Eritrea - Il Ministro Tremaglia a colloquio con il Capo dello Stato Isaias Afeworki
Con l’incontro istituzionale si è chiuso un viaggio sospeso fra memoria, attualità e futuro
ROMA - (Dal nostro inviato) - Contrariamente a quanto si possa immaginare il viaggio in Eritrea del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia e del Presidente della Commissione Difesa della Camera Luigi Ramponi non si è esaurito in un nostalgico percorso della memoria. Al contrario, dalla breve visita è emerso sia un contesto migratorio ancora presente e proiettato verso il futuro, sia l'immagine di un Paese giovane ed in piena evoluzione che sta cercando di riscoprire, senza pregiudizi o timori reverenziali, i propri trascorsi storici e culturali. Un rivolgersi al passato per costruire il futuro che è emerso sin dalla deposizione delle corone d'alloro nei Cimiteri militari quando il suono del silenzio è riecheggiato per i caduti eritrei della recente guerra con l'Etiopia - nel cimitero gli operai erano ancora intenti a scavare le fosse - e per i tanti militari italiani che hanno perduto la vita in questo territorio.
Un binomio, quello fra memoria e attualità, che emerso anche dall'incontro che Tremaglia ha avuto, presso il Teatro "Santa Cecilia", con la collettività italiana. Durante il confronto sono infatti state affrontate, oltre ai problemai assistenziali per i più anziani, anche temi che testimoniano la vitalità di questa piccola ma solida comunità, come ad esempio le nuove opportunità imprenditoriali e la semplificazione delle procedure per l'acquisizione della cittadinanza. Una questione, quest'ultima, che riguarda direttamente almeno 200 meticci. Uomini e donne, nati da un genitore italiano, che, come ha spiegato il Presidente del Comitato Cittadinanza Italo-Eritrei, Padre Protasio Delfini, attendono da molti anni una decisione della nostra giustizia che riconosca il loro diritto ad essere italiani. Ma anche nell'appuntamento con maggiori connotazioni storiche, e cioè l'inaugurazione della mostra sull'epopea degli Ascari eritrei, non sono mancate connotazioni legate al contesto odierno, come ad esempio la necessità di indennizzare - una legge in tal senso è già al vaglio del Parlamento italiano - i reduci ascari con un'apposita liquidazione sociale.
Com'era prevedibile tematiche di stringente attualità sono inoltre emerse dall'incontro che il Ministro per gli Italiani nel Mondo ed il Generale Ramponi hanno avuto, prima della partenza per l'Italia, con Capo dello Stato Eritreo Isaias Afworki. Nel corso del colloquio il Ministro Tremaglia, dopo aver ringraziato il Presidente dell’Eritrea per il suo interessamento verso l'Italia, ha infatti auspicato che dall'ONU, per quanto riguarda la delicata questione della definizione dei confini con l'Etiopia, vengano confermate le decisioni già ratificate in passato con specifici accordi. "In mancanza di tale riconoscimento - ha spiegato Tremaglia - chiederò al Governo italiano di intervenire sull'ONU affinché venga data questa garanzia". Il Ministro ha inoltre ricordato la commovente visita al Cimitero militare di Cheren, dove riposano uno accanto all'altro combattenti italiani ed eritrei, e la positiva ripresa dell'attività di cooperazione italiana nei confronti dell'Eritrea. Un innovativo impegno finanziario che si colloca in un contesto politico e sociale sicuramente favorevole alla diffusione dell'economia e della cultura italiana. Il Presidente Ramponi, nel ricordare che la mostra sugli ascari sarà presto trasferita in Italia, ha invece espresso grande soddisfazione per la positiva accoglienza riservata del popolo eritreo all'intera iniziativa culturale. Il Generale ha inoltre sottolineato la sua gratitudine nei confronti dal Presidente Afeworki, il vero ispiratore della mostra, che durante il colloquio ha auspicato una collaborazione sempre migliore fra Italia ed Eritrea. Un tracciato comune basato sulla solidarietà. (Goffredo Morgia-Inform)