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Segue l’inaugurazione di una mostra dedicata a Giulietta Masina a Roma, un allestimento su Audrey Hepburn a Sion, affiancato dal progetto educativo “L’Atelier du Regard”
ROMA – La Fondazione Fellini per il Cinema di Sion promuove due iniziative dedicate a Giulietta Masina e Audrey Hepburn, in particolare due mostre, una organizzata presso il Teatro dei Dioscuri a Roma e l’altra presso il Centro culturale della Fondazione (Maison du diable Cinéma et Culture visuelle) della città svizzera.
Inaugurato la scorsa settimana l’allestimento romano dedicato a Giulietta Masina, in cui si possono ammirare una ventina di poster provenienti da Sion, fra cui quelli rarissimi del film “La strada”, alcuni di essi – si legge nella nota diffusa in proposito dalla Fondazione – ritoccati successivamente per ordine del produttore Dino de Laurentis che volle più grande il suo nome sui manifesti. Prevista invece questa settimana l’apertura a Sion dalla mostra su Audrey Hepburn. In quest’ambito, la Fondazione presenterà il 16 maggio presso il Lycée-Collège des Creusets di Sion il programma educativo relativo alla mostra chiamato “L’Atelier du Regard”, programma che ha inoltre contribuito ad un’iniziativa legata alla realizzazione del libro “Inspirations” di Gérard-Philippe Mabillard a favore dell’associazione Moi pour Toi. Fra le personalità coinvolte nel progetto anche Jeane Campion, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Ines de la Fressange, Jacques Dutronc, Paul Smith, e Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes.
La Fondazione sta inoltre finalizzando in questo periodo un accordo quadro con la NTU (Nanyang Technological University) per lanciare a Singapore un partenariato a lungo termine che includa la realizzazione di mostre, convegni e di un Centro culturale e di ricerca Fellini grazie al materiale digitalizzato presente a Sion.
“Sarebbe straordinario organizzare una mostra su Fellini a Bruxelles per celebrare il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea – suggerisce il presidente della Fondazione Fellini di Sion, Stéphane Marti, per il quale “una rassegna sul maestro italiano, organizzata da Svizzera e Italia, avrebbe sicuramente a Bruxelles un forte significato di unità non solo sul piano culturale”. Evidenzia l’ottica culturale ed internazionale della Fondazione anche il presidente degli Amici della Fondazione, Domenico Mesiano, che presiede anche il Comites del Vallese. Tra gli obiettivi segnalati da quest’ultimo, la promozione di valori e saperi e l’interazione tra settori come la cultura e l’economia, che “ad un più attento esame – afferma – dimostrano la loro complementarietà e sussidiarietà”. (Inform)