Dossier Immigrazione 2004 di Caritas-Migrantes
Zanon: "Riconosciuta la validità delle politiche d’integrazione attuate dalla Regione Veneto. La Bossi-Fini non va criticata ma applicata"
VENEZIA - Dal rapporto sull’immigrazione presentato a Roma da Caritas Migrantes emerge la conferma che il Veneto è la seconda regione per capacità complessiva di integrazione delle persone immigrate.
"E' un riconoscimento che ci fa onore - ha sottolineato Raffaele Zanon, Assessore regionale ai flussi migratori - e che conferma il ruolo positivo della Regione e la bontà delle sue politiche d’integrazione, portate avanti nell’ambito delle attività formative, dell’inserimento alloggiativo, del rapporto con le associazioni, della realizzazione di sistemi di informazione e messa in rete delle diverse realtà che si occupano d'immigrazione, come previsto nei piani triennali in discussione nel Consiglio regionale veneto. Il Veneto rimane una calamita per le tante persone immigrate che cercano fuori dal loro paese possibilità di vita e di lavoro migliori per se stessi e per la famiglia. Questo la dice lunga - ha affermato Zanon - sulla capacità sociale e culturale di assorbimento della società veneta e sull'efficacia degli strumenti pubblici e privati messi in campo".
L’Assessore ha rilevato, peraltro, che il rapporto di Caritas Migrantes presenta alcune imprecisioni sulle rilevazioni, per esempio per quanto riguarda la provincia di Vicenza; esso manifesta inoltre una carenza d’analisi sul fenomeno della clandestinità e della illegalità. "Non emerge sufficientemente che la legge Bossi-Fini non è ancora applicata in via definitiva e che il contrasto alla clandestinità non è incisivo come dovrebbe essere e non c’è la certezza delle espulsioni". Secondo Zanon "per non incorrere in motivi di conflittualità sociale, la questione dell'immigrazione va affrontata sul tema della qualità e del tetto di ricettività all'interno del territorio. Va detto, infatti - ha precisato - che il Veneto è regione di forte richiamo per le persone immigrate ma i posti di lavoro cominciano a scarseggiare anche per gli italiani. E' un tema che non possiamo più ignorare e che deve essere affrontato a monte: prima che partano le carrette del mare, prima che qualche sprovveduto arrivi convinto di trovare automaticamente nel Veneto una soluzione a tutti i suoi problemi". "Peraltro emerge un dato che trova conforto anche dalle rilevazioni regionali - ha concluso Zanon - e cioè che ormai la popolazione straniera presente nel nostro territorio è per il 47-48 per cento proveniente da Paesi dell’Est: una percentuale che la dice lunga sui cambiamenti intervenuti nel mondo, dove non è più solo il Sud che preme ma c’è una pressione fortissima da un’altra direzione".(Inform)