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Mattarella a Maastricht per i 30 anni del Trattato sull’Unione Europea: “I cittadini europei si attendono un’Unione più efficiente, coesa, solidale e rappresentativa. Una vera casa comune”

QUIRINALE

Visita del capo dello Stato nei Paesi Bassi

 

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

MAASTRICHT – “I cittadini europei si attendono un’Unione più efficiente, coesa, solidale e rappresentativa. Una vera casa comune. Un’Unione a misura di azioni e di interazioni più efficaci anche nei confronti del resto del mondo. Se tutti daremo prova di senso di responsabilità, capacità di visione, di rispetto e di lealtà reciproca, aumenteremo il senso di appartenenza nell’Unione.  Credo che tale sforzo possa essere utilmente indirizzato avendo presente quattro dimensioni fondamentali: l’adesione ai valori comuni; la garanzia della nostra sicurezza e della stabilità del Continente; il ripensamento della politica energetica; il completamento dell’Unione Europea con i processi di adesione”.

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  che,  nell’ambito della visita di Stato nel Regno dei Paesi Bassi, in occasione dei trent’anni del Trattato sull’Unione Europea ha tenuto a Maastricht una prolusione all’House of Government sul futuro dell’Europa.

Il capo dello Stato si è detto “lieto di essere qui, oggi, insieme al vice Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri italiano, a celebrare, in questa città di frontiera e raccordo, i trent’anni di un passo fondamentale, quello del Trattato di Maastricht, che ha rappresentato un salto di qualità coraggioso nella costruzione europea, fra tutti gli elementi, ricordo, l’introduzione del concetto di “cittadinanza europea”.

“Maastricht – ha sottolineato Mattarella – è un esempio di successo, testimonia che il negoziato e il compromesso non sono esercizi “al ribasso”, bensì processi in grado di giungere a soluzioni creative e innovative, a beneficio di tutti gli attori che si impegnano con onesta determinazione sia a sostenere la propria visione sia all’ascolto di quelle degli altri. Più volte, anche negli ultimi anni, i leader europei, posti di fronte a una crisi esistenziale per l’Unione, hanno dimostrato di essere all’altezza. Non dubito che anche negli anni a venire i nostri due Paesi, insieme agli altri Stati Membri e ai Paesi candidati a diventarlo, sapranno offrire all’Europa prospettive alte e ambiziose, trovando ispirazione nel clima che qui animò le discussioni per giungere al Trattato”. (Inform)

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