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INFORM - N. 204 - 13 ottobre 2004

Da "Tribuna Italiana", Buenos Aires, del 13.10.2004

Poche novità dall’assemblea del CGIE a Buenos Aires

Due denunce passate quasi inavvertite: sul fondo delle regioni e sui corsi di formazione

BUENOS AIRES - Poche novità ha registrato la riunione della Commissione Continentale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che si è svolta tra lunedì e mercoledì della settimana scorsa a Buenos Aires. E’ stata la prima assemblea continentale dopo il rinnovo del CGIE, registratosi nel mese di giugno e che ha visto un ricambio profondo, specialmente per quanto riguarda la rappresentanza dell’Argentina. Anfitrione dell’assise è stato il vicesegretario generale del CGIE per l’America Latina Luigi Pallaro al cui fianco si è seduto il segretario generale del "parlamentino degli italiani all’estero", Franco Narducci. Alla riunione hanno preso parte i consiglieri del CGIE residenti nei Paesi dell’America Latina, alcuni membri del Comitato di Presidenza dell’organismo residenti in Europa, i presidenti dei Comites dell’Argentina e alcuni esperti di vari Paesi convocati per esprimere opinioni su vari argomenti puntuali.

Come abbiamo pubblicato la settimana scorsa, il primo giorno sono intervenuti l’esperto uruguaiano di sistemi previdenziali, Ernesto Murro, il quale ha esposto un completo panorama sulla situazione dei sistemi previdenziali nell’America Latina, utile al momento di parlare di accordi di pensione con l’Italia. Unico neo è stato il fatto che l’esperto ha parlato in spagnolo in quanto non conosceva l’italiano, il che, visto che non c’erano traduttori, ha provocato la contrarietà dei consiglieri del Brasile e italiani che non conoscevano lo spagnolo. Lo stesso giorno il consigliere per l’Emigrazione dell’Ambasciata, dott. Fabrizio Marcelli, ha presentato un completo panorama della situazione delle anagrafi consolari e dei meccanismi che seguono le pratiche di cittadinanza e i luoghi dove eventualmente possono incepparsi i meccanismi. Quindi Maria Rosa Arona, membro del Comites di Buenos Aires e consigliere del CGIE, ha parlato sulle iniziative in atto o da intraprendere nell’ambito delle pari opportunità fra uomo e donna. L’America Latina - fanno notare le interessate - è con quattro esponenti (Arona, Narducci, Piazzi e Salvarezza) il continente che ha il maggior numero di donne nel CGIE.

La seconda giornata è stata aperta con la relazione di Mario Boeri della repubblica Dominicana sulla rete consolare e le possibilità che i moderni mezzi telematici offrono per rendere efficace l’azione dei consolati. Naturalmente c’è sempre il problema dei fondi per affrontare tale cambiamento.

Da parte sua il prof. Fernando Devoto, studioso argentino, ha svolto una dotta ed amena relazione sulla presenza italiana in Argentina. Polemica invece la partecipazione dell’esperto del Cile Ferdinando Pezzoli che, cominciando a parlare su cittadinanza, ha provocato la reazione generale dell’assemblea quando ha manifestato la sua opposizione al diritto di voto degli italiani all’estero. Persino il segretario generale Narducci ha sentito la necessità di lamentare gli interventi su argomenti ormai lasciati alle spalle e in controtendenza contro quella che è l’opinione della stragrande maggioranza degli italiani all’estero.

Durante l’ultima giornata i relatori hanno parlato su Corsi di Formazione, e su Rapporti Economici, argomenti sui quali hanno parlato rispettivamente il brasiliano Fabrizio Porta, che si è scusato per aver avuto poco tempo per preparare la sua relazione, Filippo Sindoni del Venezuela, che ha centrato la relazione sull’economia del suo Paese, provocando commenti contrari e la sua reazione dicendosi mortificato e tradito, visto che aveva svolto la relazione che gli era stata richiesta.

Ma al di là delle polemiche più o meno personali, ci sono stati alcuni argomenti sui quali si è acceso il dibattito, quando esso è stato aperto ai partecipanti all’assemblea. Uno di questi argomenti è stato l’assegno sociale, un annoso problema, una storica richiesta delle comunità dell’America Latina sulla quale, purtroppo, non si è registrata ancora nessuna novità. Nei diversi interventi sono state presentate, tra le altre, la proposta di raccogliere centomila firme, un’altra chiedendo che il beneficio sia esteso anche ai discendenti in possesso della doppia cittadinanza e la richiesta di reclamare risposte ai documenti presentati in precedenti occasioni, invece di fare nuovi documenti.

Ancora più contrariate le reazioni quando, alla domanda del consigliere Adriano Toniut (unico membro del CGIE dell’Argentina ad essere stato riconfermato) sul Fondo di solidarietà delle Regioni in favore degli italiani indigenti dell’Argentina, si è saputo che una prima tranche di 35mila euro è già stata distribuita, che altri pochi fondi del totale di 2,3 milioni di euro sono stati assegnati agli Ospedali Italiani, ma che la maggior parte del fondo è stato destinato dalle regioni ad altre destinazioni o ritirati perché non utilizzati. La risposta è stata data dal dott. Ciofi del ministero per gli Italiani nel Mondo ed ha scatenato la reazione sdegnata di quasi tutti i consiglieri che hanno reclamato una informazione precisa sulla destinazione finale di tutti i fondi, visto che un gruppo di connazionali aveva lavorato con serietà per individuare le persone che dovevano essere beneficiari degli aiuti. Il segretario generale Narducci ha manifestato la sua sorpresa per le risposte del dott. Ciofi ed ha reclamato una migliore comunicazione tra il Ministero per gli Italiani nel Mondo e il CGIE.

Non minore è stata la reazione provocata dalla notizia che non ci sono più fondi per i corsi di formazione. Infatti, secondo quanto è stato spiegato, i fondi per i corsi di formazione gestiti dal Ministero del Lavoro, provenivano da una trattenuta sugli stipendi dei lavoratori dipendenti italiani. Recentemente è stato deciso di non trattenere più quella somma, in modo da aumentare la busta paga. Quindi, finché non saranno trovati nuovi meccanismi per finanziare tali corsi, la formazione - almeno quella che dipende dal Ministero del Lavoro - rimane cancellata. Le reazioni più accese sono state registrate tra i consiglieri giovani i quali hanno sottolineato l’importanza che hanno i corsi di formazione per attrarre le nuove generazioni alle comunità italiane.

Sulla questione dei corsi di formazione l’assemblea ha approvato il seguente ordine del giorno: "La Commissione Continentale America Latina del CGIE riunita a Buenos Aires, preso atto che c’è il rischio che venga ad esaurirsi il fondo che finanzia i corsi di formazione professionale per gli italiani residenti nei Paesi extraeuropei, dichiara la propria profonda preoccupazione e chiede al Governo di intervenire tempestivamente affinché vengano trovate risorse alternative per far sì che possa continuare lo strumento formativo di capitale importanza per le comunità italiane all’estero"

Quello delle nuove generazioni è stato un argomento molto dibattuto e anche in questo caso, specialmente il presidente del Comites di Buenos Aires Merlo e Mariano Gazzola consigliere residente a Rosario, hanno sottolineato l’importanza della partecipazione dei discendenti nelle istituzioni della comunità italiana. (Tribuna Italiana/Inform)


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