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INFORM - N. 225 - 6 novembre 2004

Santellocco (Cgie): "Energy Charter Treaty, un modello da esportare anche in Africa"

"Scarsa attenzione dei governi ai drammi dell’Africa e ai problemi delle comunità italiane in quel continente"

ALGERI - Energy Charter Treaty è un Trattato multilaterale unico limitato al settore energetico. In tale settore il Trattato stabilisce diritti ed obbligazioni riguardo a diverse materie, tra le quali investimenti e scambi commerciali. Un Trattato che, ricorda in un articolo Franco Santellocco, Presidente della V Commissione Cgie e Presidente del Comites di Algeri, è stato concluso dieci anni fa, nel ‘94, tra le Comunità europee e 49 Stati europei. Scopo precipuo del Trattato è stabilire un quadro legale per la promozione di una cooperazione di lungo periodo nel settore energetico. "Caratteristica importante dell’Energy Charter Treaty – precisa Santellocco – è che le obbligazioni relative agli investimenti in esso contenute possono essere portate ad esecuzione dalle Parti private contro gli Stati inadempienti attraverso un meccanismo vincolante di arbitrato internazionale. Quest’ultimo procedimento è attivabile non soltanto contro gli Stati dell’Est europeo, ma anche contro i Paesi OCSE e l’Unione Europea".

Su questo efficace strumento di tutela degli interessi possono fare oggi affidamento gli investitori stranieri che si indirizzino verso i paesi dell’Europa dell’est, sottolinea Santellocco ricordando che Energy Charter Treaty "è senza dubbio, insieme al NAFTA, il più importante Trattato multilaterale capace di farsi promotore di quell’uso estensivo di metodi legali caratteristico di una nuova regolamentazione dell’economia globale".

Un Trattato che ha portato in dieci anni di operatività "enormi vantaggi".

Ma allora, chiede Santellocco, "perché mai nessuno ha ancora pensato ad estendere l’operatività del Trattato, o a negoziare Trattati multilaterali analoghi, a Paesi di diverse ma ugualmente svantaggiate aree del mondo ?". "Questa, purtroppo – constata il Presidente della V Commissione Cgie - è l’ennesima dimostrazione dell’imperdonabile, scarsa attenzione che i nostri Governi riservano ai drammi dell’Africa e ad una cooperazione efficace rivolta a quest’area del pianeta". Non solo: "è la dimostrazione della ben poca attenzione per i problemi di quelle comunità italiane che oggi risiedono nel continente africano, unico baluardo di una cooperazione vera e fautrice di grandi risultati, e che rientrando in larga parte nella categoria degli imprenditori e ‘tecnici a seguito d’impresa’, si trovano ad affrontare da soli ostacoli spesso insormontabili. Ostacoli – prosegue - che potrebbero essere facilmente risolti con un minimo di impegno e buona volontà da parte delle Autorità, attraverso il negoziato e la stipulazione di Accordi multilaterali analoghi a quello esaminato". "Come è possibile – rimarca - che nessuno abbia pensato ad estenderne la portata, o quantomeno a negoziare Accordi analoghi, con un’area del mondo, quale è l’Africa, la cui caratteristica principale è proprio l’enorme ricchezza di risorse energetiche? Eppure – ricorda Santellocco - l’importanza dell’elemento economico dei Paesi africani è stata accuratamente sottolineata anche in diverse Commissioni Continentali del Cgie". Santellocco parla di "leggerezze imperdonabili" che segnano la vita del continente africano "che muore giorno dopo giorno in un’interminabile agonia, e quel che è peggio nell’indifferenza generale".

L’Energy Charter Treaty , in dieci anni, "ha grandemente contribuito all’integrazione in Europa dell’Est europeo". Ma, allora, "quali grandi risultati si sarebbero potuti ottenere nello stesso arco di tempo, se solo qualcuno si fosse dimostrato abbastanza lungimirante da avviare un discorso, parallelo ed analogo, verso i Paesi dell’Area Mediterranea, oggi così importanti anche da un punto di vista strategico? E’ una domanda – conclude Santellocco - su cui dovremmo riflettere tutti molto più spesso, a cominciare da chi ha l’onore e l’onere di responsabilità di Governo. Perché quando si parla di vita e di morte di innocenti, non ci si può permettere il lusso dell’errore. Tanto meno quello di commettere leggerezze, dimenticando i nostri doveri morali". (Inform)


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