CAMERA DEI DEPUTATI
In Commissione Lavoro, Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) ha illustrato la richiesta di sospensione o modifica delle modalità dell’accertamento. Puglisi segnala che, grazie ad un accordo tra Maeci e Inps, sarà possibile procedere anche attraverso video-chiamata
ROMA – Il sottosegretario per il Lavoro e le Politiche sociali Francesca Puglisi ha risposto in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati all’interrogazione sulla campagna dell’Inps per l’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all’estero sottoscritta anche da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale).
Illustrando l’interrogazione, La Marca ha sottolineato la necessità di “adottare provvedimenti che tutelino la salute dei pensionati italiani residenti all’estero, i quali, a causa della necessità di rispondere alla campagna sopra richiamata, affollano i patronati e sono costretti a produrre una documentazione di difficile reperimento, soprattutto nell’attuale recrudescenza della pandemia da Covid-19, che sta colpendo territori, come quelli canadesi, che sembravano avere superato l’emergenza”. Per questo motivo si chiede una sospensione della campagna o, in alternativa, una modifica delle modalità di accertamento che preveda l’autocertificazione, al fine di evitare di esporre al rischio di contagio la categoria degli anziani, che si avvalgono degli uffici dei patronati per tale adempimento.
Puglisi segnala che nel decreto “Cura Italia” si stabilisce che i patronati possono acquisire, per l’assistenza ai connazionali e “fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio in via telematica”, che va poi regolarizzato una volta cessata l’attuale situazione emergenziale. Essi possono inoltre adottare una riduzione degli orari di apertura al pubblico a fronte della necessità di ridurre il numero di personale presente negli uffici, diminuendo l’afflusso dell’utenza e rimodulando il servizio, assicurando l’apertura delle sedi “solo nei casi in cui non sia possibile operare mediante l’organizzazione dell’attività con modalità a distanza – segnala il Sottosegretario, che precisa come il Ministero del Lavoro abbia fornito delucidazioni agli istituti di patronato sulla possibilità di organizzare la propria attività a distanza, fino al perdurare del periodo di emergenza sanitaria, “assicurando comunque l’operatività delle sedi – unicamente per le fattispecie per le quali risulta necessario il cosiddetto front office”.
Puglisi segnala anche come sulla questione sia stato interessato anche il Ministero degli Esteri, che ha evidenziato che “già dal mese di marzo 2020, nella fase iniziale dell’emergenza sanitaria, l’Inps, di concerto con Citibank, ha posto in essere una serie di iniziative per venire incontro alle esigenze dei pensionati che riscuotono all’estero, messi a dura prova dalla delicata situazione del diffondersi dell’epidemia”. “L’Inps – prosegue il Sottosegretario – ha chiesto la collaborazione del Ministero degli Esteri per comunicare a tutte le Sedi diplomatico-consolari il rinvio della campagna di accertamento di esistenza in vita. Tali comunicazioni sono state fornite dalla Direzione generale per gli Italiani all’Estero (Dgit) alla rete diplomatico-consolare via mail, in data 26 marzo e 7 aprile 2020, nel pieno della prima ondata della pandemia. Inoltre, per venire incontro alle esigenze dei pensionati che non avevano potuto presentare o concludere le verifiche dell’attestazione nelle tornate di controllo precedenti, l’Inps ha condiviso con Citibank la decisione di non sospendere comunque i pagamenti delle pensioni, concedendo un periodo di tempo maggiore per presentare la documentazione relativa alla tornata di febbraio-luglio 2020 – sottolinea Puglisi.
Ad agosto, inoltre, vista l’evoluzione del contagio, sono state previste ulteriori dilazioni alla programmazione del processo di verifica, comunicate dal Maeci alle sedi, così come il differimento dell’avvio della campagna al mese di ottobre 2020. “Con l’aggravarsi della situazione sanitaria in maniera repentina, il Ministero degli Esteri e l’Inps, di concerto con Citibank e con la collaborazione dei patronati, hanno deciso di introdurre una modalità supplementare, aggiuntiva (e non sostitutiva) dell’accertamento di esistenza in vita dei percettori di pensioni con residenza estera – segnala Puglisi, spiegando che quest’ultima consiste nella verifica mediante una videochiamata effettuata attraverso applicativi quali Whatsapp, Skype, Zoom, Webex o Microsoft Teams. Si tratta quindi di una “procedura completamente de materializzata, realizzata con la collaborazione dell’Inps e del Maeci e che permette ai pensionati di portare a termine l’accertamento completamente da remoto”.
“L’Inps e il Maeci, sin dal primo manifestarsi della pandemia, preoccupate di tutelare il più possibile anche la salute dei pensionati residenti all’estero e dei cosiddetti testimoni accettabili, vale a dire i funzionari consolari, gli operatori di patronato e gli altri soggetti abilitati all’attestazione, hanno messo in atto un modus operandi idoneo a garantire al contempo la continuità dell’erogazione delle pensioni – conclude Puglisi.
In sede di replica La Marca si dichiara non soddisfatta della risposta, perché ritiene i provvedimenti adottati “non sufficienti a tutelare i pensionati italiani residenti all’estero”. A sua avviso, infatti, “solo la sospensione dei termini per la trasmissione della documentazione fino alla cessazione della pandemia sarebbe utile a evitare di danneggiare la salute degli interessati, che, altrimenti, continueranno a rivolgersi ai patronati per le loro necessità, esponendosi al pericolo di contagio”. (Inform)