Da "Lo Specchio", Canada, 5.11.2004
Di Giovanni (CGIE): "Chi è nato in Italia resta sempre italiano"
TORONTO - Eletto lo scorso giugno nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nelle sue dichiarazioni dopo le prime riunioni romane, Alberto Di Giovanni precisa quello che è il suo ruolo: "Dobbiamo essere i portavoce della comunità e non farci strumentalizzare dalle forze politiche italiane e non disperdere le nostre forze come fanno quelli che aspirano a diventare onorevoli...".
Parole chiare e precise che a qualcuno certamente non piaceranno, ma che confermano quando, lo scorso giugno, scrivemmo che Di Giovanni "è riuscito a raccogliere voti dagli elettori delle diverse coalizioni e perciò non si è trattato tanto di un voto politico, bensì personale". E quel personale è nei tanti anni spesi per la diffusione della lingua e cultura italiana fra i giovani.
Di Giovanni, anche in vista delle prossime elezioni italiane nelle quali saranno eletti 18 rappresentanti delle comunità italiane all’estero, ritiene che l’Italia dovrebbe "ridare" la possibilità del riacquisto della cittadinanza italiana.
"Chi è italiano non solo ha il dovere, ma anche il diritto di votare - afferma Di Giovanni - cosa che purtroppo non possono fare i moltissimi italiani che per ragioni diverse hanno rinunciato alla loro cittadinanza pur restando sempre italiani di fatto se non più di nome".
" Se così non sarà - spiega ancora Di Giovanni - a votare sarà solamente una minoranza...".
I numeri, anche se approssimativi e riferiti alla giurisdizione del Consolato generale di Toronto che, oltre all’Ontario comprende anche il Manitoba, danno ragione a Di Giovanni: alle scorse consultazioni per il Comites gli italiani erano meno di 80.000, un numero di moltissimo inferiore alla reale consistenza della nostra comunità.
Da quando, sei anni fa, è scaduto il termine per il riacquisto della cittadinanza, da più parti e inutilmente si è chiesto anche perché, come sottolinea Di Giovanni "quando era possibile, molti non ne approfittarono perché non lo sapevano e altri forse sono stati scoraggiati dalla burocrazia...".
E Di Giovanni fa una lista dei tanti documenti allora richiesti, (perfino il certificato di nascita che però doveva essere... recente)! "mentre - afferma - tutto sarebbe semplificato con una semplice autocertificazione come ormai si usa in Italia".
"Almeno per chi è nato in Italia e per i loro figli, il riacquisto della cittadinanza italiana dovrebbe essere automatico e senza limiti di tempo".
Una delle ragioni per la mancata riapertura del riacquisto della cittadinanza sarebbe la difficoltà di determinare chi è italiano nel difficile incrocio delle diverse e tante generazioni.
"...Chi è nato in Italia e i suoi figli, sono italiani, e su questo non si discute" ripete Di Giovanni che aggiunge di non capire il perché di restrizioni di "tempi determinati" per il riacquisto della cittadinanza.