MIGRAZIONI
Convegno alla Pontificia Università Urbaniana promosso dalla Fondazione Scalabrini
"La Missione viene a noi. Pastorale con i migranti nel nuovo millennio"
ROMA - "Erga Migrantes Caritas Christi". E’ l’Istruzione che il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha messo a punto e pubblicato nei mesi scorsi come "risposta ecclesiale ai nuovi bisogni pastorali dei migranti, per condurli, a loro volta, a trasformare l'esperienza migratoria in occasione non solo di crescita nella vita cristiana ma anche di nuova evangelizzazione e di missione". Il Documento parte dal presupposto che il fenomeno migratorio - che oggi coinvolge circa duecento milioni di persone - "si è trasformato in realtà strutturale della società contemporanea", e "costituisce un problema sempre più complesso, dal punto di vista sociale, culturale, politico, religioso, economico e pastorale". Ed è tenendo conto dei nuovi flussi migratori e delle loro caratteristiche che l’Istruzione intende "aggiornare" la pastorale migratoria a trentacinque anni dalla pubblicazione del Motu proprio di Papa Paolo VI "Pastoralis migratorum cura" e dalla relativa Istruzione della Sacra Congregazione per i Vescovi "De pastorali migratorum cura".
E’ stato proprio dall’analisi Documento che, nell’Auditorium Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana, che si è sviluppato un ampio dibattito nel corso di un convegno promosso dalla Fondazione Scalabrini e organizzato dal CSER (Centro Studi Emigrazione Roma) e dal SIMI (Scalabrini International Migration Institute: ha finalità di formazione accademica e professionale di studiosi, ricercatori e operatori nel campo della mobilita umana. E’ promosso dalla Congregazione dei Missionari di San Carlo Scalabriniani e sostenuto dalla Fondazione Scalabrini, ndr).
"La Missione viene a noi. Pastorale con i migranti nel nuovo millennio" (questo il titolo del convegno) è stato suddiviso in due parti, allo scopo – ha sottolineato il moderatore padre Graziano Battistella, preside del SIMI - di focalizzare da un canto l’attenzione su aspetti sociali delle migrazioni "che più interrogano le coscienze", cercando dall’altro di dare una risposta teologica e canonica a questi interrogativi.
A portare il saluto ai partecipanti, padre Gaetano Parolin, Vicario generale dei padri scalabriniani e presidente della Fondazione Scalabrini. Che, dopo avere ricordato il rapporto di stretta collaborazione tra scalabriniani e Pontificia Università Urbaniana (dal 2000 il SIMI è incorporato alla Facoltà di Teologia) e il fecondo dialogo tra scienze umane e scienze teologiche instaurato dal SIMI, ha posto l’accento sull’importanza di un approccio globale, pastorale e socioculturale nella lettura delle migrazioni.
Il Magnifico Rettore, monsignor Giuseppe Cavallotto ha ricordato come milioni di persone costrette all’esodo chiamino in causa, oltre alle Istituzioni dello Stato, la Chiesa. Che deve lavorare per l’accoglienza e l’inserimento di chi, segnato da storie spesso drammatiche, è portatore di culture arricchite dalle esperienze religiose del proprio paese. La Chiesa, ha detto, deve valorizzare l’altro e promuovere l’interculturalità.
Il cardinale Stephen F. Hamao, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti, ha illustrato in alcuni punti l’Istruzione, rimarcando la necessità di superare una visione puramente assistenzialistica dello straniero che bussa alla porta della Chiesa e sottolineando che le migrazioni vanno viste come risorsa, non solo come fonte di problemi per le società di accoglienza. Con il Documento, che indica come la convivenza fra etnie diverse sia possibile, si è voluto, ha spiegato Hamao, ridestare coscienza e responsabilità dei cristiani di oggi nel contesto della globalizzazione e del dialogo interreligioso.
Don Augusto Negri (direttore del Centro F. Peirone per lo studio e le relazioni cristiano-islamiche della diocesi di Torino e docente di Islamologia alla Facoltà Teologica di Torino), ha ricordato come l’Istruzione dedichi ampio spazio ai musulmani (in Italia, il 33% degli immigrati). Un capitolo, tra l’altro, è dedicato ai matrimoni tra donne cattoliche e musulmani. L’Istruzione rileva i valori in comune con l’Islam, ma sottolinea anche le divergenze, specialmente nel campo dei diritti umani. Negri, pur non nascondendo l’esistenza di problemi dovuti a diverse visioni e orientamenti di islamismo e cattolicesimo, ha testimoniato del lavoro nelle diocesi piemontesi dove si stanno facendo significative esperienze per creare pacifica convivenza, intercultura (negli oratori, nelle carceri dove operano volontari cristiani, nelle scuole religiose dove ormai molti sono i bambini musulmani).
Antonio Nanni (responsabile Ufficio Studi Acli, vice direttore del Centro Educazione alla Mondialità e già membro della Commissione ministeriale per l’Educazione Interculturale), ha puntato tra l’altro l’indice sulla legge per la cittadinanza (n. 91, 5 febbraio 1992) sottolineando l’urgenza di cambiarla. Nanni ha poi rimarcato l’importanza del riconoscimento del voto agli immigrati per le amministrative, invitando la società civile a mobilitarsi per esercitare pressioni sul mondo politico. Ed ha invitato ad andare oltre la tolleranza, verso forme di condivisione e cooperazione e ad agire per evitare che la nostra diventi una società iconoclasta, basata sullo scontro tra simboli religiosi che, invece, possono e devono essere compresenti in una società aperta alle differenze.
Don Gianfrancesco Colzani (docente alla Facoltà di Missiologia alla Pontificia Università Urbaniana) dopo evidenziato l’importante ruolo del missionario, anche "ponte" fra due mondi, ha sottolineato la necessità di ripensare i rapporti tra comunità cristiane e mondo delle migrazioni, di incontrare e comunicare con il migrante, staccandosi dalla convinzione che rappresenti un pericolo per il nostro mondo e per il nostro credo religioso.
Padre Bruno Mioli (direttore Ufficio immigrati e profughi della Fondazione Migrantes) dopo un excursus sui vari Documenti vaticani che hanno dettato lo sviluppo della pastorale per i migranti, ha ricordato come la Migrantes abbia sempre fatto presente all’Assemblea dei Vescovi il rapporto tra migrazioni ed evangelizzazioni. Ha inoltre ricordato che la Migrantes ha elaborato strumenti di sussidio per la pastorale dei migranti ad uso di vescovi, sacerdoti, parroci e che la Fondazione, con il convegno del febbraio 2003 "Tutte le genti verranno a te", ha dato impulso alla pastorale migratoria aprendola all’aspetto missionario.
Ha concluso il convegno monsignor Velasio De Paolis, dal 2003 Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Mons. De Paolis ha analizzato sotto il profilo del diritto canonico l’Istruzione "Erga Migrantes Caritas Christi". Documento, ha lasciato intendere De Paolis, con limiti e pregi. E che non abroga quelli precedenti in quanto non dà norme nuove. Una Istruzione che ha valore di "aggiornamento della De pastorali migratorum cura" e che fornisce "indicazioni su cui riflettere". (Simonetta Pitari- Inform)