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INFORM - N. 242 - 26 novembre 2004

ESTERI

Alla Farnesina, "The challenges of european neighbourhood policy"

La situazione dell’Ucraina al centro del seminario sulle opportunità della politica europea di vicinato

ROMA - La delicata situazione Ucraina, emblema dell’importanza di una nuova ed efficace politica europea di vicinato, ha dominato il dibattito della sessione plenaria del Seminario sul tema "The challenges of european neighbourhood policy", svoltosi alla Farnesina. Il seminario è stato organizzato dal Ministero degli Esteri italiano, dal ministero degli Esteri polacco e dalla Commissione europea, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI), l’IPALMO ed il Polish Institute International Affaires, con l’obiettivo di avviare una riflessione sulle politiche europee rispetto alla grande novità rappresentata dallo storico allargamento del 1 maggio 2004. "Proprio in queste ore - ha sottolineato il Segretario generale della Farnesina, Umberto Vattani - l’Europa, con il viaggio a Kiev di Javier Solana, sta svolgendo in Ucraina una delicata opera di mediazione, e questo dimostra quanto sia importante la definizione di una nuova politica di vicinato. La recente modifica dei confini dell’Europa impone - secondo Vattani - un approccio in cui equilibrio è la parola chiave. Nessuno dei Paesi vicini a Est e a Sud deve sentirsi escluso dalle politiche europee".

Anche il Presidente dell’IPALMO, Gianni De Michelis ha ammonito sul rischio che "l’Europa allargata si ponga nei confronti dei Paesi vicini come una fortezza chiusa, altrimenti si rischia la disintegrazione nelle regioni confinanti". Secondo De Michelis, per realizzare una coesione esterna, è necessario definire elementi comuni nel campo delle politiche istituzionali e di sicurezza, seguendo un esempio storico. Il processo di Helsinki è stato, a suo avviso, molto efficace per realizzare "de facto" una politica di vicinato. L’Unione europea - ha sostenuto il Presidente dell’IPALMO - dovrebbe proporre subito ai Paesi del Mediterraneo negoziati simili al processo di Helsinki, mentre con i Paesi confinanti dell’Est è necessario rinegoziare quei principi adattandoli alla nuova realtà.

Gli aspetti problematici nella definizione di una efficace politica di vicinato sono stati evidenziati dal Direttore Generale per l’Integrazione Europea, Ferdinando Nelli Feroci, secondo il quale le diversità dei Paesi confinati con l’Ue renderà difficile riuscire a mantenere una politica unitaria. L’altro aspetto problematico è rappresentato dalla questione degli incentivi e delle risorse: "una buona politica di vicinato necessita anche di risorse adeguate e - ha detto - c’è da chiedersi se quelle a disposizione siano sufficienti".

La strategia europea di sicurezza ha - secondo il Direttore del Dipartimento per l’Unione europea del Ministero degli Esteri polacco, Pavel Sweboda - un punto chiave proprio nella realizzazione di politiche di vicinato efficaci. Nei confronti dei Paesi esterni alla Ue è necessario, a suo avviso, un approccio globale ma anche flessibile e differenziato. Ma - ha avvertito Sweboda - una politica di buon vicinato all’Est è impossibile senza la collaborazione della Russia, con la quale è necessario individuare un comune denominatore su principi condivisi.

Anche il Presidente dello IAI, Stefano Silvestri, ha posto l’accento sulla necessità di un rafforzamento del dialogo con Mosca, il cui Governo "si deve convincere che l’Unione europea non rappresenta una minaccia". Importante è - secondo Silvestri - anche una politica coerente verso gli Stati Uniti "che devono accettare il fatto che l’Unione europea rappresenta un rilevate interlocutore a livello mondiale". (Inform)


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