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INFORM - N. 207 - 16 ottobre 2004

Vicenda Buttiglione/Tremaglia

Epifanio Guarneri, Presidente MCL Belgio

BRUXELLES - E’ spiacevole constatare che tanti si impuntino e condannino la dichiarazione del Ministro Tremaglia che, seppure in un linguaggio colorito (che gli schizzinosi considerano "politically incorrect") in fin dei conti altro non è che una battuta sarcastica e in fondo amara di uno che ama profondamente il proprio Paese e non sopporta di vederlo dileggiato.

Su un altro piano sempre in merito alla vicenda Buttiglione invito a leggere quanto ha scritto Ernesto Galli Della Loggia nel suo articolo "La nuova ideologia che domina a Bruxelles - Una triste Europa politically correct" (Corriere della Sera, 13 ottobre 2004). La tesi sostenuta dall’editorialista del Corriere è che " il nostro continente è sul punto di arridere ormai all’ideologia del politicamente corretto (...) cioè l’ideologia dell’obbligatorio e generale relativismo dei valori e della conseguenza accusa di intolleranza per chi obietta ". Come appunto ha osato obiettare l’on. Rocco Buttiglione nel corso della sua audizione davanti al Parlamento Europeo.

A mio parere è anche da questa ideologia imperante particolarmente fra coloro che fanno riferimento ad un laicismo non sempre correttamente inteso e che politicamente militano in partiti social-liberal-democratici che deriva il rifiuto ad inserire ogni riferimento alle radici cristiane nella Costituzione europea e in ultima analisi la negazione del passato, della storia e della cultura europea.

Quindi non c’è da meravigliarsi che in seno al Europarlamento ci siano deputati "benpensanti" come il socialista tedesco Martin Schulz, capogruppo del PSE, o la liberaldemocratica olandese Sophie In’t Velde, che sotto l’influsso dell’ideologia del politicamente corretto e conoscendo le convinzioni personali sugli omosessuali di un cattolico come l’on. Buttiglione, fingano d’ignorare la distinzione che il futuro commissario europeo ha giustamente fatto nel corso della sua audizione fra diritto e morale personale, scadano deliberatamente nella provocazione e si sentano in dovere d’inchiodarlo sicuri che alla fine avranno in ogni caso partita vinta: o Rocco Buttiglione rinnega le sue convinzioni di cattolico profondamente osservante e praticante e in tal caso perde la faccia o se non le rinnega apparirà un retrogrado bigotto indegno di ricoprire la carica di commissario europeo incaricato della giustizia, libertà e sicurezza di un’Unione Europea politicamente corretta come la intendono loro. E via dai piedi uno scomodo commissario cattolico! " Triste Europa politically correct '' dice giustamente Ernesto Galli Della Loggia e laica, aggiungo io.

Quello che pure dispiace in questa vicenda è che degli eurodeputati italiani abbiano contributo a enfatizzare la vicenda Buttiglione e probabilmente ad imbastirla portando la disdicevole gazzarra politica italiana in seno al Parlamento europeo facendo il giuoco di coloro che non certamente vogliono del bene al nostro Paese. (Epifanio Guarneri

Vicenda Buttiglione/Tremaglia

Dalla Spagna Alfredo Milesi risponde a Guarneri

Caro Epifanio,

mi trovi perfettamente d'accordo. Ho letto anch'io l'articolo del Corriere che però finiva col castigo per Tremaglia, da me non condiviso. Il subbuglio qui da noi, in Spagna, lo abbiamo vissuto quando l'attuale governo (che ci sorprende ogni giorno con le sue innovative proposte di legge, ma che poi ci tranquillizza nel ritirarle qualche giorno dopo - o mesi, come nella nuova disponibilità di mandare uomini in Iraq ) propose sia il matrimonio che l'adozione da parte delle coppie omosessuali.

La notizia venne trattata dalla stampa a seconda delle tendenze politiche e sembrava che nessuno volesse sbilanciarsi giusto per non cadere nel "politically incorrect" . Ma i commenti per la strada sono ben diversi ( soprattutto l'adozione) perché, in definitiva la Spagna è un Paese- come l'Italia- con profonde radici cristiane.

Noi, vecchi del CGIE, conosciamo bene il temperamento del nostro Ministro e ben sappiamo che ci vuol ben poco per farlo andare su di giri. In particolare se gli toccano l'Italia (o un suo rappresentante).

Sarebbe stato meglio lasciar sbollire il sangue prima di inoltrare una nota? Probabilmente sì, ma penso che comunque non andasse ricercato eco della notizia. Sarò dei pochi che ha apprezzato la prima scelta di alcune agenzie, di sorvolare " in primis" E non penso neanche che la Commissione Informazione debba insistere, come approvasse quanto i suoi nemici hanno palesato questi giorni.

O è forse che, adesso, nel CGIE , sono questi i problemi all'ordine del giorno? (Alfredo Milesi)

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