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INFORM - N. 218 - 28 ottobre 2004

Presentato il XIV Rapporto Caritas/Migrantes sull’immigrazione

Sono comunità radicate e sulla via dell'integrazione quelle che emergono dal Dossier Statistico 2004

Mons. Romeo: "l'immigrazione un fenomeno complesso che riguarda tutti". Veltroni: "Siamo stati come loro ma lo abbiamo dimenticato"

ROMA – Due milioni 600 mila immigrati regolari; 107.500 ingressi per ricongiungimenti familiari, inserimenti lavorativi e motivi di studio; 105.739 respingimenti ed espulsioni; 2,6 miliardi di dollari di rimesse; 71.843 imprenditori stranieri; 106.930 infortuni sul lavoro; 333.883 iscritti al sindacato; 1.225.000 lavoratori extracomunitari noti all'INPS. Sono questi i dati salienti della XIV edizione del Dossier Statistico 2004 Caritas/Migrantes che è stato presentato in contemporanea a Roma e in 12 città italiane. Dal rapporto sull'immigrazione, che quest'anno viene accompagnato dallo slogan " Società aperta, società dinamica e sicura", è emerso come a tutt'oggi i tre gruppi nazionali più consistenti presenti sul nostro territorio, provenienti dalla Romania, dal Marocco e dall'Albania, abbiano rafforzato la loro presenza attestandosi intorno alle 230/240mila unità. Seguono, ad una certa distanza, gli ucraini (113.00) e i cinesi (100.000). L'immigrato del 2004 vive inoltre prevalentemente nelle regioni del nord e centro Italia - in questa parte del Paese si concentrano più di due milioni di stranieri - ha un età compresa fra i 19 ed i 40 anni, manda regolarmente i figli a scuola- per anno scolastico 2003 -2004 sono stati iscritti 282. 683 studenti stranieri - ed appare ormai abbastanza inserito nel mondo del lavoro. Secondo la Banca dati dell'INAIL un'assunzione su sei spetta infatti agli immigrati.

Dalla ricerca, che contiene anche un dettagliato capitolo sulla realtà, i numeri e gli organi di rappresentanza degli italiani all'estero, vengono inoltre evidenziate tendenze meno positive come le difficoltà incontrate dagli stranieri nella ricerca dell'alloggio- il 57% degli affittuari interpellati dall'Associazione Piccoli Proprietari di Case si sono detti contrari all'ingresso nelle loro abitazioni di immigrati- e la persistenza di atti di razzismo (21,2% sul totale dei casi di violenza). Per quanto riguarda invece l'appartenenza religiosa degli stranieri i cristiani, anche grazie al massiccio afflusso di immigrati ortodossi dall'est europeo, continuano a detenere, con il 49,5% del totale, il primato delle presenze. Seguono, in questa particolare classifica, i mussulmani (33%) e le religioni orientali (5%). Dal Dossier non vengono però fornite indicazioni certe sugli immigrati irregolari anche se, secondo le ultime stime dell'ISMU, dei sindacati e dell'Eurispes, la loro presenza potrebbe oscillare fra le 200.000 e le 800.000 unità.

La presentazione del Dossier Statistico, a cui era presente in rappresentanza della Migrantes Padre Bruno Mioli, è stata introdotta dall'intervento del Direttore della Caritas di Roma Guerino Di Tora che, ricordando le celebrazioni per i 25 anni di attività della Caritas romana fondata nel 1979 da Mons. Di Liegro, ha sottolineato come nel passato il crudo linguaggio dei numeri del Dossier, che è stato concepito per comprendere meglio le dinamiche dell'immigrazione, abbia creato alcune difficoltà. Dopo aver ringraziato il Ministero degli Interni che da 14 anni mette a disposizione del Rapporto i suoi dati, Di Tora si è poi soffermato sulla necessità di presentare l'immigrazione come un'opportunità, di programmare con realismo le iniziative per gli stranieri, di accogliere il diverso con maggiore apertura e di promuovere politiche di integrazione che impediscano all'immigrato di divenire "un cittadino senza cittadinanza". Il Direttore della Caritas di Roma ha infine annunciato sia l'inserimento nel Dossier Statistico di un capitolo speciale dedicato all'immigrazione nella Capitale, sia la costituzione di Osservatorio romano socio- statistico sull'immigrazione. E' stata poi la volta del referente del Comitato Scientifico del Dossier Statistico Franco Pittau che ha evidenziato come nel futuro la pressione migratoria non sia destinata a diminuire- finché il 60% della ricchezza mondiale sarà detenuto dall'America e l'Europa i poveri di tutto il mondo continueranno a lasciare la terra d'origine - la presenza degli stranieri in Italia rimarrà visibile e consistente e gli immigrati diverranno sempre più essenziali per il sistema produttivo italiano. Pittau ha poi sottolineato come a tutt'oggi, mentre l'integrazione degli stranieri nel nostro Paese resta "a meta del guado", appaia necessaria, oltre da un'accelerazione della riforma per il voto amministrativo, una fattiva semplificazione sia delle procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno, sia dell'iter per l'acquisizione della cittadinanza.

Dal Direttore di Rai International Roberto Morrione, la struttura televisiva che anche quest'anno ha realizzato il video di presentazione del Dossier Statistico, è stato invece posto in evidenza il grave debito del mondo dell'informazione nei confronti della realtà migratoria. Un colpevole silenzio, incapace di garantire la memoria e la conoscenza di questo fenomeno, che ha relegato l'immigrazione, senza alcun supporto critico, nei meandri della cronaca nera e dei programmi della commozione di puro intrattenimento. Dopo l'intervento della rappresentante del Dipartimento delle Politiche Migratorie della Cisl Liliana Ocmin Alvarez che ha ricordato l'impegno dei sindacati per l'integrazione e la necessità di concedere al più presto il voto amministrativo per gli immigrati, ha preso la parola il Nunzio Apostolico della Santa Sede presso il Governo italiano, Mons. Paolo Romeo che ha illustrato, attraverso la lettura di alcuni brani dei discorsi papali per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato degli ultimi cinque anni, la posizione del Santo Padre sul fenomeno migratorio. Mons. Romeo, nel definire l'immigrazione un fenomeno complesso ci che riguarda tutti ed in cui la Chiesa non può esimersi dal richiedere il rispetto dei valori umani, ha ricordato come il Santo Padre non abbia esitato ad indicare nei fattori di ingiustizia economica a livello mondiale, che portano a forti diseguaglianze fra Paesi ricchi e quelli meno abbienti, le cause di questi grandi esodi della disperazione. Per il Papa la globalizzazione e l'emigrazione possono rappresentare delle opportunità da non perdere, purché questi fenomeni si sviluppino però nel pieno rispetto dei diritti umani e della dignità dell'uomo che rappresentano beni comuni universali. In questo ambito il momento dell'incontro fra culture diverse, che secondo il Santo Padre potrebbe favorire il dialogo interreligioso, dovrà quindi avvenire nel pieno rispetto dei valori del Paese ospitante e con l'apporto di un reale spirito d'accoglienza. Mons. Romeo ha inoltre annunciato che La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2004 sarà dedicata al rapporto fra il fenomeno migratorio e la pace.

E' infine intervenuto il Sindaco di Roma Walter Veltroni. Il primo cittadino della Capitale ha ricordato il dramma dei tanti immigrati, spesso adolescenti, che quotidianamente rischiano la vita nei solitari e drammatici viaggi della disperazione. Fughe dalla fame e dalla morte, in alcune zone dell'Africa l'aspettativa di vita non supera i 33 anni, che potrebbero essere arrestate solo da un repentino miglioramento delle condizioni di vita. Il Sindaco di Roma, dopo aver sottolineato che i flussi migratori verso l'Europa rappresentano ormai un fenomeno strutturale ed irreversibile, ha evidenziato la necessità, al fine di comprendere fino in fondo il dramma e i rischi connessi all'immigrazione di oggi , di non dimenticare il nostro passato migratorio. " Siamo stati come loro - ha infatti ribadito Veltroni - ma lo abbiamo dimenticato". Il Sindaco si è poi soffermato sui rischi della Globalizzazione, che accentua il divario fra i Paesi più o meno abbienti, e sull'esigenza di investire, al fine di creare in loco adeguate condizioni di vita, sullo sviluppo dei Paesi più poveri. In ogni caso, secondo Veltroni, i comuni saranno disposti a fare la loro parte, nell'ambito delle politiche per l'immigrazione, solo in presenza di "un patto istituzionale e territoriale" che coinvolga l'associazionismo, e tutte le forze sindacali ed imprenditoriali. (Goffredo Morgia-Inform)


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