QUIRINALE
Maria Chiara Prodi: legge di cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero , incentivi di rientro in Italia. Grandi temi di attualità che gli italiani nel mondo vogliono affrontare da protagonisti
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ROMA –“È con grande piacere che vi accolgo al Quirinale, in occasione di questa vostra quinta consiliatura. Vorrei anzitutto esprimervi il sentimento convinto di riconoscenza per il lavoro che svolgete al servizio delle nostre comunità nel mondo. Il vostro impegno quotidiano sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini del nostro Paese. Voi contribuite, con grande merito, a rappresentarli. Un’ampia popolazione, composta da collettività all’estero, che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Con queste parole di benvenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio di oggi al Quirinale la Segretaria Generale del CGIE Maria Chiara Prodi e i Consiglieri, a Roma per la 47ª Assemblea Plenaria che si aprirà domani. Erano presenti il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale con delega per gli italiani nel mondo Giorgio Silli e il Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia. “Davanti a lei Signor Presidente – ha esordito nel suo intervento la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi – ha 63 persone in rappresentanza del mondo intero. Un mondo in cui l’Italia è protagonista, è costruttrice di futuro, è immagine operosa di quella italicità che riconosce a chi ama l’Italia una capacità di apertura, uno stile nel creare le relazioni che è la nostra risorsa più importante e più invidiata”. “Noi, rappresentanti delle comunità italiane all’estero, – ha proseguito Prodi – siamo oggi nella trincea più importante di tutte. Quella della democrazia e della partecipazione. Gli italiani nel mondo possono essere l’antidoto naturale ai venti di guerra e di divisione che soffiano sul nostro presente”. “Noi – ha rilevato la Segretaria Generale – insieme a milioni di italiani e di italo discendenti siamo attraversati in questi giorni da due domande cruciali . Cosa fa di noi degli italiani? Cosa vuole l’Italia per il suo futuro. In tanti vogliono farci credere che la democrazia e la partecipazione siano ormai parole in via di estinzione , che dobbiamo rassegnarci ad un mondo individualista e condannato alla sterilità di differenze che non trovano forma di dialogo. Che la politica, intesa come arte di organizzare la speranza, sia morta. Ma qui davanti a Lei vi sono i consiglieri del Cgie impegnati in un percorso di lavoro collegiale , determinati a dimostrare che è possibile sentirsi parte di una comunità nazionale quale che sia il proprio indirizzo di residenza e il proprio orientamento politico”. “Nei prossimi giorni – ha continuato Prodi – offriremo al Paese la sintesi del lavoro delle comunità italiane nel mondo su tre temi che abbiamo identificato come prioritari : legge di cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero , gli incentivi di rientro in Italia. Sono grandi temi di attualità intorno ai quali si condensano tensioni ed attese e che gli italiani nel mondo vogliono affrontare da protagonisti”. “Gli italiani all’estero – ha aggiunto la Segretaria Generale – sono ormai più del 10% della popolazione nazionale. La nostra più ferrea determinazione deve poter contare sull’applicazione completa delle nostre leggi istitutive, Abbiamo bisogno dei mezzi operativi , strategici e programmatori perché la scommessa della partecipazione alla democrazia si possa vincere”. “Oggi – ha poi rilevato Prodi – la metà degli italiani che emigrano fondano famiglie con persone straniere . Le nostre comunità all’estero sono esempi formidabili di integrazione e di contributi alla comunità civile , produttiva e accademica locale, Con la nostra testimonianza in patria rendiamo prossime tutte le latitudini, rendiamo concreta e italofona questa comunità globale che crea ponti e non muri , che vede nella bellezza e nella storia del nostro Paese un’infinità di opportunità di incontro con il diverso da sé. Dare risalto alla comunità italiana fuori dall’Italia è quindi una scelta della pace”. “In questo scenario di sfide e di opportunità – ha evidenziato la Segretaria Generale – si è inserita la nuova legge sulla cittadinanza , le cui modalità radicali e repentine hanno interrotto il percorso condiviso di riflessione che stavamo portando avanti, sintetizzato nella espressione “cittadinanza consapevole”. Se la necessità di una riforma era risentita, lo spaesamento che oggi attraversa le comunità all’estero è grande. Sul piano generale esso riflette il bisogno di comprendere riguardo alla visone di insieme di questo provvedimento che tenta di superare un argomentario legato al contingente e ribalta la prospettiva sulle doppie cittadinanze storicamente vissute come un valore”. In proposito Prodi ha segnalato come questo provvedimento, che è stato vissuto dalle comunità all’estero come “uno scollamento e una frattura” interroghi sul piano piano personale per valutare l’impatto di questo cambiamento sulla propria vita. La Segretaria Generale, dopo aver ricordato che su questo tema l’Assemblea Plenaria trasformerà l’amplia consultazione della base in pareri, ha infine sottolineato la necessità di riesaminare la riforma sulla cittadinanza in maniera aperta. “La partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali all’estero – espressione di ‘cittadinanza attiva’ – concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica e, al medesimo modo, vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli Italiani all’Estero e dello stesso CGIE, che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”, ha sottolineato il Capo dello Stato . Che ha ricordato come “la storia della migrazione italiana sia parte essenziale della nostra identità nazionale”. “Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra, generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo, anche con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso – ha detto Mattarella – Il loro apporto, da una prospettiva più ampia, si è anche tradotto nel dar vita a legami preziosi fra l’Italia e i Paesi di accoglienza, legami alimentati dal rispetto e dall’ammirazione per quanto essi hanno saputo realizzare. Inoltre, il loro apporto concorre a diffondere le molteplici espressioni della cultura del nostro Paese”. “Le collettività italiane – ha rimarcato il Presidente – hanno saputo rendere ‘prossima’ l’Italia a tutte le latitudini . Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di un elemento rilevante nella politica internazionale della nostra Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”. Il Capo dello Stato non ha mancato di porre l’accento sul “ruolo fondamentale” che “è stato svolto dalle donne”: “Sin dalle prime ondate migratorie, le nostre connazionali sono state le autentiche custodi della lingua, della cultura, delle tradizioni, trasmettendo valori alle successive generazioni e mantenendo vive le radici con l’Italia, finanche in contesti difficili. Perno della famiglia in ogni contesto. Educatrici, scienziate, imprenditrici, operatrici culturali: la loro presenza ha rappresentato la struttura portante delle nostre collettività all’estero, contribuendo in modo decisivo alla loro coesione e, al tempo stesso, all’integrazione nelle comunità d’accoglienza”. Mattarella si è poi soffermato sull’emigrazione dei nostri giovani verso altri Paesi: “Si è dibattuto a lungo sull’impoverimento avvenuto con il trasferimento all’estero di tante energie. Oggi, nel contesto multilaterale globale, sempre più spazio ha acquisito la cosiddetta ‘nuova mobilità’, composta da energie in movimento di ogni appartenenza sociale e di categoria professionale di ogni genere, fra cui naturalmente molti giovani. Tra di essi si contano circa mezzo milione di laureati che negli ultimi 15 anni sono partiti da ogni parte d’Italia verso mete quali Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Stati Uniti, per investire sul loro futuro, recando con sé talento, passione e tanta determinazione, contribuendo – una volta di più – allo sviluppo dei Paesi che li ospitano. È frutto di quella dimensione globale, di quella spinta all’unità, che deriva dalla consapevolezza del destino comune dell’umanità”. Il Presidente Mattarella ha continuato evidenziando che “per le più giovani generazioni – soprattutto quando non è una scelta resa necessaria da mancanza di prospettive adeguate nel nostro Paese – l’esperienza all’estero rappresenta sovente – parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”. Ed è “in questo percorso comune, fatto di lavoro tenace e di impegno ideale, che il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il contributo di tutti voi Consiglieri – tanto più meritevole perché svolto in una dimensione di puro servizio – assume un ruolo rilevante, consentendo di dare voce alla grande pluralità dei nostri concittadini all’estero e alle loro sensibilità”, ha detto Mattarella .Il Capo dello Stato ha fatto accenno anche al decreto legge di riforma sulla cittadinanza che “ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani”. “Sarà certamente utile – e da seguire con attenzione – la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti” ha affermato il Presidente della Repubblica, che ha espresso gli “auguri più calorosi di buon lavoro” per l’Assemblea Plenaria ai componenti del Consiglio Generale ringraziandoli “per la dedizione che rivolgete a realtà che concorrono concretamente a comporre l’Italia e la sua Repubblica”. (Inform)