direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Inaugurata a Roma la mostra “Mattmark 1965 – 2025, Tragedia nella Montagna”, Silli: “La memoria che oggi rinnoviamo, non è un rituale, è azione, è giustizia, è futuro. Mattmark è un monito ancora attuale sul valore della sicurezza sul lavoro e sul rispetto della persona, è anche un simbolo di riscatto civile”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è svolta oggi  a Roma,  presso la Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti” la cerimonia di inaugurazione della mostra “Mattmark 1965 – 2025, Tragedia nella Montagna”. Ha aperto e moderato l’evento, a cui era presente il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali,  il deputato Toni Ricciardi (PD – Ripartizione Europa) “Noi siamo qui – ha esordito il deputato – per ricordare il disastro Mattmark,  un’altra Marcinelle dimenticata. In Italia noi conosciamo Marcinelle, perché la Repubblica ne riconosce l’alto sacrificio nella data dell’8 agosto del 1956. A Mattmark, che avvenne quasi 10 anni dopo, il 30 agosto del 1965,  vi furono 88 vittime, di cui 56 italiani. E’ la più grande tragedia industriale che la Svizzera ricordi. Da questo incidente – ha poi ricordato Ricciardi – è nato il modello Mattmark, cioè il monitoraggio geologico dei ghiacciai e della sicurezza in montagna. Un altro elemento che evidenzia il contributo che, con il loro sacrificio, hanno dato le vittime di questa tragedia”. Ha poi preso la parola il deputato Simone Billi (Lega – Ripartizione Europa). “E’ importante ricordare e commemorare chi non c’è più – ha affermato il deputato -, cioè le persone, tra cui molti italiani, che purtroppo persero la vita in questa tragedia. Ma è altrettanto importante ricordare questo evento affinché divenga un monito per le nuove generazioni, per fare in modo che questo tipo di tragedie non succedano più”. A seguire è intervenuto Domenico Mesiano (Presidente dell’Associazione Italia Valais), il quale ha sottolineato  come la mostra e le varie iniziative messe in atto nei vari anni, servano a “fare in modo che gli anziani non dimentichino e che i giovani apprendano. Per noi – ha aggiunto il Presidente – questo concetto non è soltanto uno slogan, ma lo abbiamo concretizzato organizzando già dal mese di marzo delle iniziative all’interno delle strutture scolastiche”. Anche Mesiano ha ribadito come il sacrificio di tante persone convolte nella tragedia, abbia cambiato totalmente il discorso e l’approccio alla sicurezza. Il Presidente ha anche evidenziato come la tragedia, che ha colpito indistintamente italiani e svizzeri, abbia contribuito nel dolore ad un avvicinamento fra i due popoli . Ha poi preso la parola Stéphane Marti (Presidente della Fondazione Fellini di Sion). “La commemorazione della tragedia di Mattmark – ha rilevato Marti – è un omaggio alle vittime, ma è molto più, è un dovere di memoria per ciascuno di noi. I testimoni sono pochissimi, è quindi nostro dovere raccontare, specialmente alla gioventù, il prezzo del progresso. La mostra, il libro, il film costituiscono un memoriale itinerante. La lezione da trarre da questa tragedia – ha proseguito Matri – è che la dignità delle famiglie, è stata anche più forte del caos della montagna. Ogni anno tornano alla montagna per ricordare la loro memoria. La cerimonia si svolge lì sulla diga, con questo gruppo di fedeli. A nome della fondazione Fellini – ha concluso Marti – voglio sottolineare il nostro impegno a tutti i livelli per questo evento, è stato fatto per ricordare i nostri forti legami con l’Italia”. “Il nostro primo pensiero – ha affermato il rappresentante della delegazione dell’Ambasciata Svizzera in Italia – va alle famiglie delle vittime di questa tragedia di 60 anni fa. Il secondo pensiero va alla migrazione italiana in Svizzera, perché è grazie anche al contributo di decine di migliaia di italiani emigrati, che la Svizzera ha conosciutolo sviluppo che ha ora. Ricordo che la Svizzera ospita la terza comunità italiana nel mondo. Il terzo punto è un ringraziamento a tutti coloro che curano la memoria e ci aiutano a non dimenticare quello che è successo a Mattmark”.  È poi intervenuto il deputato Marco Osnato (FDI – Presidente della Commissione Finanza della Camera dei Deputati). “Quella di Mattmark è una tragedia – ha affermato Osnato – che racchiude in sé tanti aspetti importanti. È giusto ricordare, che se esiste un Europa, non solo in senso amministrativo, ma soprattutto geografico e sociale, se esiste lo sviluppo di altre nazioni, che magari offrivano qualcosa di più dell’Italia dal punto di vista delle materie prime, del lavoro o dell’occupazione, questo lo si deve soprattutto ai migranti italiani. Emigrati che, lasciando territori e situazioni economiche e politiche difficili, si confrontavano con i nuovi mondi. Lo facevano attraverso il lavoro, con la forza delle loro braccia, con la volontà di dare ai propri figli un futuro migliore e per riuscire magari, un domani, a tornare nelle terre che avevano lasciato”.  La presentazione è stata conclusa dal Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli . “Gli incontri di questo tipo – ha rilevato Silli – devono servire agli anziani per ricordare ed ai giovani di conoscere, perché troppo spesso l’opinione pubblica tende a seguire quello che va di moda, e non quelli che sono i perni, i fulcri fondamentali della storia del nostro paese e dei nostri cittadini”. Il Sottosegretario ha poi parlato dell’importanza dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, e delle associazioni in generale, che svolgono un ruolo fondamentale di cinghia di trasmissione con le istituzioni e con il Paese. “60 anni sono passati dalla tragedia di Mattmark – ha ricordato Silli – ma il tempo non ha scalfito il dovere della memoria. Un omaggio doveroso non solo alla memoria delle vittime, ma anche al valore del lavoro e della solidarietà. La catastrofe di Mattmark avvenuta il 30 agosto del 1965, durante la costruzione della diga omonima in Svizzera, segnò una ferita profonda. 56 italiani furono tra le vittime, di cui molti provenienti da Belluno ed altri da San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza”.  Oggi siamo qua  – ha continuato il Sottosegretario – per ricordare, onorare ed per ribadire l’impegno a non dimenticare. Mattmark fu molto più di una tragedia in montagna, fu una cesura storica della presenza italiana in Svizzera. Per la prima volta la morte colpì operai svizzeri e stranieri insieme, rilevando la fragilità umana in un’impresa industriale. Quella tragedia rimase per anni ai margini del discorso pubblico, come accade tal volta alle storie più scomode e dolorose. Oggi sappiamo che Mattmark ha cambiato la percezione stessa dell’emigrazione, da massa invisibile a vite da ricordare, con nomi, volti e storie. Questa mostra – ha concluso Silli – restituisce voce e dignità a quei lavoratori. La memoria che oggi rinnoviamo, non è un rituale, è azione, è giustizia, è futuro. Mattmark è un monito ancora attuale sul valore della sicurezza sul lavoro e sul rispetto della persona, è anche un simbolo di riscatto civile. Dalla tragedia è nato un nuovo legame tra l’Italia e la Svizzera, più maturo e consapevole”. (Lorenzo Morgia- Inform)

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