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INFORM - N. 206 - 15 ottobre 2004

Prima Conferenza dei giovani laziali nel mondo

A colloquio con l’Assessore Anna Teresa Formisano

"I giovani all’estero vogliono essere protagonisti delle scelte politiche della Regione"

ROMA - "L’iniziativa di realizzare la Conferenza dei giovani laziali nel mondo nasce da una verifica che ho fatto sul campo, incontrando le associazioni. Mi sono resa conto che nelle associazioni scarseggiava la presenza dei giovani. Ho chiesto pertanto ai nostri rappresentanti di incontrare i giovani per coinvolgerli nella politica all’emigrazione della nostra regione". Così l’Assessore alle politiche alla famiglia e servizi sociali del Lazio, Anna Teresa Formisano, ha spiegato ai giornalisti, a margine dei lavori, quali sono le motivazioni che hanno spinto l’Assessorato a promuovere l’evento che il 15 e il 16 ottobre si tiene presso il Consiglio Regionale del Lazio. Giovani che hanno raccolto l’invito perché "vogliono anche essere protagonisti delle scelte politiche della Regione" e che oggi, dopo un percorso preparatorio (con le preconferenze a Parigi, Rosario, Melbourne, Johannesburg, Toronto), si ritrovano a Roma per la loro Prima Conferenza.

Giovani che sono, sottolinea l’Assessore, "i nostri ambasciatori nel mondo, ambasciatori di quelle che sono le nostre energie migliori, di quelli che sono i nostri mondi di espressione nel mondo". E sono anche "gli eredi della cultura del Lazio e dell’Italia tutta, nei Paesi nei quali si sono integrati".

I temi della conferenza sono molti e tutti assai rilevanti. Ma Formisano tiene in particolare modo ad evidenziarne alcuni. "Innanzi tutto la richiesta, da parte dei giovani, di insistere sulla conoscenza della lingua italiana in maniera diretta. Molti di questi ragazzi hanno imparato l’italiano grazie ai corsi realizzati dalla Regione da tre anni a questa parte presso le nostre università. I giovani vogliono essere padroni della lingua italiana e noi dobbiamo puntare su questo nei prossimi anni. Ma i giovani vogliono anche "essere padroni della cultura della nostra regione. E chiedono di venire nel Lazio e di sentirsene cittadini. E noi stiamo lavorando su questo, ci stiamo puntiamo perché riteniamo i giovani i migliori testimonial della nostra cultura".

Altra questione che sta a cuore ai giovani è la formazione professionale. "Chiedono di partecipare ai corsi della Regione. Noi - ha detto l’Assessore - abbiamo dato la nostra disponibilità. Ciò consente ai giovani anche di pensare ad un futuro rientro nel nostro territorio regionale".

La formazione professionale ha un ruolo importante. E l’Assessore Formisano all’assemblea de delegati ha anche lanciato una proposta sulla quale ha invitato i giovani a riflettere: "Realizzare corsi di formazione professionale, esportando nei vostri Paesi di residenza il nostro know-how in alcune tematiche nelle quali noi magari siamo avanti rispetto ad altri." E ha portato un esempio. "In materia di politiche sociali, noi, come Paese Italia e come Regione, siamo avanti rispetto a molti Paesi". E allora "si può pensare di fare dei corsi di formazione professionale anche nei vostri Paesi, coinvolgendo la Regione Lazio e la formazione professionale della Regione."

E’ stata la Casa dell’Emigrante di Cassino ad occuparsi dell’organizzazione della conferenza. "E’ il nostro braccio operativo da ormai tre anni" ha commentato Anna Teresa Formisano, ricordando che la struttura regionale è stata realizzata in una provincia, quella di Frosinone, dalla quale è emigrato un numero elevatissimo di laziali (l’80 per cento rispetto a tutto il territorio regionale).

Riguardo alla possibilità di voto per corrispondenza per i laziali nel mondo alle regionali, Formisano ha spiegato che questo "dipende innanzi tutto da indicazioni nazionali. C’è stata l’apertura di voto attivo e passivo per gli italiani all’estero per le politiche. Se non ci sarà la stessa apertura per le regionali noi non potremo legiferare in questo senso". (Simonetta Pitari-Inform)


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