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INFORM - N. 206 - 15 ottobre 2004

Prima Conferenza dei giovani laziali nel mondo

A Roma per delineare il futuro delle politiche regionali verso i giovani all’estero

ROMA - Associazionismo e ruolo delle giovani generazioni, cultura e informazione, lavoro formazione professionale e imprenditoriale, politiche di sostegno in America Latina. Su queste tematiche, che per la Regione Lazio rivestono importanza primaria per la messa a punto di strategie politiche in favore dei giovani corregionali, si concentrano, nella sede del Consiglio Regionale del Lazio, i lavori della Prima Conferenza regionale dei giovani laziali nel mondo (15-16 ottobre). Un evento di grande rilievo per i giovani che, dalle diverse aree del mondo, si sono dati appuntamento a Roma per essere "ascoltati" in modo diretto dalla Regione. Sessantasette i delegati eletti nelle conferenze preparatorie di Europa, Nord America, Sud America, Australia, Sud Africa che nella due giorni, alla quale prendono parte i consultori, getteranno le basi per un rinnovato e sempre più stretto rapporto con la Regione: referente diretto l’Assessorato alle politiche per la famiglia e servizi sociali, guidato da Anna Teresa Formisano. Che ha fortemente voluto questa conferenza e seguito da vicino le conferenze preparatorie.

Obiettivo dell’iniziativa è riavvicinare, come sottolinea anche il documento programmatico della Regione, le giovani generazioni alla terra di origine. Tenendo in considerazione i loro interessi, le loro esigenze e facendo tesoro delle loro proposte. "Siete i nostri ambasciatori nel mondo, rappresentate le nostre energie migliori, siete gli eredi delle nostra cultura", ha sottolineato con forza l’Assessore ai lavori di apertura, ponendo l’accento sull’importanza dell’incontro. Una conferenza che non deve essere un momento celebrativo bensì "un punto di partenza per dare una svolta alle politiche regionali dell’emigrazione". "Saranno i giovani a darci delle indicazioni su come procedere, ad indicarci la strada " ha aggiunto, evidenziando anche l’importanza del loro coinvolgimento, grazie anche all’opera dei consultori, nel mondo delle associazioni laziali, "anello di congiunzione tra realtà regionale e comunità nel mondo".

Parola d’ordine, dunque, è coinvolgere sempre più i giovani laziali. Anche per questo la conferenza non dovrà rimanere un episodio a se stante: l’Assessore ha annunciato di volerne proporre l’istituzionalizzazione affinché possa tenersi ogni due anni. Non solo. Nel 2005 si terrà la V Conferenza regionale dell’emigrazione e Formisano ha chiesto ai giovani delegati di eleggere un rappresentante per ogni preconferenza, che parteciperà all’evento del prossimo anno. Un altro argomento toccato da Formisano è quello riguardante l’annosa questione di Rai International in Canada. L’Assessore ha annunciato di avere scritto una lettera al Ministro delle Comunicazioni Gasparri chiedendo il suo interessamento per porre fine alla "grave discriminazione" attuata verso i connazionali che risiedono in quel Paese. In apertura dei lavori, nel corso dei quali è stato osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime del terrorismo, è stato letto da Renzo Carella, Vice presidente del Consiglio Regionale, un breve messaggio di Mirko Tremaglia impegnato in Consiglio dei Ministri. Per il Ministro per gli Italiani nel mondo, che ha formulato i migliori auguri per la riuscita dei lavori, "la conferenza contribuirà certamente a rendere ancor più saldi i rapporti con i figli del Lazio che vivono lontano dalla madrepatria". Assente il Presidente della Giunta regionale. A portare il saluto di Francesco Storace, il consigliere regionale Luigi Celori membro della Consulta regionale dell’emigrazione. Che ha sottolineato l’impegno della Regione "proteso a valorizzare il Lazio e i corregionali nel mondo". "Voi siete testimoni del nostro progetto di internazionalizzazione - ha aggiunto - Noi teniamo molto a lanciare il Lazio nel mondo, perché ha dei riflessi importanti per noi, per l’occupazione, per dare prospettive di lavoro ai nostri giovani del Lazio, per avere un rapporto sempre più stretto con voi".

Renzo Carella che ha presieduto i lavori, si è detto convinto che la conferenza getterà le basi per un rapporto proficuo con i giovani laziali nel mondo che rappresentano "una risorsa soprattutto culturale, intellettuale, di conoscenza del nostro Paese". Obiettivo è dunque fare "un salto di qualità" e cioè "continuare ad avere rapporti con i nostri emigrati" ma soprattutto "collegarci e avere rapporti con i giovani". Che rappresentano il futuro, "in un mondo globalizzato, in un mondo dove è giusto stare sempre di più uniti; ma in un mondo dove ognuno di noi deve difendere e deve portare la propria cultura, le proprie tradizioni e le proprie peculiarità". Il consigliere Romolo Rea (che è figlio di emigrati in Venezuela), dopo avere ricordato i drammi che si consumano sulle nostre coste, dove disperati cercano di sbarcare in cerca di un futuro migliore, ha sottolineato la necessità di "valorizzare la funzione delle associazioni come luogo di incontro e di scambio anche verso i cittadini dei Paesi ospitanti, nonché di sostegno per gli emigrati senza voce" e di rinnovarle costruendo al loro interno "gruppi giovanili, che siano in grado di garantire progettualità, visibilità". Anche Angelo D’Ovidio, segretario del Consiglio regionale, dopo avere ricordato i drammi dell’immigrazione, in un Paes come il nostro che nel passato è stato "protagonista di partenze" e ha sottolineato l’importanza della conferenza dalla quale "emergeranno le linee guida per la Regione". Come ha fatto il consigliere Giacomo Troja, già Assessore regionale all’emigrazione, che ha poi chiesto all’assemblea e all’Assessore Formisano "una particolare attenzione e un richiamo alla Rai, perché ridefinisca i suoi programmi all’estero e consenta alle giovani generazioni di fruire di questo strumento anche stando fuori dell’Italia o fuori della Regione Lazio".

Nel corso dei lavori - ai quali alcuni giovani delegati hanno portato un breve saluto dei laziali delle diverse aree del mondo - è intervenuto il consultore Bruno Vacca, che ha chiesto un coinvolgimento degli altri assessorati della Regione in modo che vi possa essere un ruolo forte nelle politiche dell’emigrazione. Vacca ha inoltre presentato un ordine del giorno in cui si esprime solidarietà agli immigrati che chiedono il rinnovo del permesso di soggiorno si chiede sostegno ad una proposto di legge della Comunità di Sant’Egidio sulla cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia.

Il 17 ottobre incontro alla Casa dell’Emigrante di Cassino

I lavori della Conferenza avranno una ‘appendice’ nell’incontro del 17 ottobre a Cassino, in provincia di Frosinone, nella Biblioteca comunale. All’incontro - "L’emigrazione sul territorio cassinate" - parteciperà il sindaco di Cassino Vincenzo Scittarelli, l’Abate di Montecassino Bernardo D’Onorio, l’Assessore alla Cultura del Comune Iris Violante, l’Assessore regionale Anna Teresa Formisano e Giovanni Di Mambro Presidente della Casa dell’Emigrante.

La Casa dell’Emigrante è una struttura regionale nata nel 2002 a Sant’Elia Fiume Rapido (Frosinone) voluta fortemente dall’Associazione emigrati della Ciociaria e dal Comune. Nella fase attuale è composta da un consiglio di amministrazione (Di Mambro è anche presidente dei Ciociari in Francia) di cui fanno parte il sindaco di Sant’Elia Fabio Violi,il sindaco di Isola Liri Ennio Quadrini, per la Provincia di Frosinone Bruno Vacca. Del consiglio dovrebbero dare parte tre membri della Regione che non sono stati ancora nominati.

La Casa dell’Emigrante si occupa di dare una prima risposta agli emigrati che rientrano con servizi di orientamento e informazione, per un coordinamento con i comuni. Concorre poi con Regione, Province e Comuni a progetti e iniziative per gli emigrati. Attualmente è ospitato un progetto della Filef Lazio: museo tematico dell’emigrazione laziale con foto e documenti. Un progetto che tende a coinvolgere le scuole per fare conoscere un fenomeno che ha riguardato fortemente il frusinate e il Lazio in generale. (Simonetta Pitari-Inform)


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