Tremaglia a Marcinelle per la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo
L'omaggio floreale ai caduti dell'8 agosto ed il pellegrinaggio alla miniera che custodisce nel tempo la memoria della tragedia
MARCINELLE - Da quasi quarant'anni i picconi ed i grandi montacarichi della miniera di Bois du Cazier tacciono e non riempiono più l'aria di Marcinelle con i loro rumore. Un lungo silenzio - la miniera venne chiusa definitivamente nel 1967 - che contrariamente a quanto si possa pensare ha finito con il rafforzare la memoria di quell'incendio che l'8 agosto del 1956 rubò la vita a 136 minatori italiani ed ad altri 126 lavoratori di varie nazionalità. Infatti, mentre permane ancora vivo nei testimoni e nelle famiglie degli scomparsi il ricordo di quella tragedia, la miniera si è trasformata in un centro museale dove chi vuole conoscere o non vuole dimenticare può trovare le testimonianze della difficile vita dei minatori e di un dramma del lavoro sicuramente imputabile alle scarse misure di sicurezza.
Un percorso della memoria che anche quest'anno si è arricchito di un nuovo tassello. Nel corso della sua tradizionale visita alla miniera del Bois du Cazier, il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha celebrato a Marcinelle la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo inaugurando un nuovo settore espositivo in cui attraverso foto, manifesti e riproduzioni dei luoghi di lavoro, viene ricostruita la storia migratoria dei nostri minatori. Un approfondimento storico che è stato descritto in tutti i suoi aspetti, anche con il contributo del Console generale d'Italia a Charleroi Giulio Picheca, in una specifica pubblicazione dal titolo "Da Roma a Marcinelle".
La visita in Belgio ha avuto inizio all'aeroporto di Charleroi dove Mirko Tremaglia è stato accolto dall'Ambasciatore d’Italia a Bruxelles Massimo Macchia e dal Segretario Generale del CGIE Franco Narducci. Tra i membri della delegazione che accompagnavano Tremaglia ricordiamo i Presidenti dei Comitati parlamentari per gli Italiani all'estero di Camera e Senato, Giovanni Bianchi e Riccardo Minardo, il Direttore Generale del MAE per gli Italiani all'estero Adriano Benedetti, il Capo di Gabinetto Paolo Casardi, il Presidente della FUSIE Domenico De Sossi, il Segretario del CGIE Ministro Torquato Cardilli, il Presidente della Commissione Formazione Impresa Lavoro e Cooperazione Franco Santellocco, Gian Luigi Ferretti del Comitato di Presidenza del CGIE e il Presidente della CNE Tonino Inchingoli.
Dopo i saluti di rito il Ministro si è recato al Cimitero di Marcinelle dove ha deposto corone d'alloro davanti al "Monumento al Minatore", la statua di un uomo che si protende nella sofferenza, e ai piedi della lapide che ricorda il sacrificio dei minatori italiani. Fra gli altri omaggi floreali ricordiamo quelli del Presidente della Regione Vallonia Van Cauwemberghe, del Sindaco di Charleroi Van Gompel, del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, del Comites di Charleroi, delle Associazioni degli ex Minatori italiani e degli Alpini.
La testimonianza di Sergio Aliboni
Alla cerimonia ha preso parte anche l'anziano ex minatore italiano Sergio Aliboni. Un lavoratore originario di Massa Carrara che approdò a Marcinelle nel 1950 e che ci ha raccontato la sua storia. "Malgrado fossimo coscienti dei pericoli della miniera, con il coraggio del nostro animo e la forza delle nostre braccia abbiamo affrontato la battaglia del carbone e, nonostante le sofferenze e la dura vita nelle baracche, ci siamo affezionati a questa terra. Noi amiamo il nostro Paese d'accoglienza… La memoria della tragedia dell'8 agosto - ci spiegato Aliboni - - rimane ancora nel nostro cuore. Noi la riviviamo ogni giorno e facciamo di tutto per trasmettere questo ricordo ai giovani di oggi ed a quelli di domani. Che siano loro i guardiani di questa memoria che portiamo dentro di noi insieme al carbone che si è accumulato nei nostri polmoni…".
"Vede - ha infine ricordato Aliboni mostrandoci la medaglietta di numerazione della sua lampada - io non ero uno studente bravo e quindi sono andato a lavorare in miniera insieme al mio papà ed ai miei due fratelli. A me venne dato il numero 108, mio padre aveva il 17 ed ai miei fratelli erano stati assegnati il 23 e 892. A quei tempi eravamo comunque considerati solo dei numeri".
Nella seconda parte della mattinata, dopo la visita alla miniera della tragedia, Tremaglia si è recato al Centre Espace Meeting Européen dove hanno avuto luogo i discorsi ufficiali ed il Ministro ha incontrato i rappresentanti della comunità. (Goffredo Morgia-Inform)