FARNESINA
(Fonte immagine X)
ROMA – Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha aperto alla Farnesina l’evento ministeriale inaugurale del Gruppo Mondiale per l’Energia da Fusione (“World Energy Fusion Group”), istituito dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Il Gruppo Mondiale per l’Energia da Fusione – che viene istituito e convocato per la prima volta a Roma – mira a riunire i più importanti rappresentanti dei settori pubblico e privato, l’industria, il mondo accademico, gli enti di ricerca e la società civile. Lo scopo è quello di stimolare uno sforzo collaborativo incentrato sulla ricerca, sullo sviluppo e sulle applicazioni concrete dell’energia da fusione, con l’obiettivo finale di accelerare la transizione dell’energia da fusione dall’attuale fase di ricerca a quella dello sviluppo commerciale. Il Gruppo funzionerà da catalizzatore, in una fase in cui è essenziale aggregare gli sforzi per progredire rapidamente nello sviluppo dell’energia da fusione. Nel suo intervento il Ministro Tajani ha ribadito l’interesse per la ricerca in un settore come il nucleare, parlando di una scelta motivata dagli alti costi dell’energia tradizionale e dal principio della competitività. “Senza innovazione e senza ricerca è difficile favorire la crescita”, ha detto Tajani ricordando che di questi argomenti si era già parlato al vertice sull’energia nucleare di Bruxelles. “I costi dell’energia e la forza dell’energia sono per tutti noi strumenti determinanti: dobbiamo trovare nuove forme di collaborazione nel campo degli investimenti”, ha aggiunto Tajani ribadendo il ruolo chiave di questa forma di energia, ossia il nucleare, all’interno della cosiddetta transizione sostenibile: elemento preso in considerazione anche a livello comunitario. “Il nucleare non è inquinante, siamo tutti impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico ma dobbiamo farlo con scelte pragmatiche”, così Tajani parlando dei possibili vantaggi che deriverebbero dal passaggio al nucleare. “Non è detto che lotta al cambiamento climatico e politiche industriali siano due aspetti inconciliabili”, ha precisato Tajani parlando invece di scelte che vanno nella direzione di coniugare politiche energetiche e sostenibilità. Il Ministro degli Esteri ha poi anche evidenziato come le centrali nucleari non siano del tutto esenti da pericoli nel mondo, soprattutto in scenari bellici come quelli attuali, o da utilizzi potenzialmente malevoli qualora un Paese avesse intenzioni poco pacifiche circa l’uso del nucleare. “Per avere un nucleare pulito e sicuro bisogna favorire la ricerca”, ha concluso Tajani. Il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato di questo tema come di un qualcosa di cruciale per il futuro dei cittadini, delle imprese e della ricerca. “Ricerca e innovazione, come mai prima, hanno oggi nel settore dell’energia il potenziale di produrre cambiamenti con un impatto diretto sul pianeta”, ha spiegato Pichetto Fratin ricordando come la presente riunione segua quella del G7 dedicata al medesimo argomento. “L’Italia è la patria di Enrico Fermi e l’impegno concreto del governo italiano si richiama a quell’eredità ma anche all’attualità delle eccellenze che l’Italia ha in questo settore”, ha precisato il Ministro menzionando la creazione della Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile che ha messo a sistema le migliori competenze italiane nel settore. “Siamo convinti che nessuna tecnologia vada esclusa se sicura, sostenibile e basata sulla scienza”, ha aggiunto il Ministro dell’Ambiente sottolineando la qualità e la competenza degli enti di ricerca e delle imprese italiane. Il Direttore Generale dell’AIEA, Rafael Mariano Grossi, ha sottolineato come l’attualità presenti molte sfide ma anche opportunità. “Di questo parliamo oggi: opportunità per l’Italia e per l’industria italiana, ma anche opportunità per l’Europa e per il mondo. C’è un ritorno verso il nucleare perché abbiamo sfide per la crescita economica, per il cambiamento climatico e per le fonti di energia pulite”, ha spiegato Grossi evidenziando come il percorso verso il nucleare vada portato avanti. “Dobbiamo offrire ai nostri Paesi soluzioni pratiche”, ha aggiunto Grossi sottolineando che sempre più aziende sarebbero interessate a questo settore e che la fusione nucleare sarebbe a portata di mano. Grossi ha concluso ribadendo il concetto di “una fusione nucleare pulita a vantaggio di tutti”. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenendo in sostituzione del Premier Giorgia Meloni, ha ribadito che tali tecnologie vanno nella direzione di ridurre l’uso di combustibili fossili con vantaggi anche economici. “L’Italia è particolarmente impegnata nei confronti dell’energia da fusione a vari livelli”, ha ricordato Mantovano, menzionando a sua volta sia il vertice di Bruxelles sia quelli in ambito G7 sotto la presidenza italiana. “Non è quindi un caso che il Gruppo Mondiale per l’Energia da Fusione si incontri per la prima volta in Italia”, ha spiegato Mantovano ricordando che l’Italia ha interrotto la produzione di energia elettronucleare alla fine degli anni ’80 benché ad oggi disponga di conoscenze di livello nel settore. “Il nostro sistema universitario forma un numero importante di ingegneri e fisici nucleari apprezzati a livello internazionale”, ha aggiunto Mantovano evidenziando il potenziale italiano in questo settore nel quale la ricerca è già avanzata. “La vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni”, ha concluso Mantovano citando Enrico Fermi. (Inform)