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Tassazione frontalieri Italia-Svizzera, l’Aula del Senato approva l’accordo bilaterale tra i due Stati,  il provvedimento passa all’Esame della Camera

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il Senato ha approvato l’accordo tra Italia e Svizzera riguardante l’imposizione sui ‘lavoratori frontalieri’, finalizzato a “evitare le doppie imposizioni e regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio”. Si tratta di modifiche poste a una serie di ‘Protocolli’ che si susseguono dal 1976 a partire dal precedente accordo del ‘74: una prima modifica arrivò nel 1978 con un balzo successivo al ‘Protocollo’ del 2015 (ratificato a Roma nel 2020). Il relatore Stefano Borghesi ha spiegato come l’accordo che si sottopone all’iter parlamentare di ratifica, tenuto conto dell’attuale contesto economico e di mobilità tra l’Italia e la Svizzera, “definisca il quadro giuridico volto a eliminare le doppie imposizioni sui salari, sugli stipendi e sulle altre remunerazioni analoghe ricevute dai lavoratori frontalieri”. In merito agli aspetti generali, si evidenzia che le disposizioni dell’accordo prevedono innanzitutto il principio di reciprocità. “A differenza del precedente accordo del 1974, che regola unicamente il trattamento dei lavoratori frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, il presente accordo disciplina anche il trattamento dei frontalieri svizzeri che lavorano in Italia. Quanto al metodo di imposizione, l’accordo stabilisce il metodo della tassazione concorrente: esso attribuisce i diritti di imposizione sia allo Stato di residenza del lavoratore frontaliero, sia allo Stato della fonte del reddito da lavoro dipendente. In particolare, i salari sono imponibili nel Paese di svolgimento dell’attività lavorativa, ma entro il limite dell’80 per cento di quanto dovuto dallo stesso Paese in base alla normativa sulle imposte sui redditi delle persone fisiche. Lo Stato di residenza applica poi le proprie imposte sui redditi ed elimina la doppia imposizione relativamente alle imposte prelevate nell’altro Stato”, spiega Borghesi evidenziando che l’accordo fornisce una definizione di ‘aree di frontiera’, nonché una definizione di ‘lavoratori frontalieri’ e prevede inoltre alcune disposizioni transitorie relative agli attuali lavoratori frontalieri residenti in Italia che lavorano in Svizzera, ai quali si applica il regime di tassazione esclusiva in Svizzera. L’accordo comprende dieci articoli e un Protocollo aggiuntivo. Il relatore Luigi Spagnolli ha rimarcato che, “mentre nel 1974 l’accordo tra Italia e Svizzera era unilaterale e quindi si riferiva esclusivamente ai lavoratori italiani che andavano in Svizzera, quello che trattiamo oggi ha invece un carattere di reciprocità, il che significa che vale anche per i lavoratori svizzeri che vengono in Italia: credo sia giusto rimarcare questo aspetto, perché è un indice chiarissimo del fatto che la situazione economica nei territori limitrofi al confine svizzero si sia evoluta in maniera positiva per il nostro Paese”. Il Senato ha quindi approvato il provvedimento con un solo voto contrario e zero astenuti. (Inform)

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