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INFORM - N. 196 - 4 ottobre 2004

A Senigallia il 51° Raduno nazionale degli esuli dalmati

Fini alla Croazia: "Non si entra in Europa negando una realtà come quella degli italiani di quelle terre, ma valorizzandola"

SENIGALLIA - Si è svolto a Senigallia il 51° Raduno nazionale degli esuli dalmati. Accolti dal Sindaco della città marchigiana Luana Angeloni, i partecipanti hanno incontrato il Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini, che ha portato il saluto del Governo.

Una manifestazione, quella del 2 e 3 ottobre, che quest’anno ha assunto un significato ancora più rilevante, dopo l’approvazione da parte del Parlamento – nel marzo scorso - della legge che istituisce il "Giorno del Ricordo". La legge considera il 10 febbraio "solennità civile" e "giorno del ricordo" per "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, l’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e la più complessa vicenda del confine orientale".

Ogni anno, il 10 febbraio, si svolgeranno iniziative, anche nelle scuole, per diffondere "la conoscenza dei tragici eventi". Saranno favoriti, da parte di istituzioni ed enti, convegni, incontri e dibattiti. Le iniziative saranno dirette anche a "valorizzare il patrimonio culturale degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate", dando particolare rilievo al contributo fornito sia nel passato sia oggi allo sviluppo culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica, e a preservare le tradizioni della comunità istriano-dalmate residenti in Italia e all’estero. Dalla legge sono inoltre riconosciuti il Museo della Civiltà istriana-fiumana-dalmata con sede a Triste e l’Archivio Storico di Fiume, con sede a Roma, attraverso il finanziamento di 100 mila euro all’Istituto regionale per la cultura istriana, fiumana e dalmata e di 100 mila euro alla Società di Studi fiumani.

"Troppo tempo ci è voluto ma con la fine del furore ideologico si è scritta questa pagina di memoria condivisa", ha detto Fini al raduno ricordando che "per anni si è addirittura negato l’esodo". Per il numero due di Palazzo Chigi non si tratta solo "di chiedersi il perché di una scarsa memoria per tanto tempo", ma "di capire le ragioni che hanno portato a negare una verità storica". Se ora "il clima è cambiato il merito va a coloro che hanno sempre conservato la memoria storica e l’hanno trasmessa ai loro figli", ha aggiunto Fini precisando di non riferirsi "solo alle associazioni dalmate, ma anche a quegli uomini di cultura che erano impegnati in questa azione di ristabilimento della verità". Se il clima è cambiato "è perché la storia va avanti, sono finite le ideologie, sono crollati i muri e si è compreso che un popolo che non ha memoria rischia anche di non avere un futuro". Poiché, ha sottolineato il Vice Presidente del Consiglio, "memoria e appartenenza a una comunità sono amor patrio, che è un valore, mentre il nazionalismo non lo è: è "la degenerazione di tale valore".

E la parola ‘fine’ ai nazionalismi sarà messa dall’Europa "delle differenze" . Una Europa nella quale sarà assicurato il rispetto dell’identità, delle minoranze "nel riconoscimento della reciprocità". Che però non esiste ancora in Croazia, ha ricordato Fini. Un Paese, la Croazia, che ha chiesto di entrare nella Unione Europea "ma dove domina ancora il nazionalismo". E, ha avvertito Fini, "non si entra in Europa negando una realtà come quella degli italiani di quelle terre, ma valorizzandola".

Nel corso della manifestazione a Senigallia si è svolto anche un "Incontro con la cultura dalmata": rassegna di personaggi, libri ed editori su temi di storia, attualità, saggistica ed eventi legati alle tematiche degli esuli.(S.P.-Inform)


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