* INFORM *

INFORM - N. 180 - 13 settembre 2004

L’editoriale di Marisa Bafile su "La Voce d’Italia", Venezuela

A riflettori spenti

CARACAS - La visita in Argentina del sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ci ha riportato indietro nel tempo ricordandoci le confortanti promesse che lo stesso Baccini aveva fatto a noi, italiani del Venezuela, qualche mese fa. In quell’occasione, con convincente calore, l’on. Baccini ci aveva assicurato che sul Venezuela l’Italia avrebbe finalmente acceso i suoi riflettori.

Li abbiamo aspettati. Invano. Se qualche fascio di luce ha forato il buio delle nostre relazioni con l’Italia certamente non proveniva dal governo.

Fino a ieri la nostra collettività e la nazione che la ospita non facevano notizia. Il Venezuela era considerato un paese pigramente adagiato sulle ricchezze petrolifere e la nostra collettività una delle più fortunate. In apparenza né gli uni né gli altri avevano grossi problemi. Il che non era poi così vero ma, in ogni caso, diciamo che i nostri problemi li abbiamo sempre risolti da soli, con il nostro impegno, il nostro lavoro. Negli ultimi anni le cose sono notevolmente cambiate e per la prima volta gli italiani del Venezuela hanno sentito la necessità di un gesto di solidarietà da parte italiana. In tanti hanno fatto pervenire note informative a sindaci, assessori, parlamentari, uomini di governo, per spiegare i pericoli che si addensavano sul Venezuela e di conseguenza sulla nostra comunità. Delegazioni di connazionali, a spese proprie, sono partite facendosi eco delle richieste che sorgevano in tutto il paese. Un deputato siciliano ci ha detto che dovevamo far sentire le nostre campane e noi, di campane, ne abbiamo suonate davvero tante.

I Democratici di Sinistra sono stati l’unico partito che ha immediatamente raccolto l’appello, ha preso coraggiose posizioni politiche e si è preoccupato con i fatti di rispondere alle nostre richieste. Lo ha fatto sia in Italia che all’interno dell’Internazionale Socialista e lo ha fatto inviando suoi osservatori alle varie fasi, dalla raccolta firme in poi, che hanno condotto al referendum.

Con più ritardo, anche se in questi casi è meglio tardi che mai, anche il responsabile esteri del partito Alleanza Nazionale ha mostrato una maggiore sensibilità ai nostri problemi. Senza riuscire però a spostare l’interesse del governo italiano, della cui coalizione è parte importante, verso la nostra realtà. Anzi. L’Italia appare interessata essenzialmente nelle cifre dell’interscambio economico e la fornitura, a futuro, di orimulsione. I nostri problemi arrivano in coda.

Tante erano state le promesse del sottosegretario Baccini. Ma sono rimaste promesse vuote. In Argentina ha detto: "L’Italia non ha mai smesso di aiutare l’Argentina, anche nei momenti più difficili". E noi ce ne rallegriamo. La situazione argentina è grave e consideriamo estremamente positivo che l’Italia dia un sostegno importante al paese e ai tanti italiani che lì vivono. Ma vorremmo che il governo italiano ricordasse che anche qui, come in Argentina, i nostri piccoli imprenditori avrebbero bisogno di aiuto, anche qui molti connazionali vivono in condizioni di indigenza e aspettano un gesto di solidarietà. Senza parlare della gravissima crisi politica che da anni divide la popolazione e che meriterebbe un’attenzione più seria da parte di un governo che in questo paese ha una comunità tanto grande.

E invece nulla. Fino ad ora i riflettori promessi dall’on. Baccini continuano ad essere spenti. (Marisa Bafile-La Voce d’Italia/Inform)


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