CAMERA DEI DEPUTATI
La richiesta, sottoscritta anche da Simone Billi (Lega, ripartizione Europa), è emersa a seguito dell’interesse delle imprese italiane per lo snodo portuale di Tanger Med, che facilita i collegamenti con l’Africa occidentale e l’America del Sud
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati ad un’interrogazione sulla possibilità di aprire un Consolato generale d’Italia a Tangeri.
Nell’interrogazione, presentata da Paolo Formentini (Lega) e sottoscritta anche dal deputato eletto nella ripartizione Europa Simone Billi, si rileva come l’area di Tangeri sia divenuta strategica per le imprese italiane anche per la presenza del porto Tanger Med, in via di ulteriore potenziamento e che collega già il Marocco a 77 paesi e 186 altri porti, rendendo l’area appetibile per gli investitori italiani interessati ad allargare i propri mercati, specialmente in Africa occidentale ed America del Sud. A Tangeri – segnalano gli interroganti – lo Stato italiano possiede il “palazzo delle Istituzioni italiane, un grande complesso immobiliare di oltre 3 ettari di estensione” che potrebbe essere utilizzato allo scopo, alleggerendo il carico di lavoro del Consolato generale di Casablanca.
Silli ricorda nella sua risposta che “il corrispondente consolare al momento presente a Tàngeri profonde il massimo impegno nella sua attività di assistenza ai connazionali per conto del Consolato generale a Casablanca, nella cui circoscrizione ricade la città marocchina” e che “la Farnesina è ben consapevole delle molte incombenze che gravano su quel Consolato generale, in particolare nel settore visti, e allo stesso tempo delle opportunità presenti a Tàngeri sotto il profilo economico e industriale”. Ricorda infatti che “il porto di TangerMed è tra i più grandi nell’area, con oltre 7 milioni di container movimentati nel 2021 e con un volume di 138 milioni di tonnellate”, e che “la zona di accelerazione industriale a sud di Tàngeri vanta un vivace comparto automotive, dove imprese italiane hanno una presenza consolidata soprattutto nel settore della componentistica”.
“I vantaggi dell’apertura di un Consolato a Tàngeri per gli italiani residenti, le nostre imprese e i richiedenti di un visto per l’Italia sarebbero quindi molti – ammette Silli, rilevando però che il Palazzo delle istituzioni italiane presente in città necessita di “ingenti costi di ristrutturazione, funzionamento e manutenzione”. Occorre inoltre considerare “la limitata presenza a Tàngeri di connazionali, al momento stimati in circa mille” e che “la valutazione deve essere necessariamente organica, alla luce della localizzazione di interessi e collettività italiane in tutta la regione”. Inoltre – ricorda il Sottosegretario – “la procedura istitutiva di un nuovo ufficio all’estero non ha tempi immediati”, per cui “la Farnesina ha intanto deciso il potenziamento del Consolato generale a Casablanca attraverso la pubblicità di un posto aggiuntivo per funzionari diplomatici, anche allo scopo di fornire una risposta rapida alle esigenze dei connazionali, delle imprese italiane e dei cittadini marocchini presenti a Tàngeri e desiderosi di venire in Italia”.
“A tutela di tutte queste esigenze, proseguiremo l’analisi costi-benefici sulla base degli obiettivi della rete diplomatico-consolare nel suo complesso, ben attenti – assicura Silli – alle necessità e opportunità presenti sulle coste del Marocco”.
In sede di replica Formentini si dichiara soddisfatto della risposta del Governo e ribadisce “l’impegno della Lega a potenziare la rete diplomatico-consolare, nell’ottica di promuovere il Sistema Paese e il Made in Italy”. Assicura infine che continuerà a monitorare il tema oggetto dell’interrogazione. (Inform)