ITALIANI ALL’ESTERO
Roberti : “La rete dei Fogolârs furlans è preziosa. Mantenere il legame anche con i giovani che vivono all’estero e promuovere tutte le possibilità di rientro e opportunità che può offrire il Friuli Venezia Giulia”. Bordin: “Turismo delle radici, per riavvicinare i friulani di diverse generazioni alla terra d’origine ,alle loro comunità , permettendo di riscoprire il loro passato e l’identità friulana.” Basso: “Ente Friuli nel Mondo, punto di raccordo che lega i friulani di ieri e di oggi dal 1953″.Fondamentale mantenere attive le relazioni con le terze, quarte, quinte generazioni di friulani emigrati nel mondo”. Zilli: “Fogolars, mezzo meraviglioso ed emozionante per promuovere le ricchezze culturali, storiche e naturali dell’identità friulana”
UDINE/GORIZIA – La rete dei Fogolârs furlans è “preziosa” e pertanto “va sostenuta e rafforzata”. Lo ha detto l’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alle Autonomie locali, Immigrazione ed Emigrazione Pierpaolo Roberti intervenuto il 24 giugno alla Convention dei friulani nel mondo svoltasi quest’anno nel salone del Parlamento del castello di Udine per celebrare il 70° anniversario della costituzione dell’Ente Friuli nel mondo (atto fondativo il 20 giugno 1953 proprio nel Castello di Udine, ndr), quello che l’attuale presidente del sodalizio Loris Basso ha definito come “quel punto di raccordo che lega i friulani di ieri e di oggi dal 1953″.
La rete dei Fogolârs furlans è, ha sottolineato Roberti , “espressione di quel legame con i corregionali, ovunque nel mondo, sempre pronti ad accogliere, a offrire relazioni e contatti, ad esserci nei momenti di festa e di difficoltà. È doveroso proseguire quell’impegno mantenendo il legame anche con i giovani che vivono all’estero e promuovere, attraverso la rete, tutte le possibilità di rientro e le opportunità che può offrire il Friuli Venezia Giulia, un territorio profondamente cambiato dai tempi della ‘grande emigrazione’ dell’Ottocento”.
L’assessore Roberti ha portato gli auguri dell’Amministrazione regionale per l’importante compleanno dell’Ente Friuli nel Mondo , ringraziando il sodalizio per l’attività e l’impegno costante profuso in questi 70 anni. “La platea presente oggi ad onorare questo anniversario, che vede la nutrita presenza di autorità civili, religiose, militari e associazioni, è la dimostrazione plastica dell’affetto e del rispetto che ognuno di noi ha per l’Ente; una realtà capace di esserci nei momenti di gioia e di difficoltà” ha rimarcato Roberti ricordando due episodi del passato, la crisi in Venezuela , “dov’era difficile inviare beni di prima necessità e medicinali ma che grazie al supporto dell’Ente il sostegno ai nostri corregionali non è venuto meno” così come accadde per l’Australia “quando fu devastata da una serie di incendi boschivi”.
Riportando l’attenzione sull’attualità, dal conflitto in Ucraina e dalle ultime notizie provenienti da Mosca, l’esponente della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga ha espresso preoccupazione e ha rivolto un pensiero ai connazionali che vivono e lavorano in quei territori auspicando che non vi siano conseguenze per loro.
Dal canto suo il presidente dell’Ente Loris Basso ha detto: “E’ fondamentale mantenere attive le relazioni con le terze, quarte, quinte generazioni di friulani emigrati nel mondo che si stanno trasformando in veri e propri ambasciatori della nostra regione nel mondo sia a livello turistico che economico. L’Ente, oggi rappresenta 140 Fogolârs attivi in Italia, in Europa e in tutti i continenti, una rete che dopo la pandemia ha trovato la forza di ripartire grazie alle recenti riaperture in Lussemburgo, Londra, Pechino e Ginevra ma anche che di rinnovarsi grazie all’inaugurazione odierna di un nuovo Fogolâr in Islanda, con sede a Hvolsvollur, a un centinaio di chilometri da Reykjavik”.
Alla Convention, fra gli altri, anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, l’arcivescovo di Udine monsignor Andrea Bruno Mazzocato, Federico Vicario presidente della società Filologica friulana, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e il rettore dell’ateneo udinese Roberto Pinton.
Il presidente del Consiglio regionale Bordin nel suo intervento ha sottolineato che “la friulanità è un distintivo di merito che dobbiamo sempre esibire con orgoglio, non tanto per meriti nostri ma per quanto dimostrato da un popolo che si è sempre fatto apprezzare per la sua laboriosità, per i suoi principi, per i vuoi valori ed ideali portandoli nel mondo e che ci ha condotto ad affermare con soddisfazione di provenire da questa regione sia all’interno del Friuli Venezia Giulia che all’estero”.
“L’ Ente Friuli nel mondo – ha detto Bordin – è una realtà fondamentale che ci permette di tenere vivi i legami con le nostre comunità friulane all’estero, per continuare a farle sentire partecipi di quanto accade all’interno dei confini regionali. Ho particolarmente apprezzato anche il progetto inserito nel Pnrr “Turismo delle radici” che ha lo scopo principale di riavvicinare i friulani di diverse generazioni alla terra d’origine, alle loro comunità permettendo di riscoprire il loro passato e l’identità friulana. L’auspicio – ha concluso Bordin – è che questa tipologia di turismo invogli i giovani ad effettuare un percorso inverso rispetto a quello intrapreso dai loro nonni, che faccia nascere in loro il desiderio di ritornare in Friuli rafforzati dalle contaminazioni dei luoghi del mondo in cui hanno vissuto, ravvivando la loro fiammella di friulanità”.
La Convention dei friulani nel mondo ha avuto un’ anteprima a Capriva (Gorizia) con un evento il 23 giugno al quale ha preso parte l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli. “I nostri corregionali all’estero sono come tante singole tessere di un mosaico sparse per il mondo che, una volta messe assieme con il collante dato dal forte legame con la terra d’origine e dall’uso della Marilenghe, danno forma ad uno stupendo capolavoro” ha detto Zilli.
Alla presenza del sindaco Daniele Sergon e dei primi cittadini di Gorizia e Fogliano Redipuglia Rodolfo Ziberna e Cristiano Pisano, l’esponente dell’Esecutivo regionale ha posto in risalto le qualità che caratterizzano i corregionali all’estero, i quali si sono sempre distinti per senso di comunità, appartenenza, identità e laboriosità. “I valori dei friulani nel mondo – ha detto l’assessore Zilli – sono fortemente racchiusi nel loro Dna e si continuano a tramandare di generazione in generazione. Questa caratteristica l’ho potuta constatare quando, in un recente viaggio a Lione, in occasione del centenario della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, ho potuto vivere di persona questo profondo legame esistente tra i nostri corregionali e la loro terra d’origine. Nonostante gli anni trascorsi lontano da casa, l’identità è tenuta viva non dimenticando mai la loro storia e cultura, che amano e onorano quotidianamente. In quella circostanza mi era piaciuto definire i friulani nel mondo come le tessere di un mosaico, le quali, unite, rappresentano un qualcosa di unico e di grande legato fortemente al loro e al nostro Friuli. La sfida a cui siamo chiamati oggi è quella di continuare a tenere assieme quelle tessere, attraverso l’utilizzo della Marilenghe, un valore aggiunto che ci contraddistingue e che non dobbiamo aver paura di insegnare ai nostri figli, ma anche attraverso la formazione e gli scambi che vedono protagoniste le nuove generazioni”.
Uno degli aspetti evidenziati dall’assessore regionale è stato quello di lavorare affinché l’attaccamento alle origini non vada disperso, ma anzi alimentato e tramandato trasferendo alle nuove generazioni i valori e i simboli ai quali erano legati i loro avi. “È giusto – ha detto Zilli – che i nipoti e i pronipoti vedano con i propri occhi i luoghi che sono stati la patria dei nonni, ma che assaporino anche i profumi, i cibi e vivano le tradizioni di chi è partito dal Friuli senza mai lasciarlo veramente”.
“Un plauso – ha detto Zilli – va al presidente Loris Basso e ai suoi collaboratori, che con la loro attività rappresentano il modo migliore per tenere unite queste tessere, facendo leva sui giovani. Molti di loro sono presenti qui questa sera perché hanno aderito ai progetti che l’Ente, in collaborazione con la Regione, l’Università di Udine e Trieste, Promoturismo, le Camere di Commercio, l’Anci, le Fondazioni, le associazioni del territorio ha programmato al fine di consentire ai ragazzi di seconda, terza generazione di vivere i luoghi delle loro origini e di imparare. Tra le iniziative messe in campo e di prossimo avvio c’è anche quella legata al Pnrr che riguarda il turismo delle radici, che mira a far ripartire il turismo post covid con l’obiettivo di mantenere stretti i legami e creare nuove prospettive per il futuro”.
Da Zilli anche il ringraziamento ai Fogolars di tutto il mondo. Essi , ha rimarcato l’assessore, sono “punto di riferimento per i corregionali” e “mezzo meraviglioso ed emozionante per promuovere le ricchezze culturali, storiche e naturali della nostra identità friulana”. (Inform)