Indagine conoscitiva del Senato sull'esercizio di voto all'estero e le modalità delle campagne elettorali nei Paesi d'accoglienza
I senatori della I Commissione hanno incontrato negli Stati Uniti esponenti della diplomazia italiana e rappresentanti della comunità
ROMA - Nella seconda decade di settembre una delegazione della Commissione Affari Costituzionali del Senato, guidata dal Presidente Andrea Pastore, si è recata negli Stati Uniti per monitorare la situazione e le aspettative elettorali delle nostre comunità. Durante la loro visita, che si è tenuta nell'ambito dell'indagine conoscitiva del Senato sull'esercizio del voto all'estero e sulle modalità delle campagne elettorali nei Paesi d'accoglienza, i parlamentari hanno incontrato esponenti della diplomazia italiana, fra questi ricordiamo il Console Generale d'Italia a New York Antonio Bandini e il Vice Console a Newark Paolo Toschi, e rappresentanti del CGIE, dei Comites e delle associazioni di emigrazione. Hanno inoltre avuto luogo alcuni colloqui con i dirigenti di organi di stampa in lingua italiana e con i rappresentanti di RAI Corporation.
Dagli incontri - come si rileva dalla relazione presentata nei giorni scorsi in Commissione - è in primo luogo emersa la mancanza di particolari preoccupazioni, da parte delle autorità statunitensi, per l'esercizio del voto per corrispondenza e lo svolgimento della campagna elettorale. Un giudizio positivo sul voto è giunto anche dalla collettività italiana che, pur facendo presente il rischio di una possibile spaccatura all'interno della comunità fra gli aventi diritto al voto e gli esclusi dal suffragio, hanno evidenziato come questa conquista elettorale rafforzi la diffusione della lingua italiana all'estero ed il sentimento di appartenenza nazionale delle nuove generazioni.
Dai nostri diplomatici è stata inoltre posta all'attenzione dei senatori sia la profonda discrepanza presente fra le liste dall'AIRE e quelle dei Consolati - in occasione del rinnovo dei Comites nella sola circoscrizione consolare di New York oltre 11 mila connazionali sono rimasti esclusi dal voto - sia la necessità di seguire una diversa procedura per gli accertamenti sugli elettori residenti all'estero. Una nuova trafila che, anche per ovviare ai lacunosi controlli dei comuni d'origine, dovrebbe prevedere un primo invio delle liste consolari al Ministero dell'Interno. Secondo questa procedura spetterebbero poi al Viminale le eliminazioni dei nomi di coloro che non hanno diritto all'elettorato attivo ed il successivo invio della lista aggiornata ai Consolati. Da ultimo i Comuni avrebbero il compito di integrare le liste consolari con i nominativi di coloro che non vi sono inclusi e che risultano iscritti nell'AIRE. In ogni caso, a tutt'oggi, persiste una distanza in difetto del 25- 30% fra i dati dell'anagrafe consolare di New York e la reale presenza della nostra collettività nella circoscrizione. In questo ambito, al fine di sollevare la rete consolare dall'eccessiva mole di lavoro che rallenta le attività di bonifica delle liste elettorali, dagli esponenti dei patronati e dei Comites è inoltre stata avanzata l'ipotesi di utilizzare la galassia dell'associazionismo per lo svolgimento di alcune funzioni amministrative normalmente espletate sul territorio dagli stessi consolati.
Per quanto riguarda il voto per corrispondenza, dai rappresentanti della comunità è stato invece ricordato come, alle scorse elezioni dei Comites, le particolari modalità di confezionamento del plico elettorale abbiano di fatto portato all'invalidamento del 20 per cento delle buste pervenute (circa 3.000 schede). Nel corso di quella tornata elettorale, che ha evidenziato una pericolosa tendenza all'inquinamento della personalità e della segretezza del voto, numerosi elettori non hanno infatti inserito il tagliando elettorale nella busta esterna, si sono riscontrate possibili contraffazioni del tagliando elettorale e molti candidati hanno esercitato varie pressioni sugli elettori. Diffuse difficoltà che comunque potranno essere superate attraverso opportuni accorgimenti tecnici, come ad esempio l'applicazione sul plico elettorale di un apposito codice a barre leggibile da uno scanner e capace di accertare la qualità dell'elettore preservandone l'anonimato.
Dai rappresentanti della nostra comunità di New York è stata inoltre avanzata la richiesta di una revisione legislativa che favorisca il recupero della cittadinanza italiana da parte di coloro che l'hanno dovuta abbandonare quando non era consentita la doppia cittadinanza, e preveda una facilitazione delle procedure burocratiche per i giovani discendenti che, per motivi di studio, professionali o semplice interesse, chiedano l'acquisizione di questo diritto. In questo ambito si è anche parlato del lontano rischio di un massiccio accesso alla cittadinanza italiana da parte degli oriundi. Un'ipotesi che potrebbe portare alla creazione di un corpo elettorale smisurato e indeterminato.
Circa le forme di comunicazione per la campagna elettorale, è stata invece universalmente sollevata la questione della scarsa informazione per l'esercizio del voto. Una problematica, avvertita in occasione delle elezioni dei Comites e dell'appuntamento referendario, che le trasmissioni informative di Rai International, mancando di un'adeguata dimostrazione visiva delle operazioni di voto e di chiusura del plico, non hanno fino ad oggi affrontato in maniera soddisfacente. Secondo alcuni dei numerosi interpellat,i nella campagna elettorale, che sarà simile a quelle americane e quindi verrà fortemente influenzata dalla disponibilità di mezzi finanziari, dovrebbero ritagliarsi un ruolo anche le Regioni di provenienza dei nostri emigrati. Grazie al loro rapporto privilegiato con i corregionali all'estero, potrebbero informare i nostri connazionali sui loro diritti elettorali. (Goffredo Morgia-Inform)