Federico Tiezzi, Daniele Abbado e Giorgio Barberio Corsetti e con artisti del panorama internazionale, tra cui Giovanni Sollima, Paolo Fresu, Fabio Vacchi, Puccio Castrogiovanni, Vincenzo Pirrotta, Luca Ballerini, Alfio Antico, Gianluigi Trovesi, Nello Toscano. Con Christian Graupner (Humatic, Berlino) ha realizzato l’installazione interattiva “MindBox”, secondo premio al Guthman Musical Instrument Competition (Atlanta/USA 2011). Ha pubblicato il suo libro Omnia Corpora sulla metodologia del suo lavoro.

Partecipazione gratuita previa registrazione obbligatoria su Eventbrite.

Ultimo appuntamento il 4 ottobre . “A ottobre collaboreremo con il Centro di arte contemporanea DOX per un evento di danza davvero eccezionale che verrà presentato nell’ambito del Festival di  FALL (2-5 ottobre), annuncia l’Istituto Italiano di Cultura: si tratta del duo Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi. Il duo artistico italiano opera al confine tra danza, performance e arti visive. Dal 2008, anno in cui hanno iniziato a esibirsi insieme, hanno sviluppato un linguaggio creativo riconoscibile ispirato alla storia e al presente, all’estetica medievale e barocca, ai simboli universali e ai gesti politici. Approfondiscono tematiche quali la comunicazione, la memoria collettiva, la violenza e il potere. Il loro lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui la selezione per Aerowaves Twenty 19 e Tanzplattform Deutschland 2020. Si esibiscono nei più prestigiosi festival europei, le loro produzioni sono state presentate in Giappone, Brasile, Libano, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Vivono a Berlino e Torino.(Inform)

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