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INFORM - N. 174 - 6 settembre 2004

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): Equilibrio mondiale e terrorismo

LOS ANGELES - L'ultimo, terrificante massacro ordito dalle organizzazioni terroristiche (rivoluzionari, separatisti, reazionari, e via dicendo) che stanno devastando il mondo ha pressoché annientato il cauto ottimismo con cui qualcuno (fra cui chi vi scrive) guardava la storia futura dei popoli.

Sì, pensavo proprio che, in fondo, essendo oggi il novanta per cento del terrorismo di matrice islamica, la maggioranza dei credenti del Corano, unitamente alle dure reazioni del mondo civile, avrebbero isolato i fanatici religiosi, facendoli desistere dai loro criminali disegni.

Se a ciò aggiungiamo poi le utopie dei movimenti pacifisti, spesso purtroppo manovrati da partiti e movimenti politici, cosiddetti progressisti, che amano sopratutto spodestare i governi che contrastano, con ogni mezzo e con grande spregiudicatezza, i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti: massacri periodici di innocenti grandi e piccoli, con ferocia premeditata e scientificamente attuata.

Non bisogna mai stancarsi di parlare, bisogna cercare ed annullare le cause del terrorismo, dicono i pacifisti, con colpevole silenzio sul semplice fatto che si può parlare (e tutto il mondo civile lo fa) quando c'è qualcuno che ti sta a sentire ed ha il tuo stesso anelito di raggiungimento di un accordo, mentre è impossibile farlo con chi non vuole mai, per principio, sedersi al tuo stesso tavolo, e, anzi, ti spara addosso e ti spedisce ordigni di morte!

Leggendo Oriana Fallaci, mi ero chiesto più volte se la sua avversione per l'Islam non avesse punte di esagerazione, umanamente provocate dalle sue personali esperienze: beh, temo proprio che abbia ragione in tutto o quasi tutto! Non volevo credere ad un disegno preordinato di islamizzazione dell'Occidente, sospinto da una parte dagli inserimenti dell'immigrazione massiccia che da tempo i mussulmani attuano, soprattutto in Europa, e, dall'altra, promosso da una scientifica regia del terrore, di cui stiamo vedendo i nefasti risultati.

Mi chiedo che senso ha vivere in condizioni di perenne tensione, impiegando ingenti mezzi, risorse ed uomini per assicurare la vita quotidiana di chi vive e lavora nei Paesi civili, temendo sempre che giornali e notiziari radiofonici e televisivi ci diano notizie tragiche di questa o quella sciagura di matrice terroristica?

Ci pensate quanti bambini, uomini e donne potremmo sottrarre alla fame ed alle malattie, usando umanitariamente quei mezzi, quelle risorse e quegli uomini?

Che cosa possono fare le democrazie moderne contro questi fenomeni aberranti, contro l'attuazione di un disegno così malvagio che mette a rischio la nostra civiltà, senza cadere nelle reazioni incontrollate e drastiche che pure questo grande pericolo giustificherebbe? Ossia mantenendo intatti i nostri valori cristiani della vita e della società in cui viviamo, ma senza tollerare che altri vengano ad imporci nei nostri Paesi, stili di vita che sono contrari alla nostra cultura, al rispetto reciproco, alla tolleranza, alla dignita' degli uomini e delle donne?

Prevenzione, credo, null'altro che una ferma e determinata prevenzione, controllando tutte, dico tutte, le infiltrazioni di personaggi che hanno provenienze e back-ground dubbi o non verificabili, ma anche riesaminando precedenti e professionalità di chi, approfittando delle larghe maglie delle nostre frontiere nel recente passato, è apparentemente insospettabile e conduce vita che sembra irreprensibile e lavori in contesti assolutamente normali.

E' la prevenzione che, credo e spero, stanno da qualche tempo attuando le forze di polizia, sta effettivamente riducendo a probabilità infinitesimali i rischi di attentati a persone e cose; ed alcuni risultati si sono già visti, ma, ovviamente occorre perseverare ed aumentare, sia come numero che come accuratezza, i controlli del caso.

Infatti, mai come in questi casi, il teorema di una pragmatica giustizia, secondo la quale un imputato va sempre assolto fino a che esista il benché minimo dubbio sulla sua colpevolezza, non trova effettivo fondamento: i dubbi infatti, in questa materia, si traducono troppo sovente in successivi attentati, massacri ed assassini, oltre che in deterioramento dell'integrità della società civile nei nostro Paesi. (Doenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West USA/Inform)


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