ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Il Segretario generale Carozza : “Siamo pronti al confronto sulle riforme costituzionali, ma i diritti degli italiani all’estero e l’esercizio di essi restano un punto centrale su cui non si può mediare”
ROMA – Alla relazione di Governo del sottosegretario agli Esteri Gito è seguita quella del Comitato di Presidenza del Cgie. Il segretario generale Elio Carozza ha esordito annunciando che l’Assemblea plenaria è l’ultima di questo Consiglio Generale. “Nelle prossime settimane ha proseguito -, dopo i pareri favorevoli di Camera e Senato sul regolamento per le elezione dei Comites e quello del Consiglio di stato e dopo la conclusione delle procedure previste dalla legge , il ministero degli Esteri solleciterà le rappresentanze diplomatiche consolari al fine di convocare le elezioni dei Comites e procedere all’elezione del nuovo Cgie. Sono sicuro che il ministro e il sottosegretario faranno tenere la prima Assemblea plenaria del Cgie entro la fine dell’anno. Finalmente si mette la parola fine alla sospensione della democrazia perpetrata da cinque anni attraverso il continuo rinvio delle elezioni che avrebbero dovuto tenersi nel 2009” .
Carozza ha poi ricordato come negli ultimi otto anni il Cgie abbia svolto i compiti dati dalla legge cercando di interpretare al meglio i cambiamenti delle nostre comunità, con la preoccupazione costante di far considerare la collettività italiana all’estero una leva per l’internazionalizzazione dell’Italia. Il segretario generale si è poi soffermato sulla Prima Conferenza mondiale dei giovani italiani e di origine italiana nel Mondo, evidenziando come questo importante appuntamento con 500 giovani, in cui sono stati richiamati concetti fondamentali come l’informazione, l’identità, l’interculturalità, l’interscambio la formazione professionale e il mondo del lavoro, abbia rappresentato un occasione persa per il coinvolgimento delle nuove generazioni, anche a causa del successivo rinvio delle elezioni dei Comites. “Occorre oggi recuperare – ha precisato Carozza – quel capitale umano di giovani che sta trovando nuova linfa attraverso le nuove mobilità. Sarà attraverso il diretto coinvolgimento di tali giovani che questo nuovo fenomeno potrà essere approfondito e indirizzato in una logica di sviluppo del sistema e di promozione dell’Italia nel suo insieme”. Dal segretario generale è stata inoltre sottolineata sia la forza con cui il Cgie si è opposto ai tentativi di riforma volti a svuotare questo organo di rappresentanza, sia l’esigenza di discutere ancora il parere dato dal Cgie sulla proposta di ridimensionamento di questo organo di rappresentanza. Una scelta che per Carozza è stata motivata dalla necessità di salvaguardare l’integrità della rete della rappresentanza di base dei Comites, che altrimenti sarebbe stata devastata dalla decisione che si stava per adottare.
Il segretario generale ha poi evidenziato come uno degli obiettivi del Cgie, dopo l’importante seminario alla Farnesina e sull’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero del dicembre 2012 in cui si è stata avviata una riflessione in prospettiva per il futuro, sia quello di contribuire agli Stati Generali organizzati nell’autunno prossimo con un testo articolato e di sollecitare il governo affinché si inizi il percorso parlamentare della riforma del sistema di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Carozza , nel ricordare gli incontri del 2013 alla Camera e al Senato in cui i rappresentanti del Cgie espressero le loro preoccupazione per il pericolo che lo smantellamento delle politiche per gli italiani all’estero interrompesse il legame fra le nostre comunità e l’Italia, ha sottolineato gli alti costi del voto all’estero dei cittadini italiani nelle recente consultazioni europee . Risorse che potevano essere utilizzate, anche alla luce della scarso utilizzo di questa opzione da parte dei nostri connazionali, per un adeguato svolgimento delle elezioni dei Comites e del Cgie. “Siamo pronti – ha concluso Carozza – al confronto sulle riforme costituzionali, ma i diritti degli italiani all’estero e l’esercizio di essi restano un punto centrale su cui non si può mediare”. (G.M. -Inform)