* INFORM *

INFORM - N. 196 - 4 ottobre 2004

Il Presidente dell’Inas Cisl Giancarlo Panero sui tagli ai Patronati: "In pericolo la nostra presenza e i diritti sociali degli italiani"

ROMA - L'azzeramento del fondo per i patronati, che sarebbe previsto nella Finanziaria 2005, metterebbe a rischio il diritto all'assistenza gratuita, garantito a tutti i cittadini dall'articolo 38 della Costituzione. Non solo. In pericolo sarebbe anche il futuro degli 8.000 lavoratori occupati nel settore. Stessi timori, inoltre, per la rete di assistenza all'estero dei patronati, il cui ruolo, peraltro e' stato esaltato nella recente riforma. Un ruolo che la cui importanza e’ riscontrata da numerosi attestati , soprattutto da parte dello stesso Inps e della rete consolare italiana all’estero. L'allarme viene lanciato dall'Inas, il patronato della Cisl, di cui il 14 settembre ricorrevano i 55 anni dalla fondazione. Il Presidente dell’Inas Giancarlo Panero conferma in un’intervista timori e preoccupazioni dei Patronati.

"Le nostre preoccupazioni - spiega Panero - derivano da ‘voci’ che hanno cominciato a circolare da fine luglio e che, finora, nessuno ha smentite. Voci secondo le quali nella "finanziaria 2005" ci sarebbe un forte taglio dei finanziamenti ai Patronati.

Quanto alla portata di questi tagli, qualcuno dice il 50% nel 2005 e il 50% nel 2006. Il che significa chiudere l’esperienza. Altri parlano di "solo il 20%" . Ma se anche fosse solo il 20%, vorrebbe dire comunque una ripercussione sugli operatori, sui servizi , sulle sedi. Perché noi con il finanziamento non reggiamo e per fortuna abbiamo le organizzazioni promotrici che ci sostengono e ci aiutano economicamente, altrimenti solo con il finanziamento pubblico l’Inas - ma anche gli altri patronati - non potrebbe andare avanti con l’attuale finanziamento.

Abbiamo fatto un incontro con tutti i patronati in cui abbiamo deciso, come primo passo, di scrivere una lettera al ministro del Lavoro, a quello dell’Economia, alla stampa, qui in Italia e italiana all’estero, per comunicare il nostro "allarme" e dire cosa potrebbe significare un taglio del genere dei finanziamenti.

Questo taglio, per quanto riguarda il nostro servizio di patronato all’estero – prosegue il Presidente dell’Inas - significherebbe mettere in discussione la nostra stessa presenza con una rete così diffusa. Se in presenza di una contrazione della rete dei consolati e di una riduzione del personale nei consolati aggiungiamo anche l’incertezza del servizio dei patronati i poveri emigrati a chi si rivolgono? Il problema e’ che già non hanno risorse, se gli sottraiamo anche servizi che dovranno fare, andare da avvocati e commercialisti ? Oppure, ed e’ la cosa più grave, in assenza del servizio gratuito dei patronati, dovrebbero perdere o rinunciare a una parte dei loro diritti? E’ un aspetto , questo , molto preoccupante. Ci batteremo d'intesa con i sindacati perché questo scenario non si realizzi. La solidarietà praticata e i diritti sociali esigibili sono valori che vengono prima di ogni scelta di politica economica." (Inform)


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