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Debora Serracchiani, pronti a siglare accordi con centri iraniani

RICERCA

Il Sistema della Ricerca del Friuli Venezia Giulia è stato al centro di una riunione a Teheran

 

TEHERAN – Il Sistema della Ricerca FVG, che il Governo della Repubblica Islamica dell’Iran conosce perfettamente in tutte le sue articolazioni, è stato al centro ieri nella capitale persiana della riunione, di fatto già operativa, della presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con il viceministro delle Scienze, della Ricerca e della Tecnologia Vahid Ahmadi e il direttore generale per le Tecnologie dello stesso dicastero Khosro Piri.

All’incontro erano presenti i vertici di numerose Università iraniane e, tra gli altri, i rappresentanti del Centro per gli Studi scientifici internazionali, dell’Istituto per la Ricerca nelle Scienze fondamentali, del Centro sismologico persiano, tutte organizzazioni coordinate dal viceministro Ahmadi che lo scorso marzo è già stato ospite del Centro internazionale di Fisica teorica (ICTP) di Miramare, a Trieste, visitando anche le maggiori istituzioni scientifiche del capoluogo giuliano.

Centri di ricerca e istituzioni dedicati al trasferimento tecnologico di Teheran e Friuli Venezia Giulia pronti a rafforzare una collaborazione scientifica che già vede contatti e partnership  in atto, ad esempio, con le Università di Trieste e Udine, con la SISSA, l’ICTP e il Centro internazionale per l’Ingegneria genetica e la Biotecnologia (ICGEB) sul Carso triestino.

Un tessuto scientifico regionale che è stato presentato, oltre che dal rettore Fermeglia a nome dei due Atenei di Trieste e Udine, dal direttore generale dell’ICGEB Mauro Giacca (l’Iran è legato al Centro triestino dal 2001, mentre già risultano conclusi una decina di accordi di trasferimento di tecnologie con industrie e laboratori iraniani), dal presidente di Friuli Innovazione Guido Nassimbeni, dal direttore del Polo tecnologico di Pordenone Giovanni Francesco Scolari, da Sandro Scandolo per l’ICTP e da Massimiliano Rudella, per AREA Science Park.

Sotto l’egida nel nostro ministero degli Esteri, ha affermato Serracchiani, il Friuli Venezia Giulia è pronto a sottoscrivere accordi specifici in più campi, dopo quelli già in essere con Serbia, Croazia e Slovenia, mentre è già stato confermato che una delegazione scientifica iraniana visiterà le strutture della scienza e della ricerca a Trieste e in regione nel corso del 2016.

Tra i primi, pronti a essere ratificati dopo la revoca ufficiale delle sanzioni economiche all’Iran, prevista a breve, quello tra Elettra Sincrotrone Trieste e l’ Institute for Research in Fundamental Sciences (IPM), con la possibilità di preparare il personale iraniano della nuova infrastruttura di ricerca persiana per l’utilizzo della radiazione di sincrotrone per il trattamento dei materiali, la cui costruzione (a Qazvin, a 150 chilometri da Teheran) è ipotizzato possa iniziare il prossimo anno.

Fermeglia inoltre ha avuto conferma dal rettore Mohammad Mehdi Tehranchi che già nelle prossime settimane potrà essere siglato un accordo di collaborazione tra l’Università di Trieste e la Shahid Beheshti University di Teheran per alcuni progetti comuni e lo scambio di docenti e studenti in particolare nei settori della fisica, della chimica, dell’economia e delle materie giuridiche. (Inform)

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