QUIRINALE
Ciampi nel messaggio di fine anno ricorda le vittime del maremoto
"E di fronte ai drammi dell'emigrazione, ricordiamo che tanti dei nostri padri furono emigranti. Rivolgiamoci con amicizia agli stranieri che vivono tra noi, osservando le nostre leggi". "Oggi ci sentiamo Europei ma anche orgogliosamente Italiani"
ROMA - Il messaggio agli italiani del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è aperto con un pensiero alle vittime del maremoto nel Sud Est asiatico. "In ogni parte del mondo l'attesa serena del nuovo anno è stata funestata dall'immane disastro naturale nell'area dell'Oceano Indiano. Piangiamo i nostri morti, piangiamo migliaia e migliaia di morti di tante nazioni, lontane nello spazio, vicine nel lutto. Di giorno in giorno, di ora in ora, il bilancio delle vittime e dei dispersi aumenta oltre ogni previsione. Tante famiglie italiane, e tanti cittadini di quelle terre, che vivono fra di noi, attendono in angoscia notizie".
Ciampi ha poi ricordato che "l'evento dominante del 2004 è stato, per noi Italiani ed Europei, la firma a Roma del Trattato Costituzionale dell'Unione Europea, che oggi abbraccia 25 Paesi. E' un segnale di speranza, di pace, che l'Europa, già focolaio di guerre mondiali, ha lanciato dal Campidoglio a un mondo travagliato".
"L'Europa, l'Italia - ha proseguito il Capo dello Stato - guardino anche, con animo generoso, alla condizione di popoli assai meno fortunati dei nostri. Il nostro benessere ci impone la solidarietà. Non può esserci indifferenza per la sorte di altre nazioni che soffrono. Al di là delle immagini della catastrofe asiatica, se ne affacciano alla nostra mente altre, che pure vediamo ogni giorno, che ci documentano la sofferenza di popolazioni che ancora vivono, in Asia come in Africa, in disperata povertà, fra malattie - penso all'AIDS - che fanno strage di bambini e di adulti. Non è su questo terreno che può crescere vigoroso l'albero della pace mondiale. E di fronte ai drammi dell'emigrazione, ricordiamo che tanti dei nostri padri furono emigranti. Rivolgiamoci con amicizia agli stranieri che vivono tra noi, osservando le nostre leggi".
"Oggi ci sentiamo Europei, ma anche orgogliosamente Italiani. Da tempo non era così forte l'attaccamento dei cittadini, in ogni parte d'Italia, ai simboli della nostra Nazione: il Tricolore, l'Inno risorgimentale di Mameli, la Costituzione", ha detto poi i Presidente della Repubblica. "Ovunque, dalle Alpi alla Sicilia - ha aggiunto - sento presente e crescente un forte patriottismo. Ad esso ho dato espressione, e ho trovato immediata, spontanea rispondenza. Ha scritto Mazzini - di lui ricorre nel 2005 il bicentenario -: 'La Patria è, prima di ogni altra cosa, la coscienza della Patria'. La consapevolezza di questo comune sentire deve esprimersi anche nel rispetto tra forze politiche diverse. La dialettica e i confronti sono essenziali alla democrazia. Ma la ricerca di convergenze e di soluzioni concordate è utile a tutti, è necessaria, specie quando si tratta delle regole fondamentali che guidano la nostra vita democratica".
Ciampi ha concluso il suo messaggio di fine anno agli Italiani rivolgendo questa esortazione ai giovani di oggi: "Non lasciatevi scorrere addosso passivamente i mesi e gli anni. Non lasciate modellare la vostra vita da vuote immagini, che non parlano al vostro cuore e alla vostra mente. Siate artefici del vostro destino. Non disperate, non rassegnatevi mai. Affrontate il futuro con animo fiducioso, anche traendo forza dalla vita di famiglia, linfa della nostra società. Coltivate gli interessi e le inclinazioni che sentite in voi. Impegnatevi nello studio, nelle attività a voi più congeniali. Molto resta ancora da fare affinché la nostra amata Italia sia sempre più vicina a quell'ideale di Patria che i grandi della nostra storia, pensatori, poeti, filosofi, anche nei secoli più bui, hanno sognato e disegnato. Voi potete farlo, per voi e per i vostri figli. E guardate lontano, oltre i nostri confini, perché siamo, perché siete tutti cittadini italiani, cittadini europei, cittadini del mondo". (Inform)