Il Ministro Giovanardi al convegno MCL sulle riforme istituzionali e il ruolo dei cattolici
SENIGALLIA – "Nessuno pensa di militarizzare le scuole italiane": a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, e dopo i tragici fatti di Beslan, secondo il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi "non bisogna creare allarmismo fra i nostri ragazzi e le famiglie. Io - ha detto Giovanardi interpellato dai giornalisti a margine del convegno sulle riforme istituzionali e il ruolo dei cattolici, promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori a Senigallia - voglio mandare un messaggio molto tranquillizzante. Non creiamo psicosi fuori posto, la realtà italiana è per fortuna molto diversa dalle condizioni e dalla situazione dell’Ossezia. Noi siamo molto solidali con coloro che sono stati colpiti".
Il ministro poi ha detto di non aver capito "la dichiarazione polemica dell’Olanda, presidente di turno dell’Unione europea, che ha chiesto spiegazioni alle vittime per quello che è successo". Sempre sull’Olanda il ministro ha aggiunto: "Siamo noi che dovremmo chiedere conto della decisione olandese sull’eutanasia per i bambini".
Giovanardi ha rilanciato la necessità di un fronte comune internazionale contro il terrorismo, che includa i paesi arabi moderati che sono i primi bersagli dei fondamentalisti di Al Qaeda. "Fare un fronte comune di Usa, Ue, paesi e popoli islamici moderati è fondamentale", ha detto l’esponente del governo, aggiungendo che ‘’non a caso il governo italiano è impegnato in Iraq, su richiesta esplicita dell’Onu e della diplomazia vaticana, proprio per dare una mano a coloro che oggi nei paesi arabi si oppongono al fondamentalismo, e vogliono creare condizioni di vita democratica, opponendosi alla follia del terrorismo".
Infine Giovanardi ha detto che la situazione dell’Italia, caratterizzata da bassa natalità e quindi dall’invecchiamento della popolazione, pone problemi contingenti ma anche epocali in materia di immigrazione per i riflessi che potrà avere in ambito culturale, religioso, negli usi e costumi. ‘’Noi dobbiamo favorire un melting pot, come negli Stati Uniti, ammettendo immigrati da tutte le parti del mondo, ed evitando un’invasione massiccia di persone tutte provenienti da una stessa area geografica e appartenenti a una stessa religione". ‘’E’ giusto che gli immigrati arrivino da tutti i continenti. Non possiamo invece immaginare una immigrazione massiccia dal punto di vista religioso e della provenienza geografica’’. Il ministro ha detto che non vanno concessi privilegi a nessuno, ma "soprattutto va evitato che nascano in Italia delle enclave impenetrabili, che invece di integrarsi con la realtà italiana, fungano da corpi estranei e separati all’interno del nostro Paese". (Inform)