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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata a Roma la seconda edizione di “Fare Cinema”

FARNESINA

 

L’iniziativa, realizzata dal Maeci in collaborazione con il Mibac,  punta alla promozione della produzione cinematografica italiana di qualità all’estero. e coinvolge gli attori pubblici e privati del settore cinematografico

Belloni (Maeci): “Il cinema è vivo e contemporaneo, si trasforma e evolve. Permette di coniugare la modernità con l’essenza stessa della cultura”

ROMA – Ha avuto luogo a Roma, presso il Macro Asilo, l’evento di presentazione della seconda edizione di “Fare Cinema” dal titolo “I mestieri del Cinema”.

“Fare Cinema” è l’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) che punta alla promozione della produzione cinematografica italiana di qualità all’estero. Il progetto è realizzato in collaborazione con il MiBAC e coinvolge gli attori pubblici e privati del settore cinematografico, in particolare ANICA e Istituto Luce-Cinecittà. “Fare Cinema” fa parte delle azioni previste dal Piano di promozione integrata “Vivere all’italiana” di cui senza dubbio il cinema rappresenta un pilastro fondamentale.

Questo è il secondo anno in cui il Maeci promuove questa iniziativa che avrà luogo nella settimana tra il 20 e il 26 maggio 2019 e sarà dedicata ai molteplici “mestieri del cinema”, ossia a tutte quelle professionalità che, davanti o dietro le quinte, contribuiscono al successo del cinema italiano all’estero. Saranno 100 i testimonial del cinema italiano che si recheranno in 100 diverse città per promuovere la cosiddetta “settima arte”. L’evento lancio del progetto si è tenuto a Roma ed è stato organizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia che ha reso omaggio tanto alla tradizione cinematografica italiana quanto alla promozione dei giovani talenti.

La serata si è aperta con le immagini tratte dall’archivio fotografico della Cineteca Nazionale dedicate a Sergio Leone, nella ricorrenza dei 90 anni dalla nascita del regista italiano. A seguire i giovani attori del CSC hanno reso omaggio al film “Nuovo cinema paradiso” con un quadro coreografico a cura di Silvia Perelli.

A questo punto ha preso la parola Segretario Generale del Maeci  Elisabetta Belloni: “mi fa piacere inaugurare la seconda edizione di “Fare cinema” sia come rappresentante del Maeci sia con l’orgoglio di un’Italiana consapevole dell’importanza delle nostre reti consolari all’estero che promuovono la cultura italiana nel mondo. Il cinema, la cosiddetta settima arte, è vivo e contemporaneo, si trasforma e evolve. Permette di coniugare la modernità con l’essenza stessa della cultura. Mettere la cultura al centro è importante per i giovani e per tutti noi. Il cinema è un’eccellenza che ci viene riconosciuta. L’Italia ha ottenuto il maggior numero di premi oscar nella categoria miglior film in lingua straniera. Noi vogliamo promuoverlo all’estero per far capire che trasmettiamo cultura ma anche un insieme di mestieri, tutto ciò che il cinema racchiude. Il cinema infatti è cultura ma anche lavoro e economia. Per portare avanti questa iniziativa, ricorriamo anche a dei testimoni che in giro per il mondo promuovo il progetto; a questo proposito ringrazio Dario Argento qui presente stasera. Dobbiamo sempre ricordare – ha aggiunto Elisabetta Belloni – che il cinema contribuisce alla nostra crescita economica ed è parte delle nostre attività che si inseriscono in un sistema Paese. Tentiamo questa promozione non da soli ma con tutti voi, con Anica , con i nostri colleghi al Mibac , con Istituto Luce, cinecittà, Ice , con le associazioni di categoria. Voglio cogliere questa occasione per ringraziare a nome mio e del Direttore De Luca tutti coloro che hanno permesso alla Farnesina di concretizzare queste idee: i tanti testimoni di “Fare cinema”, il centro sperimentale di cinematografia, il Direttore Generale del CSC Marcello Foti, il Presidente Laudadio, De Santis. Mi ha fatto piacere constatare come i giovani si affaccino all’esperienza del cinema non solo come spettatori ma anche come attori. È bello vedere – ha concluso – come ci sia un settore che attrae ancora l’interesse delle nuove generazioni. La Farnesina tiene molto a dare segnali positivi in questo senso: abbiamo infatti voluto dedicare ai giovani Sanremo giovani world tour e il premio ‘Vivo d’arte’ per far sì che anche i giovani si sentano realizzati nelle nostre iniziative. Proprio a loro voglio dedicare questa serata”.

A questo punto, dopo un breve intermezzo con la lettura dei brani dalle autobiografie di Alfredo Bini, Maurizio Nichetti e Giancarlo Giannini, è salito sul palco Francesco Rutelli, Presidente dell’Anica: “vorrei ringraziare la direzione generale e in particolare Vincenzo De Luca. Qui un tempo c’era la fabbrica della Peroni, era una struttura dismessa, la mia amministrazione ha voluto trasportare qui parte del Macro . Proprio quest’immagine di un industria che muore e di un’attività che nasce è la metafora del nostro tempo. Non accettiamo che si guardi qui a Roma come a una Hollywood sul Tevere con occhio nostalgico. La trasformazione è dentro di voi, penso agli studenti, ai docenti, al lavoro di Laudadio e di Tofi. Il cinema deve avere un carattere industriale, creativo e creare posti di lavoro e identità italiana nel mondo. In tutte le ambasciate credo si parlerà di lavoro e orgoglio italiano. Nulla può essere archeologia, tutto si trasforma e niente si trasforma più del cinema”.

E’ poi intervenuto Vincenzo De Luca, il Direttore Generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese:  “voglio ringraziare il direttore del Macro che ci ha ospitato in questa bellissima struttura. L’anno scorso si sono svolti oltre 100 eventi in 50 città, quest’anno saranno ancora di più a promuovere il mercato del cinema e non solo, anche quello dell’audiovisivo. Abbiamo visto come anche diverse piattaforme vogliano investire nel cinema a partire da Netflix. Vogliamo rappresentare non solo il film ma tutto ciò che sta dietro a questo settore: trucco, luce, scenografie. In questo senso abbiamo chiesto a una piattaforma di ospitare un contest internazionale per lanciare un invito ai video maker di tutto il mondo che si sono impegnati a rappresentare come loro immaginano di promuovere un paese come l’Italia: i partecipanti sono stati ben 286. Abbiamo selezionato i vari video e 6 di questi video saranno diffusi dal MiBAC. Ora vedremo il video vincitore. A questo proposito vorrei riportare un pensiero di Fellini “nulla si sa. Tutto si immagina. L’unico vero realista è il visionario”.

Dopo la visione del video vincitore del contest ha preso la parola il Direttore Generale per il Cinema (Mibac), Mario Turetta: “intanto grazie a Laudadio, Foti, a cinecittà, al Ministero degli Esteri che porta in giro per il mondo uno dei nostri assist. L’impegno che il governo italiano ha voluto investire sul settore è la testimonianza di quanto il cinema rappresenti uno dei settori di crescita del Paese. Fino a qualche anno fa le cifre che il Ministero dedicava a questo settore erano meno della metà. C’è stata la forte volontà di investire in questo senso nella produzione, nell’esercizio e nei mestieri del cinema. Questo è il riconoscimento che dobbiamo a questo settore per quello che è stato, è e sarà”.

E’ stata poi la volta di Camilla Cormanni, la responsabile Eventi Internazionali Culturali dell’Istituto Luce: “siamo orgogliosi del lavoro che facciamo a Cinecittà, la cosiddetta fabbrica di sogni, come la chiamò Fellini; vantiamo collaborazioni con le più grandi cineteche del mondo insieme alla cineteca nazionale di Bologna. Un ringraziamento speciale va a chi forma i futuri talenti. Noi – ha proseguito Cormanni  – promuoviamo i grandi del passato. Al Lincoln Center l’anno scorso si è tenuta un evento su Luchino visconti e abbiamo dovuto prolungare di due mesi le date previste; anche l’evento su Pasolini al Moma è stato un grande successo. Abbiamo 3000 titoli aggiornati ogni giorno in giro per il mondo. Ma al di là del nostro costante lavoro voglio fare una raccomandazione ai giovani: studiate e impegnatevi sempre e costantemente”.

Fabio Corsi, il responsabile promozione cinema e audiovisivo (ICE) ha aggiunto : “il vivere all’italiana per noi è fondamentale e va promosso continuamente; bisogna quindi coniugare quello che ci può dare in termine di impatto sui mercati esteri con quelli che sono i settori di eccellenza del made in Italy. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare di recente in Cina, ma anche sul mercato americano ci muoviamo in coordinamento con Anica e Istituto Luce. Abbiamo dato grande rilevanza ad alcuni settori come quello del documentario e dell’animazione. L’Italia ha avuto grande successo nel premio Hot Docs di Toronto di recente. È necessario quindi prestare attenzione a quanto di nuovo, ed è tanto, l’Italia sta dando a questo settore”.

A questo punto sono stati proiettati alcuni dei provini degli attori allievi del CSC che hanno avuto grande successo nel cinema italiano.

E’ poi intervenuto Marcello Foti, Direttore Generale del CSC: “desidero ringraziare il Ministero degli Affari Esteri per l’opportunità che ha dato al centro di essere partner di questa iniziativa. Ho accettato subito perché si profilava la possibilità di dimostrare come il contributo dello stato e delle istituzioni possa dare grandi soddisfazioni. Ringrazio il preside, i ragazzi e i docenti. Hanno fatto tutto con grande entusiasmo e hanno dimostrato che per fare il cinema ci vuole il seme. Come abbiamo visto dai provini da qui sono partiti grandi nomi e grandi attori. Il nostro obiettivo è la formazione ma è anche una cineteca di stato che è cresciuta con le sedi distaccate in tutta Italia e non solo”.

Foti chiama quindi chiamato a intervenire anche il Presidente del CSC, Felice Laudadio: “vorrei solo dare delle informazioni. A Cannes tra poco Giancarlo Giannini, che stasera è qui e che insegna recitazione nel nostro centro, presenterà l’edizione restaurata di “Pasqualino Settebellezze”, che è un capolavoro. Vorrei poi sottolineare che tra questi provini c’è quello di Sophia Loren che non fu ammessa; quindi qualche errore lo abbiamo fatto. Stasera qui abbiamo in sala un altro personaggio del cinema che non fu ammesso e ora vedrete che razza di genio ci siamo perduti: Dario Argento che è stato anche sceneggiatore (il soggetto di c’era una volta il west è di Dario Argento), critico di cinema (ha scritto su “Paese Sera”).

“La collaborazione con Sergio Leone – ha raccontato dal palco Dario Argento – nacque perché lui era già molto famoso e aveva bisogno di due sceneggiatori ma credeva che gli italiani non avessero tanta capacità di comprendere le donne e così ha pensato che due giovani potessero farlo.. Per me – ha aggiunto Argento – il cinema è come l’oceano: immenso e meraviglioso… Sono stato e sono ambasciatore del cinema italiano nel mondo. Se potessi scegliere solo uno dei miei film o qualche libro da portare con me direi, per quanto riguarda i libri, quelli di Edgar Allan Poe, mio grande maestro, mentre forse come film porterei Suspiria uno dei miei film di maggior successo all’estero o Profondo rosso”. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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